Fa parte di uno dei panorami più iconici della Costa Azzurra, visto che risalta da lontano da qualunque punto della Promenade des Anglais. Allo stesso tempo dalla sua terrazza si può ammirare la vista più bella di tutta Nizza, dato che offre lo spettacolo della Baie des Anges in tutta la sua ampiezza. Tutti la conoscono e tutti la associano alla collina del castello. Ma non tutti sanno che non risale affatto alle fortificazioni dell’antica cittadella di Nizza e nemmeno che la sua storia è incredibilmente ricca di sorprese. Oggi per Côte à côte saliamo alla Tour Bellanda per scoprire tutte le vite che questo monumento ha incarnato.
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L’origine del nome
L’origine del nome “Bellanda” non è certa. Come nome di famiglia lo si trova citato nelle chansons de geste del XIII secolo. Più tardi, nel XVII secolo, nella Chorographie ou Description de Provence di Honoré Bouche si trova la descrizione della città di Nizza come “situata su una rupe a picco sul mare, nota fin dall’antichità come Bellanda”. Il nome deriva dalla parola celtica che indica “altezza boscosa” ed è solo negli anni Sessanta e Settanta dell’Ottocento che viene recuperato, sull’onda dello spirito dell’epoca romantica. Prima il bastione era designato come Tour Saint-Elme, Tour Clérissi o Tour des Ponchettes.
Un’antica torre di fortificazione
In realtà la torre medievale non si trovava affatto nel luogo dell’attuale Tour Bellanda. Era molto più arretrata e faceva parte delle mura che circondavano la città alta e il mastio. La seconda cinta di bastioni fu aggiunta a partire dal 1437 in seguito a una rivolta dei nizzardi che tentarono di impadronirsi del castello.
Furono allora costruite tre grandi torri collegate da uno spesso muro e per bloccare il lato sud un’altra torre che si affacciava sul mare. Trovandosi vicino al molo che proteggeva il primo porto di Nizza, nell’Anse Saint-Lambert alle Ponchettes, questa torre era nota come Tour du Môle. Nel XVII secolo divenne la Tour Saint-Elme, in riferimento al santo patrono dei marinai. Le nuove fortificazioni di Nizza resistettero all’assedio franco-turco del 1543, ma non riuscirono a impedire alle truppe di Luigi XIV di conquistare la città e la cittadella nel 1705. Il re di Francia fece smantellare il castello e le mura nel 1706, ponendo fine alla funzione militare della città e aprendola a un destino più turistico.
Da bacino idrico a hotel
All’inizio del XIX secolo, con la Restaurazione l’attività economica riprese e i visitatori invernali tornarono a Nizza. Il 3 maggio 1822, il re Carlo Francesco, desideroso di ingrandire e abbellire la città, concede al comune la collina per creare un parco e una passeggiata. In questo periodo, un certo Honoré Clérissi fa costruire una casa accanto all’antica torre di Saint-Elme, di cui allora rimaneva solo la base, e coltiva a terrazze le pendici della collina. Nel 1824 gli furono concessi i ruderi dell’antica torre. L’imponente edificio che fece costruire, d’ora in poi noto come Torre Clérissi, era coperto da un tetto piatto con una torretta a campana al centro che dava accesso alle stanze della pensione. Il sito divenne presto un luogo di piacere, dove la gente veniva a godersi il panorama. In seguito la torre passò nelle mani di diversi proprietari.
Tra gli stranieri che frequentavano la pensione ci fu il compositore romantico francese Hector Berlioz. Egli soggiornò a Nizza tre volte, nel 1831, nel 1844 e nel 1868. Durante il suo primo viaggio vi compose l’Ouverture del Re Lear e affermò di aver trascorso a Nizza i venti giorni più belli della sua vita. L’artista vi torna nel 1844. L’influenza marina e la vista privilegiata gli ispirarono la partitura di Le Corsaire.
La torre Bellanda divenne più accessibile quando il comune costruì la scalinata Lesage nel 1888.

Il XX secolo: sito pubblicitario, palestra, ristorante e museo della marina
Tra le due guerre la torre, che era di proprietà della Société Civile Immobilière de la Tour Bellanda che possedeva anche l’Hôtel Suisse, fu utilizzata per esporre una grande scritta pubblicitaria.
Nel 1930 la società aveva infatti affittato la terrazza a un’importante marca francese di liquori. Un enorme cartellone pubblicitario illuminato della Grand Marnier campeggiava ben visibile da tutta la Promenade des Anglais! La collina fu catalogata sito protetto nel 1937 e Il cartellone dovette essere dismesso.
Il Comune valutò allora la possibilità di acquisire la torre per aprire un museo dedicato a Berlioz. Il disaccordo sul prezzo di vendita portò a un decreto di esproprio nel 1939, ma lo scoppio della guerra impedì l’esecuzione del provvedimento.
Trasformato in palazzetto dello sport dalle truppe di occupazione tedesche e gravemente danneggiato durante la Seconda guerra mondiale, fu restaurato alla fine degli anni Quaranta. Sulla terrazza fu poi aperto un bar-ristorante, la Tour de Nice. Grazie al magnifico punto di vista il sito ebbe un enorme successo, immortalato da milioni di foto ricordo. Le cause legali tra la città e la Société de l’hôtel si conclusero infine con un decreto di esproprio emesso il 27 marzo 1957. La città di Nizza riporta allora il sito al suo antico splendore.
L’idea di un museo Berlioz fu abbandonata per mancanza di collezioni da esporre, a favore di un museo navale. Dal 1° giugno 1963 al 1° dicembre 2002, la Tour Bellanda ospita un’esposizione permanente sulla marina mercantile e militare e sulla storia del porto di Nizza, oltre a presentare paesaggi marini di pittori nizzardi del XIX secolo.

Il Bellandarium
La torre è stata riaperta al pubblico nell’estate 2010 con una mostra dedicata al paesaggista nizzardo Charles Martin-Sauvaigo. Oggi è gestita dal dipartimento del patrimonio storico della città ed ospita il Bellandarium, un percorso attraverso scene drammatizzate che tracciano sette grandi periodi storici della storia di Nizza.
(Foto di Antonella Fava©)


