Oggi per Côte à côte andiamo nel Var, nella zona di Saint-Tropez, a visitare un villaggio il cui nome è legato soprattutto alle splendide spiagge di Pampelonne. Queste si trovano infatti nel comune di Ramatuelle. Ma Ramatuelle è anche un piccolo gioiello medievale, che vale la pena visitare per la sua atmosfera autentica.
Arroccato sulle pendici della collina di Paillas, a circa 130 metri d’altitudine, da cui si domina la Baia di Pampelonne e la vasta pianura agricola circostante, si distacca con la sua tranquillità dallo spirito mondano delle sue rinomate spiagge, offrendo un angolo autentico di Provenza.
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Il cuore del villaggio
L’origine del nome Ramatuelle è incerta e misteriosa. Tra le ipotesi più suggestive, c’è quella che lo fa’ risalire alla parola araba Rahmatu’llah (“provvidenza divina”), per via dell’occupazione saracena nel X secolo. Altre lo connettono alla popolazione celtica dei Camatullici, insediatasi qui durante l’epoca romana. Nonostante le ipotesi avanzate dagli storici, il significato del nome resta avvolto nel mistero.
Il centro storico di Ramatuelle si sviluppa a spirale, una conformazione che rispecchia l’architettura mediterranea. Passeggiando per le sue viuzze strette e acciottolate, tra facciate ocra e persiane dai colori pastello, è facile perdersi tra i profumi di gelsomino e bouganville che adornano balconi e portoni. Le botteghe, ospitate in antiche cantine scavate nella roccia, espongono opere di artisti e artigiani e i passaggi a volta e le scalinate conducono a piccole piazze nascoste. Come quella principale, la Place de l’Ormeau. È qui che si tiene il caratteristico mercato provenzale ogni giovedì e domenica.
I tesori nascosti di Ramatuelle
Tra i tesori del villaggio spicca L’Échoppe, una casa in granito della fine del XV secolo, un tempo bottega di un artigiano, con il tipico bancone in legno per esporre i prodotti. Interessante anche il Memoriale ASSDN, monumento nazionale unico in Francia, dedicato agli agenti dei servizi speciali caduti nella Seconda Guerra Mondiale. Un omaggio silenzioso agli eroi che operarono nella Resistenza.
Ramatuelle è anche legata alla memoria dell’attore Gérard Philipe, la cui tomba semplice nel cimitero del villaggio ricorda l’affetto che il paese gli riserva. La casa di famiglia, visitata spesso dall’attore durante le vacanze, è ancora oggi un luogo di memoria. Il Festival di Ramatuelle, nato nel 1985 e dedicato al teatro e alle arti, porta poi avanti la sua eredità culturale.
Tradizioni e architettura
La più antica associazione del paese è il Cercle du Littoral, nato nel 1885 come luogo d’incontro per leggere e conversare. Una delle tradizioni più pittoresche del circolo è il pranzo della Saint Dindon, celebrato in memoria di una leggenda locale in cui i tacchini salvarono i raccolti da un’invasione di locuste. Il pranzo, una volta riservato solo agli uomini, include un banchetto di tacchini che si ripete ogni anno a dicembre.
Ramatuelle offre anche la suggestione di un passato medievale, come dimostra la Porta Saracena, con tracce della vecchia grata e degli antichi battenti risalenti al 1792. Nelle vicinanze, le Antiche Prigioni, costruite sotto Napoleone III, mostrano un’architettura orientaleggiante, creando il mito che fossero originariamente bagni saraceni. La Cappella di Sainte-Anne, risalente al XVI secolo, è invece l’unica sopravvissuta delle antiche cappelle del villaggio e ogni 26 luglio celebra ancora la festa di Santa Anna.
Infine, l’Escalier Eiffel nella piazza principale è un raro esempio di struttura metallica del 1868, simbolo di modernità. Poco più sotto, il Lavoir de la Font-d’Avaou ricorda l’importanza delle fontane come luoghi di incontro, testimoni di storie e tradizioni del passato.

La Chiesa di Notre-Dame
La chiesa di Notre-Dame, adiacente ai resti delle antiche mura, risale alla fine del XVI secolo e racconta le difficoltà della sua costruzione, terminata solo nel XVII secolo con l’aggiunta di una maestosa porta in serpentino verde. Al suo interno, un retablo del XVII secolo dedicato a Sant’Andrea e tre antichi santons, protetti in una vetrina blindata, affascinano i visitatori. La torre campanaria conserva una sala delle guardie e un tratto del cammino di ronda, residui delle antiche torri di avvistamento, che servivano a proteggere il villaggio dai pericoli provenienti dal mare.
(Foto di Antonella Fava©)











