the garden

Agenda: le mostre dal 15 al 30 novembre in Costa Azzurra

Di Antonella Fava
14 Nov 2024

Le esposizioni legate al Festival OVNi a Nizza, l’installazione immersiva alla Grotta del Lazzaretto e quelle monumentali al Palais Lascaris e poi un passaggio a Villefranche, Cannes e Mougins per scoprire il meglio delle mostre dal 15 al 30 novembre in Costa Azzurra.

Ascolta il podcast con le mostre dal 15 al 30 novembre

Mostre del Festival OVNi

Cominciamo da Nizza, dove dal 15 novembre al 1º dicembre si svolge il Festival OVNi. Ricordiamo che in francese l’acronimo OVNI designa gli UFO (object volant non ìdentifié), ma in questo caso significa, con un gioco di parole tipicamente francese, Objectif Vidéo Nice. Il festival promuove la video arte onorando le creazioni contemporanee a partire dagli anni ’60. Allo stesso tempo si concentra sulle creazioni degli artisti emergenti della regione con una mostra al 109, un City Tour e un Hotel Tour della città di Nizza, nel quale gli artisti sono invitati ad occupare con le loro installazioni le camere d’albergo a loro appositamente dedicate.

mostre dal 15 al 30 novembre

Métamorphoses al Musée des Beaux-Arts

Quest’anno l’anteprima del Festival international d’art video Ovni avrà luogo al Musée des Beaux-Arts. Giovedì 14 novembre alle 19 e poi alle 20 potrete scoprire la prima performance pubblica del progetto Métamorphoses creato dal Musée des Beaux-Arts e dalla Compagnie Humaine. Nel quadro della ristrutturazione del palazzo storico che ospita il museo, i ballerini della Compagnie Humaine diretti dal coreografo Eric Oberdorff per tre anni si sono mossi con regolarità negli spazi in cambiamento dell’edificio, documentandone la metamorfosi con scatti fotografici e video. In occasione del OVNi queste immagini saranno rivelate e ricreate con una performance danzata.

HyperMnémosine al 109

Vi segnaliamo qui alcuni eventi collegati al festival OVNi cominciando dalla mostra HyperMnémosine, allestita al 109 dal 15 novembre al 1º dicembre. Si tratta di una mostra video che immerge i visitatori in un’esperienza cinematografica unica e senza fine. Pierre Giner sfoglia il diario di viaggio composto da decine di migliaia di brevi sequenze catturate durante i suoi soggiorni e viaggi a Kyoto e in Giappone.
A la Station è allestita poi la mostra collettiva Vie-Ves ! Sauvage che propone di ripensare i limiti di una mostra convenzionale, in cui le forme plastiche sono confinate al loro posto. Scambi, storie e archivi si uniscono per formulare un teatro in cui le memorie di un passato-presente-futuro rivelano diversi strati materiali del nostro ritorno alla natura selvaggia femminile. La mostra assume il ruolo di “rivendicazione” che suggerisce i legami tra l’oppressione delle donne e quella della natura.

mostre dal 15 al 30 novembre

Pyramiden

Sempre negli spazi del ex mattatoio, al Forum d’Urbanisme et d’Architecture Damien Faure presenta Pyramiden. Mentre si recava alle Svalbard per realizzare un documentario sul Seed Vault, una struttura in cemento armato affondata nella roccia ghiacciata che funge da rifugio per i semi raccolti in tutto il mondo nel caso di una catastrofe climatica o nucleare, Damien Faure è venuto a conoscenza di un altro luogo sorprendente. Per caso ha scoperto una strana città fantasma non lontana da lì, chiamata Pyramiden (Пирамида in russo) dalla forma della montagna ai piedi della quale fu fondata dagli svedesi nel 1910. Fu poi acquistata dall’URSS nel 1926 per permettere a una società mineraria di sfruttare il sottosuolo ricco di carbone. Il risultato è una colonia dall’architettura tipicamente sovietica (fino al busto di Lenin) in terra norvegese. Essa è rimasta intatta dopo l’improvvisa partenza degli occupanti quando l’attività mineraria è cessata nel 1998. Con tutte le tracce della vita passata ancora presenti! Libri sugli scaffali della biblioteca, giocattoli sui pavimenti, vestiti appesi, bobine di film ancora caricate sui proiettori cinematografici.
Proprio quando le riprese del documentario sul santuario botanico erano pronte per iniziare, la crisi del Covid-19 ha interrotto il progetto ed è stato poi impossibile rintracciare i protagonisti. È allora che è nata l’idea di passare dal Seed Vault a Pyramiden/Пирамида, ma anche dal documentario alla fiction. Le bobine di pellicola trovate sul posto da Damien Faure appaiono furtivamente nel montaggio per tutto il film, mostrando la vita degli abitanti dell’epoca immortalata da loro stessi.

The Garden alla Grotte du Lazaret

Anche la Grotta del Lazzaretto a Nizza ospita dal 15 novembre al 31 gennaio un’installazione video del festival OVNi, quella di Jérémy Griffaud, The Garden. Si tratta di un’installazione di proiezione immersiva originariamente concepita come un’esperienza VR che immerge in un giardino fantastico pieno di specie vegetali uniche.
Jérémy Griffaud è un artista che esplora le realtà ibride attraverso installazioni che combinano il virtuale e il reale. Utilizzando acquerelli digitalizzati, motori di videogiochi, cuffie per la realtà virtuale e proiezioni monumentali, crea ambienti immersivi e interattivi. Nelle sue installazioni Enlarge Yourself e The Garden i visitatori diventano performer e l’attivazione dell’opera dipende dal loro coinvolgimento.

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Il MAMAC al Palais Lascaris

Passiamo alle arti figurative ma restiamo a Nizza. Al Palais Lascaris dal 15 novembre e fino al 7 aprile è allestita L’ombre, le reflet, l’écho. Le collezioni del MAMAC prendono posto negli appartamenti del Palais Lascaris, con disegni, fotografie, video e sculture, culminando in un invito a Laurence Aëgerter. Una serie di opere grandiose e oniriche sono state appositamente concepite dall’artista per questo progetto, in collaborazione con ebanisti, fonditori, vetrai e tappezzieri.

 Le mostre a Villefranche, Cannes e Mougins

Fotografia alla Cittadella di Villefranche-sur-Mer dove dal 16 novembre al 26 gennaio è allestita l’esposizione Les Lituaniens sur la Riviera con fotografie di Villefranche di Antanas Liutkus, diplomatico e artista lituano che vi ha vissuto dal 1941 al 1953.
A Cannes al Suquet des Artistes dal 12 ottobre e fino al 16 febbraio Florence Obrecht presenta Odyssée. Il lavoro di Florence Obrecht mette in discussione i confini tra il singolare e l’universale. Attraverso una serie di opere che combinano dipinti e oggetti, la sua storia personale e i suoi molteplici riferimenti culturali si confrontano, creando un dialogo tra passato e presente.
A Mougins al Centre d’art dal 16 novembre al 21 aprile è allestita la mostra Mystère Picabia : Vanessa Fanuele et Olivier Daquin au château de Mai. La mostra presenta disegni, illustrazioni di libri e archivi di Francis Picabia, uno dei principali artisti del XX secolo. La scelta di accostargli opere di Vanessa Fanuele e Olivier Daquin, due artisti contemporanei, è stata guidata dalla vicinanza delle loro opere ai temi e alle questioni formali sviluppate da Picabia dopo il suo trasferimento nel sud della Francia tra il 1925 e il 1945.