Métamorphoses

Métamorphoses: la Compagnie Humaine al Musée des Beaux-Arts

Di Antonella Fava
18 Nov 2024

Giovedì 14 novembre come anteprima del Festival delle videoarti di Nizza OVNi al Musée des Beaux-Arts Jules Chéret ha avuto luogo la performance della Compagnie Humaine Métamorphoses. Nel quadro del progetto di ristrutturazione degli spazi museali i ballerini della compagnia di Eric Oberdorff hanno invaso per tre anni le sale e gli spazi del museo.
Il risultato delle riprese video e fotografiche di queste incursioni si è intrecciato nella serata inaugurale all’esibizione dei ballerini. Métamorphoses intende rappresentare  il cambiamento dello spazio e quello nello spazio, attraverso i corpi che si muovono sotto lo sguardo immobile dei ritratti e delle opere esposte.

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Un progetto ambizioso

Durante la presentazione dell’evento la direttrice del museo Johanne Lindskog ha sottolineato quanto l’obiettivo del progetto sia duplice. Da un lato, preservare in forma artistica le trasformazioni che stanno avvenendo nel museo. Dall’altro, “risvegliare” alcuni fantasmi ancora sconosciuti al pubblico. Le mura sono infatti luoghi abitati non solo dai vivi, ma anche dalle memorie di chi vi è passato nel corso del tempo. Queste memorie sono multiformi e si manifestano nella pietra, nell’intonaco, nelle voci, nei dipinti, nei disegni, nelle sculture, nei dialoghi e nella musica. Per dare voce a queste memorie è stata scelta la danza come mezzo espressivo. Essa permette di esplorare e restituire diversi strati temporali in modo non verbale. L’unità dello spazio crea una particolare intimità che ci mette in contatto con il passato e ci confronta con la nostra stessa memoria.

Métamorphoses

La Compagnie Humaine

Simbolo dell’eccellenza della scena artistica locale, la Compagnie Humaine è reduce da grandi successi al Festival di Avignone e presso l’Opéra de Nice.
Eric Oberdorff ha ben descritto come questo progetto si basi sulla convinzione che tutti i luoghi siano abitati da molteplici presenze, accumulate nel corso degli anni, dei decenni e dei secoli. I ballerini si sono allora interrogati su cosa rimanga di questi strati successivi, delle emozioni vissute e dei corpi che li hanno attraversati.
Nel 2022, quando nacque il progetto, esplorando alcune parti dell’edificio, tra cui le soffitte, hanno trovato tende e arazzi in brandelli e buchi nel soffitto che lasciavano filtrare la luce. Questi elementi hanno contribuito a creare l’impressione di un luogo che, sebbene fatiscente, trasudava vita e sembrava popolato da fantasmi pronti a emergere da ogni angolo.
Il progetto prevede di documentare la trasformazione del museo dal 2023 al 2028 attraverso performance, lavoro fotografico e film, coinvolgendo non solo gli spazi pubblici ma anche archivi e altri luoghi meno accessibili.

Il Festival OVNi

All’evento era presente anche Odile Redolfi la direttrice del Festival OVNi che festeggia i suoi 10 anni di attività. Si tratta di un evento unico che si sviluppa su 18 giorni e 3 weekend, caratterizzato da installazioni immersive e performance inedite nella città di Nizza e nel territorio metropolitano. Il festival rappresenta un interessante connubio tra creatività e nuove tecnologie. Si snoda su diversi percorsi, tra i quali spicca per originalità quello nelle camere d’albergo.
Patrick Mottard, delegato al Cinema della città di Nizza, ha sottolineato infine come il Musée des Beaux-Arts abbia saputo rinnovarsi sotto la guida di Lindskog da museo storico un po’ all’antica in un vero e proprio centro culturale dinamico, in cui le arti sono vive, si contaminano e si arricchiscono.

Métamorphoses

L’esibizione di giovedì scorso ha visto i ballerini della Compagnie Humaine esibirsi in uno spettacolo attraverso differenti sale del museo, sulle cui pareti erano proiettati alcuni scatti del progetto. Nel grande atrio del primo piano gli ospiti hanno poi potuto assistere alla proiezione sulla volta del soffitto delle riprese video raffiguranti l’interazione tra danza e arte figurativa, tra presente e passato, tra immagini fisse e in movimento.
Le proiezioni resteranno visibili per tutta la durata del festival OVNi, fino al 1º dicembre.
Il progetto Métamorphoses si rivela come sintesi perfetta di come l’arte possa trascendere la vita quotidiana, trasformando un semplice progetto di ristrutturazione in un’epopea. Si tratta di una perfetta mediazione tra l’aspetto pratico dei lavori e la dimensione artistica e culturale, che crea un ponte tra l’arte e la vita quotidiana.

 

(Foto di Antonella Fava©)