Mbappé-PSG: Il giocatore chiede 263 milioni per stipendi non pagati e molestie, il club ne pretende 440 per “slealtà”

Di Redazione Francia24
18 Nov 2025

Mbappé-PSG: Il giocatore chiede 263 milioni per stipendi non pagati e molestie, il club ne pretende 440 per “slealtà”

Parigi, 18 novembre 2025 – Consiglio dei Prud’hommes: udienza-fiume di oltre tre ore tra accuse incrociate e cifre da capogiro

La rottura tra Kylian Mbappé e il Paris Saint-Germain è diventata ieri una guerra giudiziaria senza precedenti. Davanti al Consiglio dei Prud’hommes di Parigi – la giurisdizione che regola i conflitti tra dipendenti e datori di lavoro – le due parti si sono affrontate per la prima volta in un’aula pubblica, con richieste complessive che superano i 700 milioni di euro.

Mbappé, assente ma rappresentato da quattro avvocati guidati da Delphine Verheyden, ha alzato l’asticella: non più solo i famosi 55 milioni di stipendi e bonus non pagati degli ultimi tre mesi di contratto (aprile-giugno 2024), ma una domanda complessiva di 263 milioni di euro. Tra le voci principali:

  • Richiesta di riqualificazione del contratto da CDD (a termine) a CDI (a tempo indeterminato), che farebbe scattare automaticamente indennità di licenziamento e preavviso;
  • Danni per molestie morali e “metodi da gangster” (parole testuali dell’avvocata Verheyden): isolamento dal gruppo, esclusione dal tour asiatico pre-stagionale 2023, pressioni psicologiche tali da far trovare il fratello Ethan in lacrime nello spogliatoio;
  • Accuse di lavoro sommerso e violazione dell’obbligo di sicurezza sul posto di lavoro.

Il PSG, difeso da sette legali tra cui Renaud Semerdjian, ha ribattuto con una contro-domanda monstre: 440 milioni di euro. Il club qatariota contesta a Mbappé:

  • Aver nascosto per quasi un anno (da luglio 2022O22 a giugno 2023) la decisione di non rinnovare, impedendo così un trasferimento oneroso;
  • Aver violato un accordo verbale dell’agosto 2023 con cui – in cambio della reintegrazione in rosa dopo il “loft” – avrebbe rinunciato a bonus e premi pur di partire gratis;
  • Perdita di opportunità per il rifiuto dell’offerta da 300 milioni dell’Al-Hilal (estate 2023), più danni di immagine e slealtà contrattuale.

«Stiamo chiedendo esattamente 440 milioni», ha confermato Semerdjian uscendo dall’aula, parlando di “condotta sleale” del giocatore che avrebbe “ingannato” il club per tutta la stagione 2023-24.

L’udienza è durata oltre tre ore. Il PSG ha tentato (senza successo) di far trasferire il caso al tribunale civile, sostenendo che i Prud’hommes non siano competenti per cifre e temi di questa portata. Respinta la richiesta, le parti torneranno in aula solo per la sentenza: la decisione è attesa per il 16 dicembre 2025.

Nel frattempo Mbappé, esploso al Real Madrid (già 23 gol stagionali tra club e Nazionale), continua a segnare e a sorridere. Il PSG, campione d’Europa in carica, domina senza di lui ma non dimentica. Una cosa è certa: chiunque vinca, questa causa entrerà nei libri di storia del calcio come la più costosa di sempre.

Il mondo del pallone trattiene il fiato: se i Prud’hommes dessero ragione a Mbappé sulla riqualificazione CDD-CDI, decine di contratti nel calcio francese potrebbero essere messi in discussione. Prossimo appuntamento: 16 dicembre. Stay tuned.

koan rachel

Koan del giorno

Un monaco chiese a Joshu: «Maestro, nella disputa tra Mbappé e il PSG, chi ha ragione?»

Joshu rispose: «Il giocatore. Il club lo ha umiliato e gli deve ogni centesimo.»

Un altro monaco chiese la stessa cosa: «Maestro, chi ha ragione tra il giocatore e il club?»

Joshu rispose: «Il club. Il giocatore ha tradito la parola data e deve risarcire fino all’ultimo euro.»

Il primo monaco protestò: «Ma maestro, hai appena detto l’opposto!»

Joshu alzò lo sguardo e disse: «E allora?»

Un terzo monaco, esasperato, gridò: «Maestro, dicci finalmente la verità!»

Joshu prima annuì: «La verità è che il giocatore ha ragione.»

Poi scosse la testa: «No, è il club ad avere ragione.»

Infine batté il bastone e concluse: «Quando due risposte opposte escono dalla stessa bocca, ecco il vero mu.»

Chiusura

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