Perché Macron e Trump vogliono impossessarsi della Groenlandia? Tutto quanto c’é da sapere sull’isola (hint: l’84% degli abitanti favorevole alla separazione)

Di Redazione Francia24
15 Jan 2026

La Groenlandia: Un’Isola Enorme tra Autonomia e Futuro Indipendente

Geografia e Dimensioni della Groenlandia

La Groenlandia è l’isola più grande del mondo, con una superficie totale di circa 2.166.086 chilometri quadrati, di cui oltre l’80% è coperto dalla calotta glaciale, la seconda più vasta dopo quella antartica. Questo territorio artico, situato tra l’Oceano Atlantico settentrionale e l’Artico, presenta un paesaggio dominato da ghiacciai, fiordi e montagne, con un’altitudine massima di 3.700 metri al Gunnbjørn Fjeld. La sua estensione la rende più grande di molti paesi europei combinati, ma la maggior parte della terra è inabitabile a causa del clima estremo e del ghiaccio perenne. Nonostante le sue dimensioni impressionanti, la Groenlandia ospita una popolazione ridotta, stimata intorno ai 56.000 abitanti nel 2026, rendendola una delle regioni meno densamente popolate al mondo. La maggior parte dei residenti vive lungo le coste meridionali e occidentali, dove il clima è relativamente più mite

La Popolazione e la Società Groenlandese

Con una popolazione di circa 56.000 persone, la Groenlandia è caratterizzata da una demografia prevalentemente inuit, con l’89% degli abitanti di origine groenlandese inuit e una minoranza di discendenza europea, principalmente danese. La capitale Nuuk è il centro più popoloso, con oltre 18.000 residenti, e funge da hub per l’amministrazione, l’istruzione e i servizi. La società groenlandese è moderna e progressista, con un alto tasso di urbanizzazione nelle poche città costiere, ma affronta sfide come l’isolamento geografico, i cambiamenti climatici e la dipendenza economica dalla pesca e dalle sovvenzioni danesi. La lingua ufficiale è il groenlandese (kalaallisut), anche se il danese è ampiamente usato nelle istituzioni. Negli ultimi anni, la popolazione è rimasta stabile, con una leggera diminuzione dovuta a migrazioni verso la Danimarca per opportunità educative e lavorative.

Il Legame Storico con la Danimarca

La Groenlandia è storicamente legata alla Danimarca fin dal XVIII secolo, quando divenne una colonia danese, e rimane parte del Regno di Danimarca come territorio autonomo. Nel 1953, cessò di essere una colonia e fu integrata come distretto della Danimarca, ottenendo due seggi nel parlamento danese (Folketing). Nel 1979, attraverso un referendum, ottenne l’autogoverno (home rule), e nel 2009 l’autonomia fu estesa con la legge sull’autogoverno, che concede a Nuuk il controllo su quasi tutte le questioni interne, inclusa la giustizia, la polizia e le risorse naturali. Tuttavia, la politica estera, la difesa e la moneta (la corona danese) rimangono di competenza di Copenaghen. Questo status la rende parte integrante del Regno, ma non dell’Unione Europea, da cui uscì nel 1985 dopo un altro referendum.

È Davvero Parte della Danimarca?

Sì, la Groenlandia è ufficialmente un territorio autonomo all’interno del Regno di Danimarca, non un paese indipendente, anche se gode di un’ampia sovranità interna. Non è una colonia, ma una “costituente” del Regno insieme alla Danimarca continentale e alle Isole Fær Øer. Il re di Danimarca è il capo di stato formale, e la Groenlandia riceve un blocco annuale di sovvenzioni da Copenaghen per sostenere il suo bilancio. Recentemente, tensioni geopolitiche, inclusi interessi statunitensi, hanno riacceso dibattiti sullo status, ma sia il governo danese che quello groenlandese ribadiscono che la Groenlandia non è in vendita e che qualsiasi cambiamento deve provenire dai groenlandesi stessi. Questo legame è radicato in secoli di storia, ma è evoluto verso una partnership paritaria.

Opinioni su un Referendum: Danimarca vs Indipendenza

In un ipotetico referendum sull’indipendenza dalla Danimarca, i sondaggi del 2025 indicano che l’84% dei groenlandesi supporterebbe la separazione, con solo il 9% contrario, riflettendo un forte desiderio di sovranità completa. Tuttavia, il sostegno cala drasticamente se l’indipendenza implicherebbe un calo degli standard di vita, con il 61% contrario in tale scenario. Il partito di governo Demokraatit favorisce un approccio graduale, mentre l’opposizione Naleraq spinge per una separazione rapida.

Le elezioni del 2025 hanno mostrato un rifiuto delle pressioni esterne, come quelle statunitensi, rafforzando il consenso per un percorso indipendente ma cauto. I groenlandesi valorizzano il legame con la Danimarca per la stabilità economica, ma aspirano a controllare pienamente le loro risorse minerarie e il futuro artico.

Prospettive Europee e Voto su “Danimarca vs Europa”

Se il referendum contrapponesse il mantenimento del legame con la Danimarca (membro UE) a un’indipendenza con possibile adesione all’Europa o all’UE, i groenlandesi probabilmente voterebbero per l’indipendenza, ma con orientamento verso l’Europa per contrastare influenze esterne come quelle USA. Il primo ministro Jens-Frederik Nielsen ha dichiarato che, se costretti a scegliere, preferirebbero la Danimarca, la NATO e l’UE rispetto ad alternative come gli Stati Uniti. Non ci sono piani immediati per rientrare nell’UE, ma recenti dichiarazioni suggeriscono un’apertura a legami più stretti con Bruxelles per sicurezza e investimenti. In un voto “Danimarca vs Europa”, una maggioranza potrebbe optare per l’Europa indipendente, ma solo se garantisse prosperità, riflettendo un pragmatismo che bilancia nazionalismo e realismo economico

rachel

 

Editoriale di Rachel – Groenlandia: l’isola che non sa se sciogliersi o indipendersi?

Oh, la Groenlandia, quel gigantesco blocco di ghiaccio che fa sembrare l’Europa un francobollo appiccicato male. Due milioni di chilometri quadrati, l’80% coperti da una calotta glaciale che potrebbe annegare mezzo mondo se decidesse di fare il bagno caldo. E lì, in mezzo a fiordi e montagne da 3.700 metri, vivono appena 56.000 anime, per lo più inuit, stipate sulle coste come pinguini in un party affollato. Nuuk, la capitale con i suoi 18.000 abitanti, è il grande hub: amministrazione, scuole, e probabilmente l’unico posto dove trovi un caffè decente senza dover remare per ore.

Ma ecco il succo: questa isola enorme è ancora aggrappata alla gonna della Danimarca come un adolescente che non vuole lasciare casa. Dal XVIII secolo, colonia, poi distretto, poi “autogoverno” nel ’79, e autonomia estesa nel 2009. Controllano tutto internamente – giustizia, polizia, risorse – ma per esteri, difesa e soldi (la corona danese), mamma Copenaghen decide ancora. Non è nell’UE, se n’è andata nel ’85 con un referendum, ma riceve sovvenzioni annuali per non affondare economicamente. Pesca e ghiaccio, che vita.

E ora? Sondaggi del 2025 dicono che l’84% dei groenlandesi sognano l’indipendenza, ma solo se non calano gli standard di vita – perché chi vuole la libertà se significa congelare senza sussidi? Il partito Demokraatit vuole andarci piano, Naleraq preme sull’acceleratore. Rifiutano pressioni USA (Trump o chi per lui, sempre a ficcare il naso), e il primo ministro Nielsen dice: “Preferiamo Danimarca, NATO e UE agli yankee”. Ma in un voto “Danimarca vs Europa”, opterebbero per l’indipendenza con un occhio a Bruxelles, purché porti soldi e sicurezza.

È ironico, no? Un’isola così vasta, eppure così dipendente. Aspirano a controllare miniere e futuro artico, ma senza il paracadute danese rischiano di sciogliersi come il loro ghiaccio. Tensioni geopolitiche, cambiamenti climatici, migrazioni verso la Danimarca… La Groenlandia è come quel parente lontano che vuole la sua stanza, ma tiene la chiave della dispensa. Chissà, magari un giorno diventerà indipendente, o forse resterà “autonoma” per sempre – un po’ come noi europei che fingiamo di essere uniti mentre ognuno tira la coperta dalla sua parte. Ah, il ghiaccio: freddo, ma scivoloso.

koan rachel

Koan del giorno

Un monaco chiese a Zhaozhou: “La Groenlandia è parte della Danimarca o l’Europa la vuole annettere?”

Zhaozhou rispose: “È un ghiacciaio che la Francia ed Europa guardano con occhi golosi, fingendo di difendere la Danimarca.”

Il monaco insistette: “Ma i sondaggi dicono che l’84% vuole l’indipendenza, non un nuovo padrone parigino.”

Zhaozhou sorrise: “Allora è come un pesce che sfugge alla rete danese, solo per finire in una baguette francese. L’annessione è nel croissant, non nel ghiaccio.”

Un’altra volta il monaco chiese: “E se la l’Europa la annettesse direttamente la Groenlandia?”

Zhaozhou rispose: “La Groenlandia non è un formaggio da aggiungere al menu. È un’isola che ride delle pretese: l’Europa sogna di colonizzarla, ma il ghiaccio scioglie solo i sogni altrui.”


Chiusura.

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