Le Figaro compie 200 anni: e ci dimostra che anche nel 2026 un quotidiano può crescere e generare utili

Di Redazione Francia24
15 Jan 2026

Anticipiamo qui un articolo che verrà pubblicato a breve da Newslinet.

Leggendo le ultime vicende delle prestigiose testate GEDI – La Repubblica e forse La Stampa vendute a un gruppo greco a prezzi da saldo – e osservando l’andamento della diffusione della stampa italiana si potrebbe pensare che gli storici quotidiani siano tutti destinati a soccombere a breve, in “un contesto di mercato sempre più ostile alla stampa tradizionale“.
Niente di più sbagliato, come dimostra il francese Le Figaro che il 15 gennaio 2026 compie i duecento anni tuttora godendo di ottima salute e producendo utili.

Le origini

Maurice Alhoy e Étienne Arago, un musicista ed un uomo politico originari di Lione danno vita nel 1826 a “Figaro“, un foglio settimanale letterario e satirico.
Inizialmente pubblicato in modo irregolare ma già improntato a uno spirito critico e indipendente, prendeva nome dal personaggio di Figaro creato da Pierre-Auguste Caron de Beaumarchais nelle sue celebri commedie come Il barbiere di Siviglia e Le nozze di Figaro.

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La vérité, quand même !

Anche in questa prima versione satirica la pubblicazione si vantava di raccontare la verità (“la vérité, quand même !“). Successivamente, nel 1854, Hippolyte de Villemessant rilevò la testata e la rilanciò con grande successo. Trasformato in quotidiano non politico nel 1866, riesce a mantenere la cadenza editoriale ininterrottamente per oltre un secolo e mezzo. Con un’eccezione: un’interruzione durante l’occupazione nazista nella Seconda Guerra Mondiale: non per obbligo dei tedeschi, ma per la scelta di non collaborare con il regime nazista e il governo di Vichy.

Il dopoguerra

La pubblicazione riprende nel 1944 dopo la Liberazione e dopo una pausa  che viene spesso ricordata come un atto di grande integrità e lungimiranza nel mondo del giornalismo. Il quotidiano si lancia anche nella pubblicazione di grandi reportage originali dotandosi di corrispondenti nelle principali capitali del mondo.

La diffusione

La tiratura media passa da 233.000 nel 1945 a 397.000 esemplari nel 1949, poi 487.400 nel 1959, anche grazie a un raddoppio della foliazione che permette di ospitare intere pagine di piccoli annunci. Sono stampate allora quattro edizioni quotidiane, dalle 16 alle 4 del mattino.

L’assetto proprietario

Dal punto di vista proprietario e editoriale, a partire dal 2004 Le Figaro è entrato a far parte del Groupe Figaro, controllato dalla famiglia Dassault, nota per le sue attività nell’industria aeronautica. Serge Dassault  ne fu il proprietario fino alla sua morte nel 2018.
Dal 2012 il giornale è diretto da Alexis Brézet, che imprime un orientamento conservatore e liberale, rafforzato da iniziative come il lancio di FigaroVox nel 2014, una piattaforma dedicata a dibattiti e opinioni che ospita contributi da intellettuali e politici, spesso con un taglio di destra.

Formato

Sul fronte delle innovazioni e della transizione al digitale, nel 2009 Le Figaro ha adottato il formato Berliner, compatto e moderno ma piu grande del “tabloid”. Ma è stato soprattutto negli anni successivi che ha investito pesantemente nel mondo online, acquisendo nel 2015 il CCM Benchmark Group, un’importante piattaforma digitale che ha potenziato la sua presenza sul web.

Un numero vale mille parole

E veniamo ai numeri che contano, snocciolati in piena trasparenza durante la trasmissione “Soft Power” di France Culture da parte del CEO e del direttore della testata.
Pubblichiamo i dati senza commenti particolari, perché – come si suol dire – un numero vale mille parole.

Numero di giornalisti: 500

Copie cartacee diffuse quotidianamente: 400.000

Numero abbonati alla versione cartacea, ottobre 2025: 76.000

Numero abbonati alla versione digitale PDF: 315.000

Rapporto digitale/carta 4:1

Numero visitatori unici mensili al sito: 20 milioni

Numero di articoli letti (cliccati) al mese: 240 milioni

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Fatturato

Il gruppo Dassault non disaggrega i risultati finanziari di Le Figaro, pertanto dobbiamo recuperarli indirettamente in base a quanto pubblicato in Francia da Les Echos a febbraio 2025. Eccoli:

Fatturato 2024: 579 milioni di Euro

Crescita rispetto al 2023: +4,3%

Utile operativo: 27 milioni di Euro

EBITDA: 42 milioni di Euro

Gli ultimi dati ufficiali – che si fermano al 2022 – sono comunque consultabili dal grafico a barre pubblicato qui sopra.

Radio e TV

Come è riuscito Le Figaro a mantenere costante nel tempo la sua crescita in un panorama – come sappiamo – molto difficile per l’editoria quotidiana?
Innanzitutto creando una TV ed una radio nazionale animata dai propri giornalisti e dedicata anche ai non lettori. Notevole il fatto che la radio si dichiari on-air “digitale su DAB” ma sia ascoltabile con un ottimo segnale anche in FM in importanti zone della Francia.

Gala

Ma non basta. Nel 2023 viene acquistato Gala, settimanale legato al gossip che potremmo considerare equivalente all’italiano Chi edito da Mondadori. Viene anche attivata una diversificazione nel settore viaggi ed e-commerce.

Confronto con l’Italia

Numeri che sorprendono e che in parte sono condivisi dall’altro grande quotidiano francese, Le Monde.
Per chi desidera un confronto diretto con il nostro paese consigliamo la rilettura dell’ultimo dei nostri articoli sulla diffusione dei quotidiani in Italia pubblicato nel 2022.
Il titolo, da solo, basta a far comprendere tante cose: Press Freedom Index e diffusione dei quotidiani in forte calo in Italia ma non nelle altre nazioni europee.
Qualcosa su cui le redazioni e le proprietà dovrebbero forse riflettere a lungo. (M.H.B. per NL)

 


Chiusura.

On line, su X e Mastodon, su tutti gli smart speaker e sulle onde medie, questa è Radio Nizza con Centrale Milano 1575 chilocicli. Linea a Milano.

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