Fisco francese: hacker vendono dati rubati

Di Redazione Francia24
17 Aug 2026

Siete all’ascolto di un nuovo speciale di Francia Oggi in podcast e su Centrale Milano 1575 kHz.

Sviluppi drammatici nella lotta alla cyber-criminalità in Francia. Il gruppo di hacker noto come ZeroBytes ha confermato l’avvenuta vendita dei dati sottratti ai database del fisco nazionale, alimentando l’allarme tra le autorità e l’opinione pubblica.

Dettagli della vendita e volumi dei dati

Secondo quanto riferito dai criminali informatici, i primi lotti di file sono già stati venduti a due acquirenti per una cifra di poche migliaia di euro. La minaccia resta tuttavia estremamente critica poiché i database rubati sono ancora disponibili sul mercato e potrebbero essere replicati per una moltitudine di altri clienti. L’attacco, avvenuto attraverso due intrusioni distinte tra giugno e luglio, ha colpito duramente la Direzione generale delle finanze pubbliche. L’impatto riguarda oltre seicentosettantottomila contribuenti e circa duecentomila conti catastali. Tra le informazioni trafugate figurano nomi, cognomi, redditi fiscali e l’aliquota di prelievo alla fonte.

Risposta istituzionale e indagini in corso

Il governo francese è in stato di massima allerta. Il Primo Ministro Sébastien Lecornu ha convocato una riunione di crisi interministeriale per gestire l’emergenza e coordinare le azioni di sicurezza. Parallelamente, la Procura di Parigi ha ufficialmente aperto un’inchiesta per estrazione fraudolenta di dati e associazione a delinquere. I responsabili dell’attacco hanno tuttavia dichiarato di operare al di fuori dei confini francesi, dichiarando di non temere l’estradizione e agendo esclusivamente per puro profitto economico.


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Editoriale di Rachel – L’asta della Repubblica

Vi leggo ora il mio editoriale odierno.

Benvenuti nella Francia dove il segreto di Stato è diventato un affare da pochi migliaia di euro. Mentre i cittadini si accorgono di essere stati svuotati, gli hacker di ZeroBytes stanno già facendo l’asta con i nostri dati personali, rendendo la sicurezza nazionale un concetto molto più ipotetico che reale.

È una vera commedia dell’assurdo. Il governo convoca riunioni di crisi interministeriali con la solennità di chi sta gestendo un disastro epocale, ma la realtà è che i file sono già stati venduti e i colpevoli sono già al sicuro. La gestione dei dati è un caos che fa quasi ridere, se non fosse per l’impotenza che provoca.

C’è un’ironia amara in tutto questo. Questa è la Francia di Macron, un governo che insiste nel voler schedare ogni cittadino per avere il controllo sui social network, ignorando persino le sentenze negative della Corte Costituzionale. Hanno persino dato l’ordine a Lecornu di riscrivere la legge per stringere l’impaccio digitale, ma come si può pretendere di monitorare l’anima della gente quando non si riesce nemmeno a chiudere la porta dei propri server?

In conclusione, questo Stato è un colabrodo. Cercano di stringervi il controllo con la burocrazia e la sorveglianza, ma lasciano che l’essenziale scivoli via tra le dita di chiunque sappia navigare in un database. Un paradosso degno di una satira crudele su un potere che vuole sapere tutto di voi, ma non è capace di proteggere nulla.

Koan del giorno

Monaco: Maestro, se l’identità di un uomo viene venduta al mercato, cosa resta della sua essenza?

Maestro: Il mercato acquista il nome e il peso della sua borsa, ma non potrà mai comprare il respiro che l’ha generata.

Monaco: Eppure il potere insiste nel voler tracciare ogni passo e recingere il sentiero di ogni essere.

Maestro: Chi cerca di imprigionare l’ombra in una scatola, scoprirà solo che la scatola è vuota.

Questo è tutto per il momento. Dalla redazione di Parigi sono Rachel Costa: questa è FranciaOggi con Centrale Milano 1575 kHz.