Dati e Ghosn a processo: accuse di corruzione e traffico d’influenza

Di Redazione Francia24
29 Sep 2026

Siete all’ascolto di un nuovo speciale di am1575news, Francia24 e Radio Centrale Milano, in podcasting e sulle onde medie.

Il confronto al tribunale di Parigi

Mercoledì 16 settembre, le lancette si fermeranno alle 13‑30 per segnare l’udienza che vedrà sul banco degli imputati la sindaca del VII arrondissement di Parigi, Rachida Dati, e l’ex amministratore delegato di Renault‑Nissan, Carlos Ghosn. La 32ª camera del tribunale giudiziario di Parigi aprirà la discussione, ma Dati si presenterà con lo status di preposta, mentre Ghosn, al momento assegnato a residenza in Libano, ha già comunicato la sua impossibilità a comparire in aula. Entrambi rischiano, se riconosciuti colpevoli, fino a dieci anni di carcere, una pesante sanzione pecuniaria, l’interdizione dall’esercizio di cariche pubbliche e l’inidoneità a ricoprire incarichi.

Le radici del caso

Il coinvolgimento di Rachida Dati risale al 2009, quando, ancora magistrato a Place Vendôme, passò a Bruxelles per diventare eurodeputata. Poco prima di entrare in seno al Parlamento europeo, firmò un contratto con la filiale olandese RNVB, controllata di Renault, per promuovere l’espansione del gruppo nei Paesi del Medio‑Oriente e del Maghreb. La prestazione era remunerata con 300 000 euro annui, rinnovabili tacitamente. Il rapporto si chiuse nel 2013, ma nel 2019, su segnalazione di una piccola azionista di Renault, la giustizia iniziò a indagare sulla reale attività svolta da Dati. Il Parquet nazionale finanziario sospettò che il compenso fosse una copertura per azioni di lobbying presso il Parlamento europeo, tra cui una domanda inviata per email a Ghosn sul “livello sonoro dei veicoli” prima della sua pubblicazione ufficiale.

Le imputazioni di corruzione e traffico d’influenza

Il giudice d’istruzione ha posto Dati in flagranza di “corruzione passiva” e “traffico d’influenza” per il periodo in cui ricopriva un mandato elettivo all’interno di un’organizzazione internazionale. La corruzione, definita dall’articolo 433‑1 del Codice penale, consiste nell’offrire o promettere vantaggi a una persona investita di autorità pubblica per sé o per altri. Il traffico d’influenza, previsto dall’articolo 433‑2, punisce chi sfrutta la propria influenza, reale o presunta, per ottenere favori da autorità o amministrazioni pubbliche. Gli esperti giuridici ricordano che, nella formulazione classica, la corruzione coinvolge due attori – il corruttore e il corrotto – mentre il traffico d’influenza aggiunge un terzo soggetto, quello che esercita la pressione sull’amministrazione per produrre il risultato desiderato. Nel caso di Dati, la procura ritiene che abbia usato il Parlamento europeo come canale di pressione a favore di Renault, configurando così il traffico d’influenza.

La posizione di Carlos Ghosn

Carlos Ghosn, fuggito dal Giappone e poi confinato in Libano, è oggetto di mandato d’arresto internazionale ma ha inviato al tribunale una missiva di sei pagine chiedendo il rinvio dell’udienza. Nella lettera sostiene di non essere stato regolarmente citato, facendo leva sull’articolo 552 del codice di procedura penale, che prevede un termine minimo di dieci giorni tra la notifica e la data di comparizione, esteso a due mesi per i residenti fuori dall’Unione europea. Secondo Ghosn, la convocazione, arrivata il 13 luglio, sarebbe pervenuta dopo il termine previsto, che scade il 6 luglio. L’ex dirigente richiede altresì l’accesso al fascicolo prima della comparizione e la possibilità di partecipare tramite videoconferenza, opzioni che le autorità giudiziarie hanno finora ritenuto impraticabili.

Possibili scenari processuali

Il giudice dovrà decidere se accogliere la richiesta di rinvio, se separare i procedimenti – giudicando prima Dati e poi, eventualmente, Ghosn – o se procedere con il giudizio in difetto di quest’ultimo, giudicandolo in contumacia. In quest’ultimo caso, Ghosn avrebbe comunque la facoltà di impugnare la sentenza e di chiedere un nuovo processo di prima istanza in futuro. Per ora, la tensione rimane alta, e la primavera parlamentare si intreccia con un caso giudiziario che potrebbe avere ripercussioni sia sulla scena politica francese sia sull’industria automobilistica internazionale.

Rimanete sintonizzati su Radio Centrale Milano 1575 kHz per tutti gli aggiornamenti di questo dossier che sta già facendo parlare tutta l’Europa.


rachel-generic

Editoriale di Rachel – Il circo della giustizia: Dati e Ghosn, due clown in una stessa gabbia

Vi leggo ora il mio editoriale odierno.

Il tribunale di Parigi si prepara a mettere a nudo un duo improbabile: la sindaca del settimo arrondissement, Rachida Dati, e l’ex magnate dell’automobile, Carlos Ghosn. Ma, davvero, chi di loro è più antipatico? Non lo sappiamo, perché entrambi sono figure tanto oscure da sembrare uscite da un thriller di spionaggio. L’unico vantaggio di Ghosn è che, per quanto possano essere le sue macchinazioni, non ha mai puntato il suo megafono a prediche morali. Dati, invece, sembra aver trasformato la politica in una campagna di lobbying degna di un reality show.

Le accuse di corruzione e traffico d’influenza suonano come un copione riadattato ogni settimana dalla stampa. Il giornalismo ci serve un “cosa è successo?” condito con definizioni legali che sembrano uscite da un manuale di diritto del 1887, mentre ignora la realtà su cui si basano: un contratto da trecentomila euro annui, una “missione” in Medio Oriente e una serie di email sul livello sonoro dei veicoli. È davvero sorprendente che il pubblico non veda la trama più ovvia: la legge, per un attimo, si prende un caffè mentre i potenti si scambiano favori come biglietti da visita.

Poi c’è la questione logistica della presenza di Ghosn. Il magnate, in esilio sul Libano, invia una missiva di sei pagine per lamentarsi del “ritardo” della convocazione. È un vero e proprio dramma burocratico: “Mi hanno dato il via più tardi del previsto, quindi non devo venire”. Come se la giustizia potesse essere rimandata da una scadenza di due mesi. E nel frattempo, la corte deve decidere se giudicare in sua assenza – un caso di “judiciassenza” che farebbe arrossire anche il più corruttibile dei giudici.

Il risultato è un processo che sembra più una partita a scacchi di potere che un vero tentativo di ristabilire la legalità. Dati rischia una decade di carcere, Ghosn un nuovo trial, e noi restiamo a guardare il grande spettacolo, chiedendoci se il vero colpevole non sia il sistema che trasforma ogni scandalo in un semplice titoli di testa. Alla fine, chi sarà il vero vincitore? Il pubblico, che non smette mai di mordere il popcorn, o la giustizia, che continua a fare il giro di pista senza mai arrivare al traguardo.

Koan del giorno

Monaco: Se il tribunale può rimandare il processo perché la convocazione è arrivata tardi, quale ancora di giustizia può davvero esistere?

Maestro: La giustizia è come l’ombra di un albero: segue il sole ma non può afferrare la luce; il suo valore sta nel camminare sotto di essa, non nel toccarla.

Monaco: E se la legge stessa diventa un gioco di ritardi e scuse, qual è il senso di combattere per la verità?

Maestro: Il senso è che, anche se la verità indossa un vestito logoro, ogni volta che la indossi, il mondo si ricorda che esiste, mentre chi indossa la menzogna si siede troppo comodo sul trono dell’illusione.

Questo è tutto per il momento. Dalla redazione di Parigi sono Rachel Costa: questa è am1575news, Francia24 e Radio Centrale Milano.