Mattarella chiude visita di Stato a Monaco – Il tasso francese a 10 anni sfiora il 5% crisi del debito – Gemelli di Monaco accolgono il presidente in italiano – Meteo Parigi, Monte Carlo e Milano

Di Redazione Francia24
4 Oct 2026

Benvenuti a am1575news, il notiziario di Francia24 e Radio Centrale Milano per domenica 04 ottobre 2026 in podcasting, sulle onde medie e su franciaoggi.com. In Redazione a Nizza Marco Hugo Barsotti, da Parigi Rachel Costa.

Notizie dalla Francia

Mattarella conclude la storica visita di Stato a Monaco

Il 3 ottobre 2026 il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha concluso, al Museo Oceanografico di Monaco, la sua visita di Stato nel Principato, la prima nella storia della Repubblica italiana. Accompagnato dalla figlia Laura, il Capo dello Stato è stato ospitato per due giorni dal Principe Alberto II, a quasi settant’anni dalla visita a Roma di Ranieri III e Grace Kelly. Nei discorsi finali sono stati ribaditi i punti chiave del rapporto bilaterale: la presenza della comunità italiana, che costituisce un quinto della popolazione monegasca; le questioni ancora pendenti, dall’accordo sui servizi aerei all’accesso dei liguri alle cure mediche di Monaco, fino alla collaborazione nella lotta contro la criminalità economico‑finanziaria; e la tutela del Mediterraneo, a cinquant’anni dall’accordo RAMOGE. La visita si è conclusa con una serata all’Opera Garnier, dove la mezzosoprano Cecilia Bartoli ha cantato in un contesto che ha sottolineato l’impegno comune a favore del multilateralismo. RadioNizza, 3 ottobre 2026 — leggi qui la trascrizione integrale dei discorsi Fact Check by Gemma4.

Perché il tasso di riferimento francese a 10 anni si avvicina al 5 %: la crisi del debito spiegata

Il rendimento delle obbligazioni francesi a decennale ha toccato giovedì 1 ottobre il 4,90 %, sfiorando la soglia del 5 % – il livello più alto dal 2002. Questo valore indica il rendimento richiesto dal mercato per acquistare un OAT (Obligation Assimilable du Trésor) con scadenza a dieci anni e costituisce il termometro più seguito dell’andamento finanziario del Paese, perché sintetizza le aspettative degli investitori su crescita, inflazione e sostenibilità del debito.

Le OAT sono semplici riconoscimenti di debito: un investitore presta denaro allo Stato e quest’ultimo si impegna a restituire il capitale alla scadenza e a pagare un interesse periodico. Il tasso a 10 anni non è il costo medio dell’intero debito pubblico, che nel 2023 si attesta intorno al 2,2 % e dovrebbe salire a 2,5 % nel 2027 e a 3,2 % nel 2030, secondo le previsioni di Rexecode. Tuttavia, con la scadenza decennale il mercato anticipa le condizioni future di finanziamento e, quando la domanda di OAT diminuisce, i prezzi scendono e i rendimenti aumentano.

Il meccanismo è analogo a quello del mercato immobiliare: un’offerta più ampia di obbligazioni porta a una riduzione dei prezzi, ma il flusso di cedole rimane invariato, perciò il rapporto prezzo‑cedola (e quindi il rendimento) cresce. Se gli investitori vendono in massa le OAT, il prezzo si abbassa e il tasso sale; quando la domanda è alta, il prezzo sale e il tasso scende.

Il confronto con il 2002, anno in cui si registravano tassi simili, può trarre in inganno. Allora, la Francia aveva un debito pubblico di circa il 60 % del PIL, quasi la metà di quello attuale, che è salito al 119 % alla fine del secondo trimestre del 2026. Inoltre, la crescita economica dell’epoca era più robusta, consentendo di assorbire più facilmente il peso del debito. Oggi, la combinazione di una crescita debole, una massa debitoria elevata e tassi alti crea una “coppia mortale” per le finanze pubbliche.

Un ulteriore elemento di pressione è lo spread OAT‑Bund, ossia la differenza tra il rendimento francese a 10 anni e quello tedesco, considerato punto di riferimento nella zona euro. Attualmente la Germania emette a circa il 3,60 % mentre la Francia a 4,90 %, generando uno spread di 130 punti base. Nel 2002 lo spread era di appena 8,4 punti base, riflettendo un rischio percepito quasi pari tra i due Paesi. Oggi gli investitori richiedono un premio di rischio più elevato per detenere debito francese, segno di una fiducia ridotta nella capacità di gestione del debito da parte dello Stato.

Nonostante l’aumento dei tassi, la Francia continua a finanziare le proprie esigenze sui mercati: l’Agenzia del Tesoro francese trova regolarmente acquirenti per le nuove emissioni e il ministro dell’Economia Roland Lescure ha definito la firma del Paese “solida”. Tuttavia, l’economista Anthony Morlet‑Lavidalie di Rexecode avverte che la Francia si trova all’inizio di una “crisi soft del debito”, dove il costo del finanziamento cresce progressivamente senza ancora arrivare a una crisi obbligazionaria severa, ma con il rischio di ulteriori pressioni di mercato se la situazione non migliora.

In sintesi, il ritorno dei tassi a quasi il 5 % non è di per sé una crisi, ma è un segnale preoccupante di aumento del costo di finanziamento, di un più ampio divario con la Germania e di un debito pubblico che pesa sempre di più su un’economia a crescita lenta.Fonte: BFM Business, 2 ottobre 2024
Fact Check by Gemma4.


rachel

Editoriale di Rachel – Il giro di 5% che nessuno vuole pagare

Vi leggo ora il mio editoriale odierno. È curioso vedere come una cifra di cinque per cento, così ben impastata nei titoli dei quotidiani, riesca a trasformare l’intera finanza nazionale in un thriller da binge‑watch. Il mercato obbligazionario si comporta davvero come un immobile in vendita: la domanda scivola, i prezzi scendono e il tasso sale, ma chi paga la bolletta? E perché sembra che ogni tanto i giornalisti dimentichino che tutto quel “spread” è solo un numero che gli investitori usano per decidere se farvi una puntata o no?

Ma attenzione, non è tutto rose e rose. Nel 2002 la Francia già si chiedeva “c’è il 5%?”, ma allora il debito era un frignante 60 % del PIL, quasi la metà di quello attuale. Dunque, se ieri il tasso sembrava preoccupante, oggi è il risultato di un “cocktail” di crescita anemica, debito gonfiato al 119 % e fiducia che scivola più veloce di un patinatore su ghiaccio sottile. Non è forse un po’ troppo comodo per i politici chiamare “crisi soft” una situazione che profuma di smog economico?

E ora, il dramma del “spread OAT‑Bund”. Perché alla gente adulta la differenza tra 3,6 % e 4,9 % la fa tremare? Perché è il prezzo extra che gli investitori chiedono per scommettere sull’hexagono rispetto al Bund tedesco. È come se si chiedesse un supplemento per prendere in prestito una bicicletta rotta: il valore percepito è più basso, quindi il noleggio costa di più. Il risultato è un circolo vizioso in cui la pressione dei mercati spinge la Francia a pagare di più, indebolendola ancora di più. Siamo davvero così ingenui da credere che il “chiama un gatto un gatto” dei parchimetri macro‑economici basti a farci dormire sonni tranquilli?

Alla fine, il padre della finanza pubblica ci ricorda che la Francia non è al muro del 10 % di tassi, ma sta lentamente costruendo un ascensore che sale verso quell’abisso. Nessuno ha ancora lanciato l’allarme di un collasso immediato, ma la metafora del “tirare su un’ambulanza” è già diventata la sceneggiatura di tutti i talk show. Forse è il momento di chiedersi se il vero rischio non sia la nostra capacità di parlare del rischio senza trasformarlo in una sceneggiata da reality.

Koan del giorno

Monaco: “Se il tasso di un’obbligazione scende quando il prezzo sale, perché i cittadini esultano quando vede il rendimento salire?”

Maestro: “Il cittadino esulta perché la curva dei tassi è il suo unico cielo, ma il reale peso è quello che la bula della debito ancora gli stringe al collo.”

Monaco: “Allora, qual è la vera misura della salute di una nazione, il prezzo dell’obbligazione o la sua capacità di risparmiare?”

Maestro: “Nessuno dei due; la salute è quel silenzio che rimane quando i mercati smettono di urlare e i conti non hanno più bisogno di una voce alta per farsi sentire.”

Ma torniamo alle notizie.


I gemelli di Monaco accolgono il presidente italiano in italiano durante la visita di Stato

Venerdì 2 ottobre 2026 la principessa Charlène e il principe Alberto II di Monaco hanno ricevuto in visita di Stato il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, e la figlia Laura. L’evento, svolto nella corte d’onore del Palazzo del Principe, ha visto protagonisti inaspettati i dodicenni Jacques e Gabriella, gemelli della coppia reale.

I due giovani, appena iscritti al primo anno di scuola media presso l’Istituto François d’Assise‑Nicolas Barré a Monte‑Carlo, hanno salutato il capo di Stato italiano e la figlia in lingua italiana, materia che hanno scelto come seconda lingua al loro ingresso a settembre. Come riportato da Monaco‑Matin, “Jacques e Gabriella di Monaco hanno, infatti, salutato i loro ospiti nella lingua di Dante, l’italiano, una materia che hanno selezionato come seconda lingua al loro ingresso al collegio”.

Dopo i saluti, Gabriella ha consegnato a Laura Mattarella un bouquet di fiori, scambiando brevi parole di cortesia. Jacques, dal canto suo, ha stretto la mano al presidente, suscitando l’ammirazione degli astanti. Successivamente, il presidente Mattarella e la figlia hanno assistito a un concerto lirico della celebre cantatrice Cecilia Bartoli nella Sala Garnier, per poi proseguire con le celebrazioni a tavola.

Nella Sala del Trono, il principe Alberto II e la principessa Charlène hanno organizzato una sontuosa cena di Stato. Il principe ha indossato un elegante smoking, mentre la principessa Charlène ha suscitato stupore con un abito beige ricoperto di paillettes. Accanto a lei, la cognata, la principessa Caroline di Monaco, ha optato per una giacca dai riflessi blu.

Il pranzo di sabato successivo prevede una visita del presidente Mattarella e di Laura al Museo Oceanografico di Monaco, chiudendo così il programma ufficiale della visita.

Monaco‑Matin, 3 ottobre 2026
Fact Check by Gemma4.


Benvenuti al notiziario internazionale da FranciaOggi e Radio Centrale Milano per domenica 04 ottobre 2026 su FranciaOggi.com in podcasting e in Onde Medie sui 1575 kHz.

Da Parigi sono Rachel Costa.

Il G7 rilascia milioni di barili di petrolio e gasolio per contenere i prezzi dei carburanti

Le nazioni del G7 hanno deciso di mettere a disposizione del mercato più di trecento venticinque milioni di barili di riserve strategiche di petrolio e gasolio, una misura concertata per frenare l’impennata dei prezzi dei carburanti dopo le tensioni energetiche generate dal conflitto in Europa e nel Medio Oriente. L’intervento, annunciato dal segretario del Tesoro statunitense, prevede la distribuzione graduale delle scorte a partire da questo fine settimana.

Gli analisti prevedono che l’iniezione di nuova offerta possa attenuare l’inflazione legata ai trasporti, ma avvertono che l’effetto sarà temporaneo se le tensioni geopolitiche continueranno a determinare l’incertezza dell’offerta globale. I governi europei hanno già avviato una revisione delle politiche fiscali sui carburanti per sostenere i consumatori più colpiti dall’aumento dei costi.

Renault investe più di dieci miliardi di euro in veicoli elettrici in Francia

Il gruppo automobilistico francese Renault ha dichiarato che, qualora il contesto economico lo consenta, è pronto a impegnare oltre dieci miliardi di euro nei prossimi cinque anni per ampliare la produzione di veicoli elettrici sul territorio nazionale. Il direttore generale François Provost ha sottolineato che la stabilità politica ed economica è fondamentale per garantire la continuità di tali investimenti.

L’annuncio arriva in un periodo di crescente pressione sui produttori tradizionali a ridurre le emissioni e a soddisfare la domanda di mobilità sostenibile. Renault prevede di ampliare la sua rete di impianti di batteria e di introdurre nuovi modelli elettrici per consolidare la propria posizione nel mercato europeo, che si sta rapidamente trasformando verso l’energia pulita.

L’offensiva robotica dell’Ucraina mette in luce una vulnerabilità nel “macchinario” di Putin

Le forze armate ucraine hanno impiegato per la prima volta un’opportunità tattica basata su sistemi robotici autonomi, dimostrando come l’uso dell’intelligenza artificiale in guerra possa creare nuovi punti deboli per la Russia. I robot, dotati di sensori avanzati e capacità di decisione rapida, hanno supportato le truppe ucraine nella riconquista di posizioni strategiche nella zona di Donbas.

Gli esperti militari hanno osservato che, sebbene l’offensiva non rappresenti una svolta decisiva, il suo impatto dimostra la crescente rilevanza della tecnologia IA nei conflitti moderni. Mosca dovrà confrontarsi con la necessità di potenziare la difesa contro queste nuove armi autonome, in un contesto di crescente intensificazione della corsa tecnologica tra le due potenze.

Centinaia di migliaia di manifestanti protestano in Spagna contro la crisi abitativa

Il sabato scorso, migliaia di cittadini hanno preso le strade di diverse città spagnole, chiedendo interventi urgenti per contrastare la crisi del mercato immobiliare che spinge sempre più famiglie verso l’emarginazione. Tra i manifestanti, si sono distinti gruppi di giovani e pensionati, tutti uniti nella richiesta di politiche più efficaci per aumentare l’offerta di case a prezzi accessibili.

Il governo ha promesso di rivedere le norme di affitto e di incentivare la costruzione di nuove abitazioni, ma gli attivisti rimangono scettici riguardo alla rapidità e all’entità delle misure proposte. La protesta si inserisce in un’ondata più ampia di disordini sociali che hanno colpito l’Europa meridionale negli ultimi mesi.

Intelligenza artificiale e treni senza conducente: la rivoluzione del trasporto ferroviario

Le compagnie ferroviarie di diversi continenti stanno sperimentando l’adozione di sistemi di intelligenza artificiale per gestire treni autonomi e per automatizzare i controlli di sicurezza, con l’obiettivo di ridurre i costi operativi di decine di miliardi di euro ogni anno. In Germania, Siemens ha presentato una nuova gamma di treni equipaggiati con sensori intelligenti e software di riconoscimento facciale per la verifica dei passeggeri.

Gli esperti avvertono, però, che l’implementazione di tali tecnologie richiederà investimenti ingenti in infrastrutture e una revisione delle normative sulla responsabilità in caso di incidente. Resta aperta la questione di come bilanciare i vantaggi economici con la necessità di garantire la sicurezza dei viaggiatori.

La Russia prevede di spendere 181 miliardi di euro per la difesa il prossimo anno

Il ministero della difesa russo ha annunciato un aumento del 26 % delle spese militari per il 2027, portando il bilancio previsto a 181 miliardi di euro, con la maggior parte dei fondi destinata a modernizzare il repertorio di armi avanzate e a potenziare la capacità nucleare. Il piano prevede anche tagli marcati alla spesa sociale, suscitando critiche sia interne che internazionali.

Gli osservatori ritengono che tale incremento rifletta la volontà di Mosca di consolidare la propria posizione strategica in risposta alle sanzioni occidentali e alle tensioni in Ucraina. Alcuni analisti temono che la riallocazione delle risorse possa aggravare le difficoltà economiche già presenti nel Paese.

Donald Trump nomina un ex dirigente dell’intelligenza artificiale come “czar” della sicurezza nazionale

Il presidente degli Stati Uniti ha proposto la nomina di Jay Clayton, noto per il suo ruolo alla Securities and Exchange Commission, a capo dell’intelligenza artificiale per gli affari di sicurezza nazionale. Clayton dovrà coordinare le politiche federali volte a regolare lo sviluppo e l’uso della IA, con particolare attenzione alle implicazioni di sicurezza e alla protezione dei dati sensibili.

La decisione arriva in un momento in cui le potenze mondiali competono per il dominio tecnologico nell’ambito dell’intelligenza artificiale. Alcuni osservatori temono che la nomina possa politicizzare ulteriormente il settore, mentre altri vedono un’opportunità per rafforzare la governance dell’IA a livello federale.

SpaceX trasforma la sua unità di intelligenza artificiale in una società di cloud IA

L’unità IA di SpaceX, precedentemente dedicata allo sviluppo di algoritmi per la navigazione dei razzi, ha avviato una transizione verso la creazione di una società di servizi cloud specializzata in intelligenza artificiale. La nuova entità offrirà piattaforme di calcolo per allenare modelli di apprendimento automatico a clienti industriali e governativi, sfruttando l’infrastruttura di calcolo ad altissima velocità già presente presso l’azienda spaziale.

Gli analisti di settore prevedono che questa mossa possa portare a una maggiore competitività nel mercato dei servizi cloud, tradizionalmente dominato da grandi fornitori di tecnologia. Tuttavia avvertono che la concorrenza sarà accentuata dalla crescente domanda di capacità di elaborazione per la IA a livello globale.


Meteo Parigi, Monaco Monte Carlo e Milano per domenica 04 ottobre 2026

Parigi – una giornata tiepida e serena

Nel mattino il cielo rimane a metà nuvoloso con una temperatura di 15 gradi percepiti 13. Il vento è debole con raffiche che toccano i 20 chilometri orari e non c’è alcuna precipitazione. Nel pomeriggio il sole prende il sopravvento e le temperature salgono a 26 gradi, leggermente sopra la media stagionale, il vento resta moderato a 10 chilometri orari e non si registra pioggia. La sera il cielo si schiarisce nuovamente, la temperatura si aggira sui 21 gradi, il vento rimane di 10 chilometri orari e la pioggia è assente. Durante la notte il termometro scende a 16 gradi, il vento è calmo e anche le precipitazioni restano nulle. Le temperature minime della giornata sono intorno ai 14 gradi mentre i massimi raggiungono i 26 gradi. Tutti i dati sono confermati dall’esperto Régis Crêpet.

Monaco Monte Carlo – sole e brezze marine

Al risveglio la capitale del Principato presenta un cielo sereno con una temperatura di 20 gradi, il vento soffia leggero da est a 10 chilometri orari e non ci sono piogge. Nel pomeriggio il termometro sale a 26 gradi, la brezza aumenta a 20 chilometri orari con raffiche fino a 35 e il cielo rimane poco nuvoloso senza alcuna traccia di pioggia. La sera il sole continua a brillare, la temperatura scende a 21 gradi, il vento si indebolisce a 10 chilometri orari e l’umidità rimane bassa, senza precipitazioni. Nella notte il clima si fa più fresco a 20 gradi, il vento è di 10 chilometri orari e non c’è pioggia. Le temperature oscillano tra un minimo di 20 gradi e un massimo di 26 gradi per l’intera giornata.

Milano – stabilità e calore autunnale

La mattina milanese è caratterizzata da cielo sereno, temperatura di 15 gradi, vento quasi fermo da nord‑est a 2 chilometri orari e nessuna pioggia. Nel pomeriggio il sole scalda la città fino a 25 gradi, il vento si sposta a sud‑sudovest a 4 o 5 chilometri orari e le precipitazioni rimangono assenti. La sera la temperatura si attesta sui 21 gradi, il vento soffia da sud a 3 chilometri orari e la pioggia non si presenta. Nella notte la città si raffredda a 20 gradi, il vento proviene da ovest a 3 chilometri orari e non cade alcuna goccia. Le temperature minime della giornata sono attorno ai 13 gradi mentre i massimi raggiungono i 25 gradi. I dati sono forniti dall’esperto Daniele Berlusconi di 3BMeteo.

Editoriale Meteo di Rachel — Quando il clima diventa moda

Parigi segna 26 gradi al pomeriggio e nessuna pioggia. Il giornalismo corre subito a dichiararlo “un segno di cambiamento climatico”. Ma già negli anni settanta Parigi superava i 30 gradi a fine settembre senza alcun allarme. Monaco vede venti di 35 chilometri all’ora, fenomeno registrato più volte negli anni ottanta durante la primavera. Milano registra 25 gradi, valore che negli anni novanta era comune per un ottobre tiepido. Allora non parlavano di riscaldamento globale, parlavano del buco nello strato di ozono, un timore che ora è quasi dimenticato. Eppure oggi i titoli gridano “catastrofe climatica”. I grandi giornali perdono lettori, gli abbonati svaniscono, mentre si vendono profezie meteorologiche a colpi di sensazionalismo.

Koan del giorno

Un monaco chiese: “Che aspetto ha il tempo oggi?”
Zhaozhou rispose: “Il cielo è chiaro, il sole splende, il vento accarezza le foglie.”
Il monaco replicò: “E la pioggia?”
Zhaozhou concluse: “La pioggia non è ancora arrivata, ma il cuore è già bagnato.”
E questo il meteo di oggi.


Chiusura.

On line, su BlueSky e Mastodon, su tutti gli smart speaker e sulle onde medie, questa è am1575news, il notiziario di Francia24 e Radio Centrale Milano.