Il Museo Renoir si trova a Les Collettes, nei pressi di Cagnes-sur-mer, nel cuore di una magnifica tenuta coltivata a ulivi e agrumi, da cui si può ammirare un superbo panorama che si estende fino a Cap d’Antibes.
È la casa in cui il pittore impressionista Pierre-Auguste Renoir si stabilì con la moglie e il figlio Claude nel 1908 dopo essersi trasferito dal nord della Francia perché il clima mite recasse beneficio all’artrite reumatoide che l’aveva colpito. Progettata dall’architetto nizzardo Jules Febvre in modo che fosse adatta ai suoi problemi di mobilità, vi fecero visita artisti come Rodin, Matisse, Picasso, Monet e Modigliani. L’artista vi abitò fino alla sua morte, avvenuta nel 1919.
Ascolta il podcast!

La collezione del Museo Renoir
L’edificio è diventato un museo nel 1960. Attualmente 12 stanze sono aperte al pubblico. In esse tutto è rimasto intatto, nello stato in cui era quando vi viveva il pittore. I suoi mobili, i suoi oggetti e una copiosa documentazione fotografica ne restituiscono in maniera autentica l’atmosfera.
Oltre a 16 dipinti originali (paesaggi, ritratti, nudi e nature morte) del suo periodo cagnois (tra i quali le famose La laveuse, Les grandes Baigneuses, Les Cariatides) vi sono esposte scatole di colori, pennelli e tavolozze appartenuti all’artista. È presente anche una sorprendente collezione di ben 40 sculture frutto del lavoro congiunto di Renoir e degli scultori Richard Guino prima e Louis Morel poi. Vi sono anche numerosi archivi personali e ceramiche firmate dal figlio Claude.
La ristrutturazione
Dopo una completa ristrutturazione nel 2013, il Musée Renoir offre ai visitatori la possibilità di riscoprire il sito come Renoir lo conosceva. Sono stati aperti nuovi spazi, con nuove opere tra cui una serie di diciassette sculture in gesso, due nuovi dipinti originali e un archivio personale. Nel 2019 è stato restituito al pubblico anche l’atelier del giardino, trasformato in spazio dedicato ai bambini ed esposizione didattica permanente dedicata a Renoir e alla sua pittura.
Il giardino
Ma è soprattutto passeggiando tra gli olivi centenari del parco che si può vivere quella stessa ispirazione che ha mosso lo spirito dell’artista. Si tratta di 3 ettari di oliveto, riconosciuto Rifugio LPO (Ligue pour la protection des oiseaux). Trentasei specie differenti di uccelli sono state recensite nel parco. Il giardino è inoltre teatro di manifestazioni cittadine en plein air.
Consultate il sito del museo per organizzare la vostra visita.
(Foto di Antonella Fava©)

