Oggi andiamo a vistare lo Château-Musée Grimaldi à Haut-de-Cagnes. Costruita attorno al 1300 da Ranieri Grimaldi, signore di Cagnes, questa fortezza ha resistito ad assedi e assalti prima di essere trasformata intorno al 1620 dal barone Jean-Henri Grimaldi in una residenza signorile.
Acquisito dalla città nel 1937, il castello è diventato museo municipale nel 1946. Oggi è un meraviglioso scrigno dagli eccezionali soffitti dipinti barocchi che ospita il Museo Etnografico dell’Ulivo, la Donazione Solidor ed esposizioni temporanee di arte contemporanea, nonché numerosi concerti. Il coronamento della visita è la torre, che offre un magnifico panorama sulla città medievale, sulla Baia degli Angeli e sul massiccio del Mercantour.
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Storia del castello
All’inizio del XIV secolo, il conte di Provenza concesse la signoria di Cagnes a Ranieri Grimaldi come ricompensa per le vittorie militari ottenute in suo nome. Questi fece costruire un castello in cima alla collina di Haut-de-Cagnes per difendere il territorio e affermare il suo potere signorile. Intorno al 1620, Jean-Henri Grimaldi trasformò l’edificio in una residenza signorile. Aggiunse una scalinata monumentale, un patio con tre livelli di arcate, una sala di ricevimento e un oratorio, che mostrano una forte influenza del barocco italiano. Intorno al 1645, il soffitto del salone principale fu dipinto a trompe l’oeil con al centro una spettacolare Caduta di Fetonte, opera dell’artista genovese Giulio Benso.

Arte moderna e contemporanea
È dal febbraio 1953 che l’arte moderna abita qui, quando il castello si è trasformato in Museo d’Arte Moderna del Mediterraneo. Si trattava di uno dei primi musei d’arte moderna della Costa Azzurra e le sue radici affondano nella lunga tradizione di artisti che hanno scelto di stabilirsi a Cagnes. Da Renoir in poi, infatti, molti pittori hanno scelto il villaggio come luogo di vita e di creazione. A partire dal 1953 il nuovo museo organizzò diverse mostre all’anno e allo stesso tempo iniziò a costituire una ricca collezione grazie ai depositi e alle donazioni degli artisti accolti. Nel 1969, la città ha proseguito il suo impegno per l’arte moderna creando il Festival Internazionale di Pittura, che si è svolto al castello fino al 2002.
Da allora lo Château-Musée Grimaldi ha continuato a organizzare mostre di arte contemporanea, in particolare la manifestazione biennale dell’Unione Mediterranea per l’Arte Moderna, che vi è ospitata regolarmente dal 2010. Consultate il sito del museo per conoscere le esposizioni in corso.

La donazione di Suzy Solidor
Nel 1973 la cantante Suzy Solidor ha donato alla città di Cagnes-sur-Mer quaranta dei suoi ritratti da esporre nello Château-Musée Grimaldi. Questa donazione comprendeva artisti importanti come Raoul Dufy, Marie Laurencin, Francis Picabia, Kees Van Dongen, Jean Cocteau e Tamara de Lempicka. La collezione è stata completata nel 1979 con altri sei dipinti e mobili e da allora è stata continuamente arricchita da altre acquisizioni da parte della città.
Nata il 18 dicembre 1900 a Saint-Servan, vicino a Saint-Malo, Suzanne Rocher, nota come Suzy Solidor, fu cantante, attrice e narratrice. Le piaceva recitare poesie di Prévert e Cocteau. Dopo la prima guerra mondiale si trasferì a Parigi e conobbe Yvonne de Brémond d’Ars che divenne la sua compagna e la introdusse nel mondo dell’antiquariato. Icona degli anni Trenta, il suo repertorio consisteva in canzoni di marinai, ma anche in opere più sensuali, equivoche e audaci.
Il suo successo, che continua durante l’Occupazione, si scontra con la Liberazione e la induce a partire per gli Stati Uniti alla fine del 1947. Nel 1954 gestì un nuovo cabaret a Parigi prima di ritirarsi a Haut-de-Cagnes nel 1960. Di fronte al castello apre un negozio di antiquariato e un cabaret, dove si esibisce fino al 1967, tra i suoi duecentoventiquattro ritratti. Muore il 31 marzo 1983.

Il Museo dell’Ulivo
Questa collezione riunisce oggetti etnografici legati all’olivo, albero emblematico del Mediterraneo. A partire dal 1946, il curatore del castello Denis-Jean Clergue si impegnò a salvaguardare la memoria di un’attività che stava cominciando a scomparire. Raccolse quindi tutti gli oggetti regionali legati alla produzione di olive e olio e documentò le tecniche di produzione attraverso campagne fotografiche e interviste agli uomini e alle donne del mondo olivicolo.
Cinque sale al piano terra del castello presentano i risultati di questo meticoloso lavoro. Oggetti rari o comuni, rustici o sofisticati sono esposti e spiegati da pannelli didattici scritti a partire dalle testimonianze raccolte. Questa collezione, orientata all’attività agricola, è stata successivamente diversificata per includere oggetti d’arte e d’artigianato realizzati in legno d’ulivo.
(Foto di Antonella Fava©)
