Benvenuti a am1575news, il notiziario di Francia24 e Radio Centrale Milano per mercoledì 09 settembre 2026 in podcasting, sulle onde medie e su franciaoggi.com. In Redazione a Nizza Marco Hugo Barsotti, da Parigi Rachel Costa.
Albert di Monaco acquista una proprietà da ristrutturare per il figlio Jacques a Les Baux-de-Provence: storia di una dimora del XI secolo
Il 5 settembre 2026 il piccolo principe Jacques di Monaco, di 11 anni, ha ricevuto le chiavi della città dei Baux-de-Provence, di cui porta il titolo di marchese fin dalla nascita. Durante la cerimonia, il principe Albert II ha annunciato di aver acquistato per il figlio una Torre storica, costruita nell’Ottocento secolo, situata nel cuore delle Alpilles e destinata a diventare la sua residenza in Francia.
La dimora, secondo gli storici, risale al XI secolo ed è stata eretta dai signori dei Baux, antichi signori del territorio. Nel 1426 la signoria dei Baux è stata annessa al contado di Provenza e, nel 1487, la regione è passata sotto il regno di Francia. Successivamente la fortezza fu amministrata dal connettabile Anne de Montmorency e cadde in disuso a partire dal XVII secolo. Nel 1630 il re Luigi XIII concesse il marchesato dei Baux-de-Provence al principe di Monaco in cambio di un appoggio strategico, facendo così entrare la proprietà nella storia dei Grimaldi.
Oggi l’edificio è in rovina e richiede lavori di restauro consistenti. Albert ha dichiarato che il progetto di ristrutturazione, che verrà avviato nei prossimi mesi, rappresenterà “la promessa rinnovata del mio indissolubile legame con i Baux” e servirà da “vetrina per l’intero network francese dei siti storici Grimaldi”. Il principe ha inoltre sottolineato che la donazione non è soltanto un omaggio al passato, ma un’opportunità per sviluppare future collaborazioni economiche, culturali e patrimoniali nella regione.
La scelta di Albert di affidare questo patrimonio al giovane erede si inserisce in una tradizione di legami tra la famiglia Grimaldi e i Baux-de-Provence, consolidata da secoli di alleanze e scambi tra le due casate. La ristrutturazione dell’edificio simbolizzerà, secondo il principe, l’impegno della famiglia reale a preservare e valorizzare il patrimonio storico francese legato al proprio nome.
Gala, 8 settembre 2026
Fact Check by Gemma4.
Notizie dalla Francia
I prezzi del carburante in Francia continuano a salire, toccando nuovi record
Il conflitto in corso in Medio Oriente, alimentato da recenti attentati tra Stati Uniti e Iran, ha spinto i prezzi dei carburanti a livelli senza precedenti in tutta la Francia. Mercoledì 9 settembre, il prezzo medio del gasolio si è stabilito a 2,29 euro al litro, mentre la benzina senza piombo SP95‑E10 ha raggiunto 2,12 euro al litro. Anche la variante premium SP98 ha toccato la soglia dei 2,21 euro al litro. Questi valori, calcolati dall’agenzia Radio France a partire sui dati forniti dagli oltre 4 500 distributori accreditati dal Ministero, rappresentano i massimi registrati dall’inizio del conflitto. Per fare un confronto, il 27 febbraio scorso, appena prima dei primi attacchi, il prezzo medio di benzina e gasolio si aggirava attorno a 1,72 euro al litro. Le stime si basano sui dati di 4 451 stazioni di gasolio, 3 603 di SP95‑E10 e 246 di SP98, su un totale di circa 9 800 punti vendita sul territorio nazionale. La forte pressione sui mercati energetici internazionali, dovuta anche al blocco del Canale di Hormuz, ha rafforzato la tendenza al rialzo, lasciando i consumatori in difficoltà. fonte: franceinfo, 9 settembre 2026 Fact Check by Gemma4.
Difficile per Jordan Bardella trovare le proprie collocazioni: i contrasti nella ripresa del Rassemblement National mettono in dubbio la sua posizione
A otto mesi dalla prossima elezione presidenziale il Rassemblement National (RN) non ha ancora mostrato di aver controllato la propria stagione politica. La campagna è iniziata con comunicazioni sparpagliate su temi come il divieto del velo pubblico e un ipotetico accordo migratorio franco‑britannico, alimentando dubbi sulla coesione del duo Le Pen‑Bardella.
Il RN, posizionato in testa ai sondaggi, ha improvvisamente ripreso la questione del divieto del velo, proposta a lungo sostenuta da Marine Le Pen ma trattata con più cautela da Bardella. L’intervista del deputato Jean‑Philippe Tanguy ha spinto la proposta al centro del dibattito, suscitando domande sulla sua applicazione pratica e sulla costituzionalità. L’organizzazione ha oscillato tra l’idea di multe, referendum o applicazione graduale, ma ha assicurato che non verrà istituita una “polizia del velo” subito dopo le elezioni.
Nel frattempo, la partenza improvvisa di François Durvye, consigliere economico di spicco, ha evidenziato una frattura tra le linee più liberali promosse da Bardella e l’approccio tradizionale di Le Pen. Durvye, una figura vicina al settore patrimoniale, è stato allontanato poco prima del grande dibattito del Medef, in un contesto in cui la stessa Le Pen ha dichiarato di aver voluto la sua partenza.
Un altro punto di tensione è stato l’accordo simbolico firmato da Bardella a Birmingham con Nigel Farage e il partito Reform UK, volto a rimandare in Francia i migranti che attraversano la Manica. L’iniziativa è stata rapidamente criticata dagli avversari presidenziali, che l’hanno descritta come svantaggiosa per la Francia, e la stessa Le Pen non ha espresso supporto esplicito, nonostante le domande dei giornalisti di “20 Heures”.
Le vacanze estive hanno ulteriormente complicato la situazione: Bardella è stato visto sui profili Instagram accanto alla compagna, Maria Carolina de Bourbon, in ambienti di lusso, in contrasto con lo stile più sobrio preferito da Le Pen. Un deputato del RN ha commentato che “la jet‑set e il mostrati‑vuoti non sono ciò che la nostra leader ama”. Queste divergenze stilistiche hanno alimentato il dibattito interno sulla posizione di Bardella all’interno del binomio presidenziale.
Il ritorno di Marion Maréchal, nipote di Le Pen, nelle fila del partito è stato interpretato da alcuni osservatori come un tentativo di recentrare la campagna attorno al clan familiare. Secondo fonti di Libération, Bardella avrebbe detto “è lei o sono io”, sebbene la stessa affermazione sia stata smentita da Bardella in televisione, dove ha insistito sul fatto di “non sentirsi marginalizzato”.
Nonostante le tensioni, alcuni membri del RN, tra cui l’eurodeputato Philippe Olivier, hanno sottolineato l’esistenza di una “collaborazione estremamente fusionala” tra Le Pen e Bardella. Altri, come l’ex deputato Jean‑Yves Le Gallou, hanno però ricordato che il ruolo di numero due è storicamente difficile da gestire all’interno del partito, citando episodi passati di esclusioni interne.
Il 13 settembre Bardella compirà 31 anni, celebrando la data nella comune fiera politica di Hénin‑Beaumont, in presenza di Le Pen. L’appuntamento sembrerà il momento ideale per armonizzare i loro messaggi e superare gli ultimi acciacchi della campagna.
franceinfo, 09/09/2026
Fact Check by Gemma4.

Editoriale di Rachel – Il RN al circo, ma il trucco è sparito
Vi leggo ora il mio editoriale odierno.
La franceinfo, con la sua consueta eleganza da Stato‑maggiore del terrore politico, ci presenta il Rassemblement National come un dramma shakespeareano in cui il giovane Bardella avrebbe perso il copione. Ma cerchiamo di capire: è davvero colpa di un “mal prendere le marche” o è semplicemente il gusto di una redazione che, come i primi TG3, ama dipingere il nemico con le tinte più accese per farci sentire in salvo?
Poi ci troviamo davanti a un curioso mix di “basilico” e “caviar”: il partito annuncia un divieto del velo, argomento vecchio di mille volte, come se fosse una novità di mercato, mentre Bardella fa le foto in luoghi di lusso con la sua aristocratica compagna.

È forse una strategia di “contro‑contrario”… o semplicemente la prova che l’unità fra Le Pen e il suo protetto è un’abitudine più fragile del filo di un rossetto rosso? E quell’esodo del consigliere economico? Un colpo di scena che sembra più un tentativo di “liberalizzare” il partito che una vera discussione di politica.
Il patto con Nigel Farage è il gran finale di una farsa che vuole trasformare l’ondata migrante in un “buzz” da Instagram. Un accordo che, seppur firmato su un palco, rimane più un selfie politico che una proposta concreta. E noi, spettatori avidi di scandali, non chiediamo mai chi, in realtà, abbia il potere di decidere dove finiscono i migranti: il Parlamento, o il social media manager del RN?
Infine, il tema ricorrente del “numero due” che si aggira in un mare di purghe, ricordi di Bruno Gollnisch e di altre eredità di una destra che si rinnovano come una pelle di serpente. È davvero una “lotta che si avvicina”, o è solo la solita danza di potere dove ogni passo è scandito da una frase pronta a vendere scandalo? In fondo, se le elezioni sono a otto mesi, forse la cosa più sorprendente è la capacità del RN di reinventare l’incertezza come se fosse il suo unico vero voto.
Koan del giorno
Un monaco chiese al Maestro: “Se un partito che denuncia l’immigrazione firma un accordo per rimandare i migranti a un altro Stato, sta realmente difendendo i propri cittadini o sta solo trasferendo la colpa?”
Il Maestro rispose: “Il partito è come il pescatore che lancia il suo filetto su un lago di specchi: cattura l’immagine di una soluzione, ma l’acqua resta sempre della stessa, e i pesci nuotano ancora liberi.”
Il monaco insistette: “E se il leader si perde in lussuosi viaggi mentre il suo movimento proclama sacrifici morali, chi è il vero burattinaio del caos?”
Il Maestro sorrise: “Il burattinaio non è né il capo né il pubblico, ma la volontà di credere che un vestito costoso possa mascherare l’assenza di una bussola. Quando tutti applaudono il vestito, l’ombra del dubbio resta a lungo nella stanza.”
Ma torniamo alle notizie.
È necessario passare dall’alta moda al prêt‑à‑porter: perché l’Europa lancia molti meno razzi rispetto agli americani?
L’Europa si trova in difficoltà nel tenere il passo con la concorrenza americana nel settore dei lanci spaziali. Nel 2025 SpaceX ha effettuato 170 lanci negli Stati Uniti, mentre lo stesso periodo ha visto l’Unione europea mettere in orbita appena otto veicoli. La domanda, però, non manca: le costellazioni di telecomunicazioni come Starlink o il concorrente Amazon Leo, così come i programmi di osservazione della Terra come Copernicus, richiedono un numero crescente di satelliti.
Nel suo intervento a fine agosto per il Financial Times, Joseph Aschbacher, amministratore delegato dell’Agenzia spaziale europea (ESA), ha avvertito che il picco di richieste di lancio si collocherà tra il 2029 e il 2031. Se l’Europa non riuscirà a espandere la propria capacità di trasporto, rischia di cedere terreno ad altri attori internazionali.
Per rispondere a questa sfida, l’ESA ha lanciato, tre anni fa, un concorso volto a finanziare emergenti startup del settore spaziale, con l’obiettivo di vedere nuovi lanciatori operativi entro il 2030. “Il nostro obiettivo è passare dall’alta moda al prêt‑à‑porter. Un lanciatore comprende più di 200 000‑300 000 componenti, 600 fornitori distribuiti in 13 paesi: è un puzzle che dobbiamo allineare,” ha spiegato Christophe Bruno, amministratore delegato di ArianeGroup, responsabile della costruzione della fu grande Ariane 6.
Ariane 6, paragonabile a un grande camion con una capacità di carico di circa 11 tonnellate, risulta poco flessibile per le esigenze attuali. Per essere economicamente sostenibile, il carico deve essere quasi pienamente riempito: in caso di piccoli satelliti, come quelli di Amazon Leo, il “camion” resta sottoutilizzato. La risposta dell’Europa è sviluppare razzi più piccoli e, se possibile, riutilizzabili, in modo da ridurre i costi e aumentare la frequenza dei voli. Oltre al tradizionale lancio dal centro spaziale di Kourou, si stanno valutando piattaforme in Europa continentale, ad esempio a Andøya, in Norvegia.
Quattro aziende partecipano al concorso ESA: due tedesche, Rocket Factory Augsburg (RFA) e Isar Aerospace, che ha appena completato con successo il suo primo volo in orbita; una spagnola, PDL Space; e una francese, MaiaSpace, che punta a un volo di prova entro il 2027, con l’obiettivo di rendere il suo razzo riutilizzabile entro la seconda metà dell’anno.
Il tema sarà al centro del vertice spaziale internazionale tenutosi a Parigi il 9 settembre, dove governi e industria discuteranno le strategie per colmare il divario di capacità di lancio tra Europa e Stati Uniti.
Franceinfo, 09/09/2026
Fact Check by Gemma4.
Benvenuti al notiziario internazionale da FranciaOggi e Radio Centrale Milano per mercoledì 09 settembre 2026 su FranciaOggi.com in podcasting e in Onde Medie sui 1575 kHz.
Da Parigi sono Rachel Costa.
Il programma pro‑Kremlin dell’AfD scuote la Sassonia-Anhalt
Il partito tedesco Alternativa per la Germania ha lanciato una proposta che prevede la “remigrazione” dei rifugiati ucraini, l’obbligo di apprendere il russo e la revoca delle sanzioni contro la Russia. La misura, presentata a livello regionale in Sassonia-Anhalt, sembra riflettere una nuova alleanza tra l’estrema destra tedesca e Mosca. Gli osservatori politici temono che tale programma possa rafforzare i legami tra il partito di destra e la leadership russa, creando tensioni sia a livello nazionale che europeo.
Iran dichiara di aver colpito navi americane nello stretto di Hormuz
Il ministero della difesa iraniano ha annunciato che in risposta agli attacchi aerei statunitensi, le sue forze hanno lanciato missili contro due petroliere e una nave militare statunitense nello stretto di Hormuz. Teheran ha qualificato le azioni come una risposta legittima a quello che definisce un’occupazione illegittima delle acque internazionali. L’escalation mette in allarme gli operatori del mercato energetico, poiché la zona è una delle più strategiche per il transito del petrolio mondiale.
Mistral, la star francese dell’intelligenza artificiale, raccoglie 3 miliardi di euro
Il laboratorio francese specializzato in intelligenza artificiale ha chiuso un round di finanziamento da tre miliardi di euro, grazie al supporto di grandi gruppi industriali, tra cui Samsung. Con la nuova valutazione di oltre ventuno miliardi di euro, la società mira a rafforzare le proprie infrastrutture di calcolo e accelerare la ricerca sui modelli di linguaggio. Gli analisti considerano l’operazione una delle più rilevanti nella corsa europea per il dominio tecnologico nell’ambito dell’intelligenza artificiale.
Gli Stati Uniti e il Canada si scambiano tariffe in una guerra commerciale
Il presidente statunitense ha risposto alle recenti misure tariffarie canadesi imponendo dazi su una serie di prodotti agricoli, tecnologici e di consumo. Il Canada, a sua volta, ha annunciato una serie di sovrattasse che vanno dal 15 al 50 per cento su merci statunitensi. Le due economie, tradizionalmente partner commerciali, si trovano ora in uno scontro che rischia di ridurre gli scambi bilaterali e aumentare i costi per i consumatori di entrambi i paesi. Gli esperti avvertono che la disputa potrebbe estendersi ad altri settori, compresi l’energia e la difesa.
Il prezzo del petrolio si avvicina ai 100 dollari al barile
Le quotazioni del greggio, spinte dalle tensioni tra Stati Uniti e Iran, hanno superato i novanta dollari al barile, avvicinandosi alla soglia dei cento dollari. Gli operatori del mercato temono che ulteriori attacchi militari nello stretto di Hormuz possano interrompere le consegne, facendo salire ulteriormente i prezzi. L’aumento del costo del petrolio sta già incidendo sui mercati azionari e sulle bollette energetiche dei consumatori, alimentando timori di una nuova ondata di inflazione globale.
Gli ultra‑ricchi d’Asia rivolgono i loro investimenti verso nuove frontiere</h
Secondo un’analisi, i più facoltosi cittadini cinesi stanno trasferendo parte del loro capitale verso investimenti immobiliari e fondi esteri, mirando a proteggere il patrimonio dalle restrizioni governative. Allo stesso tempo, la classe più abbiente dell’intera regione asiatica sta diversificando i portafogli, puntando su tecnologie emergenti, energia rinnovabile e mercati immobilari di lusso. Questa tendenza suggerisce una crescente interconnessione tra la ricchezza asiatica e le dinamiche finanziarie globali, con potenziali impatti sui mercati delle capitali.
Anthropic chiude contratti di computing per un valore di 517 miliardi di dollari
L’azienda di intelligenza artificiale ha stipulato accordi con fornitori di infrastrutture di calcolo per un totale di più di cinquecentosettantasette miliardi di dollari in soli undici mesi. Questi contratti, destinati a potenziare i propri modelli linguistici, rappresentano una delle più grandi operazioni di acquisto di capacità computazionale nella storia del settore. L’ampio impegno di capitali dimostra la fiducia degli investitori nella capacità di Anthropic di competere a livello globale con altri giganti dell’intelligenza artificiale.
Cina inasprisce le regole per le IPO dei robot umanoidi
Le autorità di vigilanza finanziaria cinesi hanno comunicato che i prossimi lanci in borsa di imprese specializzate in robot umanoidi saranno sottoposti a controlli più severi, dopo l’incidente di debutto di Unitree Robotics. L’obiettivo è frenare la proliferazione di start‑up poco innovative e garantire che le società quotate possano dimostrare reali progressi tecnologici. La nuova politica potrebbe rallentare la crescita del settore robotico in Cina, ma gli esperti ritengono che possa rafforzare la credibilità del mercato azionario nazionale.
Meteo Parigi, Monaco Monte Carlo e Milano per mercoledì 09 settembre 2026
Parigi – Cielo variabile ma asciutto, temperature miti
La mattina a Parigi si presenta con una leggera foschia e temperature intorno ai 15°, vento da ovest a 10 km/h con raffiche che possono raggiungere i 30 km/h, ma senza alcuna traccia di pioggia.
Nel pomeriggio il sole filtra tra le nuvole, facendo salire la temperatura a 21°, vento più vivace a 15 km/h con picchi di 40 km/h, e ancora nessun segno di precipitazione.
La sera il cielo si schiarisce ulteriormente, la temperatura scende a 18°, il vento resta moderato a 15 km/h con raffiche di 35 km/h e il tempo rimane asciutto.
Durante la notte il cielo sarà quasi completamente sereno, la temperatura minima scenderà a 13°, il vento sarà quasi calmo a 5 km/h e non ci sarà alcuna pioggia.
Le temperature complessive oscilleranno tra un minimo di 13° e un massimo di 21° per l’intera giornata.
Secondo l’esperto Régis Crêpet le condizioni rimangono stabili e non ci sono allerte meteo in vigore.
Monaco Monte Carlo – Giornata calda con qualche scoppio di pioggia
Al mattino a Monaco il tempo è soleggiato ma già comincia a coprirsi, con temperature intorno ai 25° e una forte sensazione di caldo a causa dell’umidità, vento leggero da nord con 15 km/h, senza precipitazioni.
Nel pomeriggio il sole è sostituito da un cielo molto nuvoloso, le temperature raggiungono i 28°, la sensazione termica arriva a 32°, il vento aumenta a 15 km/h con raffiche fino a 75 km/h e le prime piogge leggere fanno capolino con una probabilità del 55% di pioggia.
La sera il cielo si dirada a metà, la temperatura si abbassa a 25°, il vento si attenua a 10 km/h e non sono previsti ulteriori rovesci.
Durante la notte il cielo rimane molto nuvoloso, la temperatura si mantiene intorno ai 23°, il vento resta debole a 10 km/h e non ci sono precipitazioni.
Le temperature della giornata variano tra un minimo di 25° e un massimo di 28°, con brevi scosse di pioggia nel pomeriggio.
Il vento al pomeriggio può diventare improvvisamente più forte, ma senza superare limiti pericolosi.
Milano – Tempo incerto, piogge sparse e venti deboli
La mattina a Milano è caratterizzata da nuvole molto dense e qualche pioviggine leggera, con temperature intorno ai 20°, vento da nord-nordest a 4 km/h e una leggera probabilità di pioggia del 25%.
Nel pomeriggio le nubi rimangono sparse, la temperatura sale a 21°, il vento si sposta verso est-nordest a 4 km/h e la probabilità di pioggia aumenta al 35%, con possibili rovescì più intensi verso il tardo pomeriggio.
Nel tardo pomeriggio, attorno alle 18:00, si registrano piogge di intensità moderata, con 1,3 mm di pioggia, temperatura 22° e vento da est a 5 km/h.
La serata vede rovesci più intensi, con precipitazioni di 3 mm intorno alle 19:00, temperatura che discende a 21°, vento da nord-est a 4 km/h.
Durante la notte il cielo diventa più sereno, la temperatura scende a 20°, il vento è molto debole a 2-3 km/h da nord-est e le precipitazioni si interrompono.
Le temperature diurna varieranno tra un minimo di 20° e un massimo di 26°, con un venticello di dimensioni contenute per tutta la giornata.
Secondo l’esperto Daniele Berlusconi di 3BMeteo la perturbazione atlantica porterà qualche rovescio, ma l’intensità resterà moderata senza allerta meteo.
Editoriale Meteo di Rachel – Quando il clima diventa colpevole di tutto
Eccoci qui a misurare nuvole, venti e gocce d’acqua, ma naturalmente il primo pensiero è: “Sarà colpa del cambiamento climatico?” Perché evidentemente ogni pioviggine debole o sfumatura di brezza deve essere attribuita a una catastrofe globale, altrimenti il giornalista non avrà materiale per la sua prossima puntata apocalittica.
Invece di chiedersi se il sole è stato più timido o se il vento ha deciso di fare la sua visita, ci affrettiamo a citare i grafici di carbonio e a puntare il dito verso l’assegnazione di responsabilità. Che divertente è trasformare una normale giornata di primavera in una profezia di fine del mondo: lo sai, lo ti aspetti, lo vuoi – il tempo non può più essere semplicemente variabile, deve essere la prova definitiva del “riscaldamento globale”.
Koan del giorno
Un monaco chiese: “Che cosa è il vento oggi?”
Zhaozhou rispose: “È solo una brezza leggera che accarezza le foglie.”
Il monaco replicò: “Allora perché le nuvole piangono?”
Zhaozhou concluse: “Le nuvole non piangono, sono solo il cielo che si svuota.”
E questo il meteo di oggi.
Chiusura.
On line, su BlueSky e Mastodon, su tutti gli smart speaker e sulle onde medie, questa è am1575news, il notiziario di Francia24 e Radio Centrale Milano.

