La nostra rubrica dedicata al turismo oggi vi porta a scoprire un villaggio molto suggestivo nell’entroterra di Antibes. Direzione Biot, di cui andiamo a visitare il centro medievale e le sue tradizionali officine del vetro.
Ascolta la puntata di Côte à côte dedicata a Biot e al suo tipico artigianato del vetro
La storia del villaggio di Biot
Il centro abitato di Biot deve il suo sviluppo a una donazione fatta nel 1209 all’ordine dei Templari. Il villaggio passa in seguito da periodi di decadenza ad altri di rinascita. Nel 1387 il paese venne distrutto dalla peste e dalle incursioni dei pirati ma nel 1470 fu ripopolato con 50 famiglie emigrate dalla Liguria occidentale, che ne divennero la maggioranza della popolazione. Ancora oggi diversi abitanti parlano il figun, un dialetto ligure importato in Provenza ormai praticamente estinto .
In epoca recente il villaggio riceve nuova linfa per il fatto di essere in prossimità del polo scientifico di Sophia-Antipolis (la cosiddetta tecnopolis occupa i 2/3 del suo territorio) e per aver sviluppato la tradizione dell’arte vetraia del tipico “vetro a bolle di Biot”.

Il centro storico
Il “vieux village” è un piccolo gioiello, formato da un insieme di viuzze in parte ciottolate, che si diramano dalle principali porte di accesso verso il fulcro ideale del paese, la place des Arcades, il centro del primo insediamento di Biot che funge da sorta di anticamera alla chiesa di Sainte-Madeleine. La chiesa è stata ricostruita nel XV secolo, assieme al paese, sulle rovine di un’antica chiesa romana del XII secolo, essa stessa a sua volta probabilmente edificata su un santuario romano; è una delle rare chiese francesi in cui verso la navata si scende attraverso una scalinata.
Due sono le porte di accesso al villaggio ancora conservate: la Porte de Migraniers (melograni), in cui è ancora possibile vedere l’antico camminamento di ronda e le due torri, e la Porte des Tines, inserita in un insieme urbano costituito da una torre quadrata e da un lavatoio.

La fabbrica del vetro di Biot
Oggi Biot è conosciuta soprattutto per il suo vetrificio. Creato nel 1956 da Eloi Monod, quello del “Biot vetro” è un marchio registrato, la cui caratteristica principale sono le bolle che si creano al suo interno.
La fabbrica è visitabile e durante la settimana sono previste visite guidate che vi consigliamo in quanto senza una debita spiegazione riesce un po’ difficile comprendere le affascinanti fasi del lavoro di questi artigiani, i cui movimenti sapienti sembrano incastrarsi l’uno con l’altro come per magia, fino a creare da un magma informe e rovente oggetti cristallini variopinti dalle forme perfette.
(Foto di Antonella Fava©)
