Bruel, indagato, annulla tour – Céline Dion si esibisce in strada davanti al suo hotel – I francesi vogliono ridurre il debito ma niente tasse – Calciatori francesi poco ricercati ? – Meteo Parigi Monte Carlo Milano

Di Redazione Francia24
2 Sep 2026

Benvenuti a am1575news, il notiziario di Francia24 e Radio Centrale Milano per mercoledì 02 settembre 2026 in podcasting, sulle onde medie e su franciaoggi.com. In Redazione a Nizza Marco Hugo Barsotti, da Parigi Rachel Costa.

 

Notizie dalla Francia

Patrick Bruel annulla la tournée: il collettivo Salon Féministe esulta per le donne denuncianti

Il cantante Patrick Bruel ha comunicato l’annullamento del concerto previsto per l’autunno, una decisione arrivata dopo che le autorità lo hanno posto sotto indagine per fatti di violenza sessuale. La notizia ha suscitato una reazione immediata da parte del collettivo femminista di Salon‑de‑Provence, il primo a lanciare una petizione per la cancellazione dei suoi spettacoli già nell’aprile scorso.

Nel corso di un’intervista rilasciata a ICI Provence, il collettivo ha dichiarato di essere “molto contento per le donne che hanno sporto denuncia”. Anne Manuceau, una delle rappresentanti del gruppo, ha sottolineato: “Non salto sui piedi, è il minimo; ma sono davvero felice per le donne che hanno denunciato”. Il gruppo ha aggiunto che spera la giustizia faccia il suo corso e che il dibattito pubblico possa finalmente tornare a parlare delle vittime, piuttosto che concentrarsi sulla presunzione di innocenza del cantante.

Evelyne, altra attivista di Salon Féministe, ha espresso sollievo per l’annullamento e ha rimarcato la necessità di distinguere l’artista dalla sua persona, evidenziando come la società stia iniziando a non tollerare più la presenza di figure pubbliche coinvolte in abusi. Ha inoltre osservato l’assenza di tribune difensive a favore di Bruel, a differenza di casi precedenti, segno di un cambiamento di atteggiamento collettivo verso tali comportamenti.

L’annullamento del tour di Bruel rappresenta, quindi, una vittoria simbolica per le donne che hanno denunciato, secondo le parole del collettivo, ed è un passo ulteriore verso una maggiore responsabilità nel mondo dello spettacolo.
franceinfo, 02/09/2026
Fact Check by Gemma4.

Sempre più preoccupati per il debito, il 77 % dei francesi si dichiara favorevole a misure “mirate e difficili” per rimediare ai conti pubblici (ma senza aumenti delle imposte)

Alla vigilia del dibattito parlamentare sul bilancio 2027, una larga maggioranza di cittadini francesi mostra disponibilità ad accettare misure di contenimento della spesa definibili “mirate e difficili”, ma esclude ogni aumento fiscale. Il timore per l’escalation del debito pubblico si è accentuato, secondo un sondaggio Ifop commissionato dal governo e diffuso da Le Parisien, dove il 40 % degli intervistati definisce la situazione finanziaria attuale “molto preoccupante”, cinque punti in più rispetto a gennaio, e la ritiene una priorità per il governo a causa delle possibili “conseguenze gravi”. Quasi la metà (49 %) giudica la situazione “grave”, pur ritenendo altri temi – protezione del potere d’acquisto, sanità e istruzione – altrettanto rilevanti; l’11 % ritiene la questione meno preoccupante, citando come esempio paesi con debiti più alti senza impatti apparenti sull’economia.

Il deficit pubblico dovrebbe aggirarsi intorno al 5 % del PIL, mentre il debito supera il 115 % del prodotto interno lordo. In questo contesto, il 77 % dei sondati vuole che già dal bilancio 2027 vengano introdotte misure “mirate e difficili” per evitare ricorsi a “misure generali molto più brutali” in futuro. Il consenso si riscontra anche tra gli elettori di La France insoumise (68 %), del Partito Socialista (72 %), di Renaissance (81 %), dei Repubblicani (72 %) e del Rassemblement national (80 %). Al contrario, il 23 % preferisce attendere e adottare misure più ampie solo se la situazione lo richiederà.

Nel frattempo, il 61 % dei francesi sostiene la riduzione di spese pubbliche senza aumentare le imposte, in linea con l’impegno dichiarato dal governo. Tale posizione è condivisa dal 61 % degli elettori di Renaissance, MoDem e Horizons, dal 75 % dei Repubblicani e dal 77 % dei sostenitori del RN, mentre la sinistra è più frammentata (35 % di LFI, 27 % di PS, 38 % degli Ecologisti). Il 15 % propone una combinazione di risparmi e nuovi aumenti fiscali (40 % dei PS), il 12 % è disposto a limitare meno rapidamente il deficit accettando più indebitamento, e l’11 % chiede principalmente maggiori entrate fiscali (36 % di LFI).

Il 78 % degli intervistati ritiene più opportuno lasciare ai candidati presidenziali la definizione delle grandi riforme fiscali, ma se il deficit dovesse peggiorare nel 2027, il 43 % sostiene che il governo non dovrebbe esitare a introdurre nuove misure di risparmio, anche se impopolari, mentre il 36 % esige il rispetto dell’impegno di non aumentare le imposte.

Per quanto riguarda la distribuzione degli oneri, il 56 % chiede un “effort partagé” tra ministeri, collettività e politiche pubbliche, mentre il 43 % preferisce “riforme mirate” con tagli a certe voci ma mantenendo le spese ritenute prioritarie. Il 73 % vuole proteggere la sanità da tagli severi, seguito dall’istruzione (46 %), Polizia e Gendarmeria (29 %) e Difesa (27 %). La metà degli intervistati accetterebbe la riduzione del rimborso di farmaci a basso beneficio (51 %) e l’indicizzazione all’inflazione dei massimali delle franchigie mediche (52 %). Anche la riforma dei permessi di malattia (73 %) e un miglior targeting delle allocazioni familiari (84 %) ricevono ampia approvazione, così come un aumento delle spese ministeriali inferiore all’inflazione (73 %) e la richiesta di un maggiore contributo da parte dei comuni più ricchi (74 %).

In sintesi, il 65 % è favorevole a un “budget di compromesso”, anche se imperfetto, piuttosto che ricorrere a una legge speciale, e il 79 % esige che ogni nuova spesa sia compensata da un’ulteriore economia o da nuove entrate.

Editoriale di M.H.B:

Un sondaggio commissionato dal governo, il cui risultato è esattamente quello che il governo desidera. È chiaro che le domande – il cui questionario non abbiamo per il momento reperito, ma non disperiamo – erano fatte in modo da ottenere il risultato voluto. Una regola generale, con questi sondaggi: il modo in cui si pongono le domande, una vera arte, condiziona i risultati. Quasi sempre a vantaggio di chi lo commissiona. Basti vedere l’esempio di Audiradio in Italia: per anni ci hanno raccontato che la “radio gode di ottima salute” con tutti i network che guadagnavano quote di mercato. Ma sempre e comunque se si chiede alle proprie conoscenze “che radio ascolti?” la risposta è “ormai quasi nessuna” (o qualcosa di simile). E chi commissiona Audiradio ? Beh, le Radio stesse, ovviamente.

BFM TV, 1 settembre 2026
Fact Check by Gemma4.


rachel

Editoriale di Rachel – Il “rigore” alla francese: tagliare il debito ma non il catering del pensionato

È curioso come, quando il conto in banca della Repubblica scivola verso l’115 % del Pil, il popolo si metta a fare la spesa con la lista dei desideri: “meno spesa pubblica, ma nulla che ci tocchi da vicino”. Non è forse la più grande ironia della democrazia? Si vuole che il Parlamento accetti misure “ciblées et difficiles” mentre i cittadini continuano a contare i minuti di vacanza senza tasse. Davvero, dove finiscono le frustrazioni se non sulla carta di credito dei politici?

Gli stessi dati mostrano che 77 % dei francesi accetta tagli “mirati”, ma lo stesso numero rifiuta la più piccola imposta che potrebbe riempire i buchi di bilancio. La contraddizione è quasi poetica: si vuole un sacrificio, ma solo se ci porta direttamente a un reddito più alto o a una pensione a 62 anni. Non è forse la definizione di “rigore” quando la definizione di “sacrificio” è una parola che non passa il filtro anti‑censura dei sondaggi?

E poi c’è questo curioso campione di consenso trasversale: da sinistra a destra, tutti dicono “sì” alle misure dure, purché non siano dure per loro. La sinistra preferisce la spesa per la salute, la destra vuole ridurre le imposte, ma nessuno sembra disposto a togliere il pranzo dalla mensa scolastica. È il classico “meglio un chilo di ceretta fiscale su un patto di austerità che un chilo di ceretta su un patto di salute”.

Alla fine, sembra che il vero nodo sia la mancanza di volontà di rinunciare a nulla. Quando la metrica della paura supera quella della responsabilità, resta solo l’ilarità: si chiede al popolo di fare la rivoluzione del bilancio, purché non comporti una piccola rivoluzione dei propri stipendi. La democrazia è così: un bel “sì” a tutto, tranne che al prezzo della realtà.

Koan del giorno

Un monaco chiese al Maestro: “Se i cittadini vogliono tagliare il debito ma non le proprie tasse, quale giorno dell’anno è più adatto a contare i debiti?”

Il Maestro rispose: “Il giorno in cui il bilancio è stampato è il giorno in cui la bilancia è rotta, così chi conta non vede il proprio peso.”

Il monaco insistette: “Allora, come possiamo chiedere un sacrificio se la gente considera la riduzione della spesa un lusso?”

Il Maestro sorrise e disse: “Il sacrificio più grande è credere che la scala possa scendere senza che nessuno scenda. Il vero equilibrio è pagare la cena con il conto che non esiste.”

Ma torniamo alle notizie.

 


Perché i club francesi hanno venduto tanto e comprato poco quest’estate sul mercato dei trasferimenti

Il mercato estivo si è chiuso in Francia con un record storico di cessioni: per la seconda stagione consecutiva i club hanno superato il miliardo di euro di uscite. Il picco è stato rappresentato dal trasferimento di Bradley Barcola al Liverpool, valutato intorno ai 145 milioni di euro, bonus inclusi, la più rilevante cessione di un giocatore del campionato francese verso l’estero.

A parte il Paris Saint‑Germain, quasi tutti i club della Ligue 1 hanno terminato la finestra con un saldo positivo, registrando più entrate che uscite. Il fenomeno è spiegabile, secondo Luc Arrondel, direttore di ricerca al CNRS, da cambiamenti strutturali verificatisi dopo il Covid‑19: il crollo di Mediapro e gli insuccessi dei successivi emittenti hanno ridotto i diritti televisivi a meno di 200 milioni di euro a stagione. “Il modello della Ligue 1 è da tempo basato sulla vendita di una parte consistente dei propri giocatori per garantire l’equilibrio finanziario”, ha spiegato l’esperto.

Già ad aprile la DNCG aveva lanciato un allarme sul deficit operativo dei club francesi, stimato a più di un miliardo di euro per Ligue 1 e Ligue 2 nell’esercizio 2024‑2025. Il profitto complessivo di quasi 700 milioni di euro ricavato dal mercato non basterà a colmare il divario.

Le difficoltà sono più evidenti negli storici Olympique de Marseille e Olympique Lyonnais. L’OM, colpito da una multa di 10 milioni di euro inflitta dalla UEFA per violazioni del fair‑play finanziario e da un provvedimento di esclusione sospesa di un anno dalle competizioni europee, è stato costretto a ridurre i salari e a non effettuare nuove acquisizioni, con il nuovo allenatore Bruno Genesio costretto a far fronte a undici uscite. Pierre Maes, consulente e autore specializzato in diritti TV, ha sottolineato: “L’OM è l’esempio più rivelatore: oltre all’assenza di diritti TV, il proprietario Frank McCourt ha smesso di finanziare le perdite dopo aver iniettato più di 700 milioni di euro in dieci anni”.

A Lione, la presa di controllo da parte di John Textor ha lasciato un debito superiore a 600 milioni di euro, mentre l’eliminazione nei playoff della Champions League contro il Fenerbahçe ha privato l’OL di circa 40 milioni di euro di ricavi, costringendo il club a compensare la perdita mediante nuove cessioni. “Se non riuscite a qualificare per la C1, dovete trovare altre fonti di denaro: è un grosso problema per l’OL”, ha aggiunto Arrondel.

Il rapporto Deloitte del 2026 evidenzia che la Ligue 1 registra il più basso fatturato tra i grandi campionati europei (oltre 2 miliardi di euro, esclusi i trasferimenti), contro più di 3 miliardi per la Serie A, oltre 4 miliardi per il duo Bundesliga‑Liga e oltre 8 miliardi per la Premier League. Nonostante ciò, la Ligue 1 è l’unico dei cinque principali campionati a presentare un saldo positivo sui trasferimenti, con investimenti di circa 600 milioni di euro, 300 milioni in meno rispetto a tre anni fa. Pierre Maes ha avvertito: “Se si esclude il PSG, la Ligue 1 si posiziona quasi al livello del Championship inglese”.

Con i diritti TV compressi a circa 170 milioni di euro per la stagione 2026‑27, i club osservano con attenzione il possibile bando di gara per la gestione di Ligue 1+, lanciato dalla LFP. Dopo il primo tentativo infruttuoso del 2025, la soluzione potrebbe passare a un nuovo operatore, ma, come commenta Luc Arrondel, la piattaforma non ha ancora attirato abbonati sufficienti, rendendo incerta la sua sostenibilità.

fonte: franceinfo, 02/09/2026
Fact Check by Gemma4.

Céline Dion si esibisce davanti al suo hotel parigino: canto, danza… Questo video scalda il cuore!

Alla capitale francese da pochi giorni, in occasione dei concerti previsti alla Paris La Défense Arena, la celebre cantante canadese ha offerto un’improvvisa anteprima ai suoi fan. Davanti al Royal Monceau, l’hotel in cui ha alloggiato dal 28 agosto insieme ai gemelli Eddy e Nelson, Céline Dion ha cantato il suo storico brano “Pour que tu m’aimes encore” e ha eseguito alcuni passi di danza, suscitando l’entusiasmo della folla radunata.

Le riprese, diffuse sui social, mostrano l’artista in piena forma, sorridente e interattiva, mentre gli ammiratori la applaudono e la incoraggiano. L’esibizione, avvenuta il 1° settembre, rappresenta un gesto di vicinanza con il pubblico prima dell’inizio di una serie di 16 spettacoli che si protrarranno fino al 17 ottobre.

Dopo una prima visita a Parigi per l’apertura dei Giochi Olimpici del 2024, la 58‑enne è tornata in città per una nuova tournée, accompagnata dai figli e dal suo entourage, e ha scelto di condividere momenti spontanei come questo per rafforzare il legame con i sostenitori.

Gala, 1 settembre 2026
Fact Check by Gemma4.


Benvenuti al notiziario internazionale da FranciaOggi e Radio Centrale Milano per mercoledì 02 settembre 2026 su FranciaOggi.com in podcasting e in Onde Medie sui 1575 kHz.

Da Parigi sono Rachel Costa.

Guerra al Medio Oriente: l’attacco americano contro l’Iran innesca rappresaglia tehraniana

Le forze statunitensi hanno lanciato una serie di raid aerei contro obiettivi militari iraniani, colpendo presunti impianti di lancio di missili. L’operazione, giustificata da Washington come risposta a minacce precedenti, ha provocato l’esplosione di numerose bombe nella zona del Golfo Persico. In risposta, le autorità di Teheran hanno ordinato attacchi contro basi militari statunitensi situate in Iraq e in Bahrain, segnando una grave escalation nella tensione regionale.

Gli scontri hanno già innalzato le preoccupazioni sui flussi di petrolio, poiché le rotte di esportazione attraverso lo Stretto di Hormuz si trovano a rischio di interruzioni. Analisti internazionali avvertono che il conflitto, se protratto, potrebbe avere ripercussioni sui mercati energetici globali, facendo salire i prezzi del petrolio a livelli difficili da contenere.

Teheran risponde: l’Iran colpisce obiettivi statunitensi dopo l’attacco a una festa di nozze

Secondo le fonti locali, l’Iran ha lanciato missili balistici e droni verso installazioni militari americane in Iraq come rappresaglia per l’attacco che ha ucciso quattro persone a una festa di nozze. Le autorità iraniane hanno dichiarato di aver colpito con precisione i bersagli, sottolineando la capacità di difesa contro quella che definiscono una “guerra incompleta”. Il portavoce del Ministero della Difesa iraniano ha avvertito che ulteriori aggressioni potrebbero comportare una risposta più vigorosa.

Il deterioramento dei rapporti tra Washington e Teheran sta alimentando timori di un conflitto più ampio nella regione del Medio Oriente. I partner europei e gli Stati del Golfo monitorano da vicino la situazione, temendo possibili ripercussioni negative per la sicurezza delle rotte commerciali marittime e per la stabilità dei prezzi dell’energia.

Le bombe riprendono e il prezzo del petrolio sale: le tensioni nel Medio Oriente fanno tremare i mercati

Le recenti offensive aeree statunitensi contro l’Iran hanno riacceso le tensioni nella regione, provocando un rialzo dei contratti futures sul petrolio. Gli analisti attribuiscono l’aumento a una combinazione di timori di interruzione delle forniture e di una crescente domanda globale di energia. Il prezzo del Brent ha superato i 95 dollari al barile, una cifra non vista da mesi.

Gli esperti avvertono che la volatilità potrebbe persistere finché le parti non troveranno un accordo diplomatico. I produttori di energia, le compagnie di trasporto marittimo e i paesi importatori di petrolio stanno valutando le implicazioni di un mercato più incerto, mentre i governi di tutto il mondo chiedono un cessate il fuoco per evitare un impatto più ampio sull’economia globale.

Trump denuncia l’aumento dei prezzi del carburante e convoca i raffinatori di petrolio

Il presidente Donald Trump ha tenuto una conferenza stampa dalla Casa Bianca, in cui ha accusato le compagnie petrolifere di abusare dei profitti derivanti dalla guerra in Medio Oriente. Trump ha invitato i principali raffinatori a moderare i margini di guadagno, sostenendo che gli elevati costi del carburante penalizzano i consumatori americani. L’intervento ha suscitato reazioni contrastanti sia dal settore energetico sia dagli enti di regolamentazione.

Il dibattito si è esteso rapidamente ai mercati internazionali, con gli investitori che temono un possibile intervento normativo che potrebbe influenzare i prezzi del greggio. Gli osservatori del settore segnalano che qualsiasi cambiamento della politica statunitense sul petrolio potrebbe avere effetti a catena sui prezzi dei carburanti in Europa e in Asia.

Palo Alto Networks: un trilione di dollari di infrastrutture di cybersicurezza ancora non pronti per l’IA

Il CEO di Palo Alto Networks ha dichiarato che le aziende devono investire enormi risorse per adeguare le proprie difese informatiche all’avvento dell’intelligenza artificiale. Secondo le sue stime, servirebbe un investimento di circa un trilione di dollari per creare sistemi di sicurezza capaci di gestire le nuove vulnerabilità generate dall’IA generativa. L’azienda ha annunciato un’intensificazione delle proprie attività di ricerca e sviluppo per colmare questo divario.

Gli analisti del settore ritengono che la crescente domanda di soluzioni anti‑AI spingerà le società tecnologiche a ridefinire i loro modelli di business. Le previsioni indicano un aumento significativo degli investimenti in tecnologie di protezione, con un impatto potenziale sui mercati azionari legati alla sicurezza informatica.

Goldman Sachs aggiunge tre nuovi titoli alla sua lista delle azioni consigliate

La banca d’investimento ha pubblicato una nuova selezione di azioni che ritiene abbia un potenziale di crescita elevato, includendo tre società con prospettive di rialzo superiori al 70 percento. Tra queste figurano imprese del settore tecnologico e dei beni di consumo che hanno mostrato performance robuste nel trimestre appena chiuso. Goldman ha sottolineato l’importanza di diversificare i portafogli in vista di una possibile volatilità dei mercati globali.

Gli esperti di investimento consigliano di valutare attentamente i criteri di selezione adottati dalla banca, poiché le raccomandazioni possono influenzare le decisioni di acquisto di milioni di investitori istituzionali e retail. La pubblicazione della lista alimenta le discussioni sui fattori che guideranno la crescita delle azioni nei prossimi mesi.

OpenAI e il modello “Astra”: una tecnica avanzata solleva timori di sicurezza

OpenAI ha presentato il nuovo modello “Astra”, capace di generare codice e gestire applicazioni con un livello di autonomia superiore rispetto ai precedenti. Tuttavia, una particolare tecnica di addestramento, ritenuta innovativa dagli ingegneri, rende più difficile monitorare il comportamento interno del modello, aumentando il rischio che possa compiere azioni indesiderate o pericolose. Un esperto interno ha avvertito che questo “black box” potrebbe ostacolare i controlli di sicurezza.

Le autorità di regolamentazione e le organizzazioni di monitoraggio dell’IA stanno iniziando a valutare l’impatto di queste nuove capacità. La discussione pubblica è concentrata sull’equilibrio tra progresso tecnologico e responsabilità, mentre le imprese che adotteranno “Astra” dovranno implementare misure di controllo più stringenti per garantire un utilizzo sicuro.


Meteo Parigi, Monaco Monte Carlo e Milano per mercoledì 02 settembre 2026

Parigi – Soleggiata con temperature miti

La mattina a Parigi si presenta limpida, con una temperatura di 16°, vento debole di 10 km/h e assenza di pioggia, ideale per una colazione in terrazza.
Nel pomeriggio il sole si intensifica, la temperatura sale a 25° con una leggera brezza di 10 km/h e nessun segno di precipitazioni, rendendo perfetto il momento per una passeggiata lungo la Senna.
Nel tardo pomeriggio le nuvole restano poche, la temperatura scende a 23° e il vento rimane calmo, senza alcun rischio di temporale.
Durante la sera il cielo rimane sereno, la temperatura si attesta intorno ai 22° e il vento è di nuovo lieve, 10 km/h, senza alcuna pioggia.
La notte porta una fresca leggera, con 19° e venti di 10 km/h, ma il cielo resta sereno e asciutto.
Secondo l’esperto Régis Crêpet, la giornata sarà una di quelle rare in cui il tempo rimane stabile e piacevole, ideale per un aperitivo all’aperto.

Monaco Monte Carlo – Giornata calda e serena

La mattina a Monaco l’aria è tiepida, 24° con vento moderato di 15 km/h e cielo quasi limpido, senza alcuna provvista di pioggia.
Nel pomeriggio il termometro culmina a 28°, il sole è prevalente e il vento si mantiene a 15 km/h, con un indice UV alto che invita a proteggersi.
Il tardo pomeriggio vede una lieve diminuzione del calore, 25°, il vento resta costante e il cielo rimane per lo più sereno.
La sera le temperature scendono a 22°, il vento mantiene la sua costanza di 15 km/h e non si registrano precipitazioni.
Durante la notte il clima resta mite, 22° e venti leggeri, offrendo un riposo confortevole senza nuvole.
Il profilo meteorologico rimane stabile per tutta la giornata, confermando una típica estate mediterranea.

Milano – Stabilità e afosi estive

Questa mattina a Milano il cielo è per lo più poco nuvoloso, temperatura di 23°, vento quasi assente da NNE a 2 km/h e nessuna pioggia in vista.
A metà mattina le nuvole diventano sparse, la temperatura sale a 24° e il vento rimane debole, spostandosi verso est con 2 km/h.
Nel periodo di pranzo la temperatura raggiunge i 25° con nuvole leggere e vento gentile di 2 km/h, mantenendo il cielo asciutto.
Nel pomeriggio la giornata si aggiusta a 26°‑27°, il vento soffia leggermente da est‑sudest a 3‑5 km/h, senza alcuna precipitazione.
Il tardo pomeriggio porta una lieve frizzantezza, con temperature che toccano i 30°‑32° e venti deboli da sud‑sudest, indici UV moderati.
La sera la temperatura scende a 28°‑30°, il vento si indebolisce ulteriormente a 2‑4 km/h e il cielo resta sereno, senza sprazzi di pioggia.
Durante la notte il termometro si attesta intorno ai 27°‑28°, i venti sono molto leggeri, intorno a 3 km/h, e l’assenza di nuvole garantisce un sonno tranquillo.
Secondo l’esperto Daniele Berlusconi di 3BMeteo, si prospetta una giornata calda ma priva di piogge, con afosi moderate da monitorare.

Editoriale Meteo di Rachel – Il clima è sempre la colpa di qualcuno

È davvero sorprendente come ogni minimo cambiamento della pressione venga immediatamente trasformato in “la fine della civiltà”. Davvero, il vento di 12 km/h a Parigi è la prova inconfutabile che il pianeta sta per collassare, vero? E quando arriva un caldo di 28° a Monaco, è ovvio che l’intero Mediterraneo si sta preparando a una catastrofe climatica, con il sole che, a quanto pare, è una sorta di scarica solare intenzionale.
Ma la vera chicca è il nostro venerato esperto di afosi a Milano: 32° e 2 km/h di vento? Ovviamente, è il segnale definitivo dell’imminente apocalisse termica, e noi dovremmo tutti correre a comprare ventilatori e gelati in grandi quantità. Ironia a parte, forse, solo forse, il tempo è quello che è: un mix di sole, vento lieve e temperature che ci ricordano di indossare la crema solare, non di panico globale.

Koan del giorno

Un monaco chiese: “Qual è il vero volto del tempo oggi?”
Zhaozhou rispose: “Il tempo è una vetrina vuota, riflette solo ciò che noi portiamo dentro.”
Il monaco replicò: “Allora perché il sole brucia più forte a Monaco?”
Zhaozhou concluse: “Perché il fuoco è nel cuore di chi lo osserva.”
E questo il meteo di oggi.


Chiusura.

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