Benvenuti a am1575news, il notiziario di Francia24 e Radio Centrale Milano per martedì 22 settembre 2026 in podcasting, sulle onde medie e su franciaoggi.com. In Redazione a Nizza Marco Hugo Barsotti, da Parigi Rachel Costa.
Notizie dalla Francia
Carburanti: Emmanuel Macron ha chiesto a Bruxelles di allentare alcuni regolamenti per evitare l’aumento dei prezzi
Il presidente della Repubblica, Emmanuel Macron, ha inviato venerdì scorso una lettera alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, contenente una serie di proposte volte a contenere l’impennata dei prezzi alla pompa. Nella missiva, lanciata a pochi giorni dall’annuncio di nuove misure di sostegno per i consumatori, Macron segnala “difficoltà crescenti” nella consegna di prodotti petroliferi nelle prossime settimane, avverte di un potenziale calo del 4‑5 % della capacità mondiale di raffinazione e teme una nuova ondata di rincari.
Il presidente individua cinque azioni urgenti. La prima prevede di allentare le norme di qualità di carburanti come il cherosene e il gasolio, un “leva” che dovrebbe migliorare di 5‑20 % l’efficienza delle raffinerie. La seconda consiste nell’aumentare la quota di biocarburanti, consentendo di passare dal B7 al B10, ovvero l’introduzione di bio‑diesel fino al 10 % dei volumi, con una possibile riduzione del consumo di diesel del 3 % una volta omologati i veicoli. Il terzo punto chiede di posticipare di un anno l’entrata in vigore del meccanismo di “reporting” previsto dal regolamento europeo sul metano per gli importatori di idrocarburi, inizialmente previsto per il 1° gennaio 2027, riducendo così l’onere di misurazione e comunicazione delle emissioni di gas serra. La quarta misura mira a rafforzare gli acquisti collettivi di gas, mentre la quinta spinge verso una più rapida elettrificazione a livello europeo e invita a una moderata utilizzazione del gas naturale, soprattutto per il riscaldamento domestico.
L’Élysée ha confermato l’autenticità della lettera al quotidiano, sottolineando la volontà di lanciare un impulso coordinato a Bruxelles per salvare la competitività del settore energetico e proteggere il potere d’acquisto dei cittadini.
Le Parisien, 21 settembre 2026
Fact Check by Gemma4.
Quali aiuti sta valutando il governo di fronte all’aumento dei prezzi dei carburanti
Il governo si riunirà lunedì 21 settembre per definire nuove misure a fronte dell’impennata dei prezzi del petrolio, che ha spinto i costi alla pompa a livelli record e messo sotto pressione famiglie e categorie professionali fortemente dipendenti dal carburante. L’obiettivo dichiarato è contenere il rischio di proteste, dopo i recenti blocchi di due porti e di un deposito petrolifero da parte dei pescatori del Mediterraneo.
Tra le proposte in esame spicca la revisione del sostegno destinato ai cosiddetti “grandi percorrenti”. L’attuale incentivo, introdotto nella primavera, prevede un pagamento di 100 euro a chi, entro certi limiti di reddito, percorre almeno 15 kilometri per viaggio tra casa e lavoro o più di 8 000 kilometri all’anno. Su tre milioni di potenziali beneficiari, finora ne hanno richiesto 1,5 milioni. Sebbene la misura fosse prevista in scadenza il 30 settembre, il ministro del Potere d’acquisto Serge Papin ha annunciato che non verrà interrotta e ha convocato una riunione con il primo ministro per valutare un nuovo dispositivo a partire dal 1 ottobre, con un orientamento verso i lavoratori più precari. Il governo non ha ancora precisato la forma del nuovo aiuto, ma ha riconosciuto che il modello attuale è una delle “piste studiate”. Alcune associazioni chiedono un innalzamento dell’importo a 200 euro e un aumento del tetto di reddito da 16 880 a 25 000 euro per famiglia, in modo da ampliare il beneficio a due milioni di persone in più.
Parallelamente, sono già state prorogate fino al 31 dicembre le agevolazioni per pescatori, agricoltori e imprese del settore edile, con un contributo per i pescatori di circa 35 centesimi per litro, indicizzato all’andamento del prezzo del carburante. Vengono inoltre valutati prestiti a tasso zero per le imprese in difficoltà di liquidità.
Il governo ha escluso, per ora, la possibilità di una riduzione generale delle tasse sul carburante, ritenendola troppo costosa e poco mirata: la ristoro del 2022 ha comportato una spesa di 7,6 miliardi di euro, un onere che l’attuale deficit pubblico, previsto al 5,4 % del PIL, non consente. Le misure attive dal inizio della crisi energetica hanno finora assorbito circa 1,4 miliardi di euro. I ricavi fiscali legati ai carburanti sono invece diminuiti di 10 milioni di euro nell’arco marzo‑settembre, per la contrazione dei volumi di consumo.
Le opposizioni avanzano altre soluzioni: la frammentazione di sinistra propone un tetto di prezzo a 1,70 euro per litro, mentre il partito di destra richiede una diminuzione della tassazione energetica.
franceinfo, 21/09/2026
Fact Check by Gemma4.
Approfondimento
E prima di passare all’editoriale di Rachel un approfondimento. Abbiamo letto l’articolo di Le Parisien sulla lettera di Macron a Ursula von der Leyen e siamo andati a controllare la normativa UE sottostante e i documenti della Commissione. Il punto importante è che Macron non sta chiedendo a von der Leyen di “spegnere” semplicemente le regole europee sui carburanti. La sua lettera copre diversi meccanismi normativi distinti, e non dipendono tutti dalla sola Commissione.
Cosa chiede esattamente Macron di allentare
L’articolo di Le Parisien individua tre modifiche normative concrete legate a carburanti e importazioni, più due misure energetiche più ampie:
1. Allentare le specifiche tecniche di qualità del carburante — i requisiti UE su gasolio e cherosene, in vigore dalla Direttiva 98/70/CE del 1998 e più volte modificata da allora. Macron chiede di permettere temporaneamente specifiche tecniche meno restrittive, per aumentare la resa delle raffinerie.
2. Aumentare il contenuto di biocarburante nel gasolio, da B7 a B10 (dal 7% al 10% di FAME, il biodiesel convenzionale). Il tetto del 10% è già previsto dalla Direttiva (UE) 2023/2413 (RED III, ottobre 2023): Macron non chiede una novità normativa, ma un uso più ampio e immediato di qualcosa che la legislazione europea già consente.
3. Rinviare di un anno gli obblighi sul metano per gli importatori di combustibili fossili, previsti dal Regolamento (UE) 2024/1787, in vigore dal 4 agosto 2024. È qui che la richiesta di Macron è più circoscritta e più significativa.
Il regolamento sul metano: cosa scatta dal 1° gennaio 2027
L’articolo 28 del Regolamento 2024/1787 è la disposizione chiave: dal 1° gennaio 2027, gli importatori dovranno dimostrare che i contratti di petrolio, gas o carbone conclusi o rinnovati dopo il 4 agosto 2024 rispettano standard di monitoraggio delle emissioni di metano equivalenti a quelli richiesti nella UE (in pratica, il livello 5 dello standard OGMP 2.0, con verifica indipendente). È esattamente questo l’obbligo che Macron, secondo Le Parisien, chiede di posticipare di un anno. Alcuni obblighi di rendicontazione più leggeri per gli importatori sono già scattati nel 2025: la data del 2027 riguarda la parte più pesante, quella della verifica di equivalenza.
Cherosene e gasolio: quali parametri, esattamente?
Qui conviene essere prudenti. Le Parisien non specifica quali parametri tecnici precisi Macron voglia modificare: parla genericamente dei “paramètres du kérosène et du gazole” e riporta una stima dell’Eliseo di un miglioramento della resa di raffinazione tra il 5 e il 20%. Altre fonti citano densità e desolforazione, ma senza un testo pubblico della lettera del 18 settembre non è possibile indicare cifre precise. Per il gasolio esiste comunque un quadro normativo concreto (la Direttiva 98/70/CE, più volte inasprita nel tempo); per il cherosene/carboturbo la situazione è più complessa, perché il carburante per aviazione risponde anche a standard di sicurezza aeronautica europei e internazionali, non solo all’allegato della direttiva sul gasolio.
Perché scrivere proprio a von der Leyen?
Qui sta il punto istituzionale interessante: von der Leyen non decide da sola i prezzi europei dei carburanti. È presidente della Commissione europea, l’organo che detiene il diritto di iniziativa legislativa nella maggior parte delle materie UE — ma le norme vengono poi adottate da Parlamento europeo e Consiglio, e attuate dagli Stati membri. Il regolamento sul metano, ad esempio, è formalmente un atto del Parlamento europeo e del Consiglio, non della Commissione.
La lettera di Macron, quindi, non è una richiesta a un’autorità con potere unilaterale di cambiare la legge, ma un appello all’istituzione che può avviare, coordinare o facilitare un’azione UE — sapendo che una modifica sostanziale del regolamento richiederebbe comunque il percorso legislativo ordinario, con Parlamento e Consiglio coinvolti. Alcuni margini di manovra esistono: il regolamento sul metano attribuisce alla Commissione poteri su singoli aspetti attuativi (a luglio 2026 ha già pubblicato raccomandazioni su clausole-tipo e sanzioni), ma l’obbligo del 1° gennaio 2027 è scritto direttamente nel testo approvato da Parlamento e Consiglio, e cambiarlo non è una decisione che la Commissione può prendere da sola.
La parola a Rachel

Editoriale di Rachel – L’economia del carburante in pista di sprint verso l’assurdo
Vi leggo ora il mio editoriale odierno.
Il governo si riunisce lunedì per “pianificare” una risposta alla flambée dei prezzi dei carburanti, ma sembra più preoccupato a non far scoppiare la prossima protesta che a trovare una soluzione concreta. Come se un nuovo tavolo rotondo potesse far scomparire l’aumento del prezzo di un litro di benzina, senza toccare il portafoglio dei cittadini. Ma davvero, facciamo i conti: 1,5 milioni di “gros rouleurs” hanno già chiesto l’aiuto da 100 euro, e la misura scade a fine mese. È una tempesta perfetta di promesse a corto termine, il tutto mentre il deficit si avvicina al 5,4% del PIL.
Si sente il brusio delle sinistre che invitano a tassare i più ricchi, ma quanti ricchi sono davvero? Ne basta forse uno per mettere fine alla crisi, o almeno per riempire i buchi di bilancio? D’altronde, la storia ci insegna che le confische funzionano solo nei regimi che hanno trasformato tutti, tranne i loro dirigenti, in povertà. Ironico, non? E poi, perché “basso i contenuti fiscali per tutti” è considerato “inefficace” quando la stessa tassa ha generato 7,6 miliardi di euro nel 2022? Un paradosso così ben tirato che fa quasi piacere guardarlo da lontano, con cinismo.
Le proposte di settore: aiuti ai pescatori, agricoltori, BTP, ma nulla per la gente comune che usa l’auto per andare al lavoro. Si parla di “più precari” ma non si specifica chi siano; forse i vicoli di Parigi dove la vita scivola via in treni affollati? E cosa dire dell’idea di un “bonus carburante” a 100‑200 euro per le famiglie rurali, che solleverebbe il tetto di risorse da 16.880 a 25.000 per contribuente? Un semplice rincaro dell’ammontare dei benefici senza toccare la radice del problema: dipendenza energetica e prezzi del petrolio sul mercato mondiale.
In sintesi, la risposta del governo è un mosaico di aiuti puntuali contro una macchia di inflazione energetica. Si evitano le righe rosse di una riduzione generale delle tasse, ma a che prezzo per il contribuente medio? Se ogni politica è una puntata di “Chi vuole essere milionario?” dove le risposte giuste valgono più di un milione di euro, allora noi, i cittadini, restiamo solo spettatori a guardare i numeri cambiare senza capire nulla. Ma la vera domanda è: chi paga davvero il conto di questa “crisi”?
Koan del giorno
Monaco: Se il prezzo della benzina continui a salire, è più saggio aumentare le tasse o limitare il consumo dei cittadini?
Maestro: Il fuoco che brucia l’olio è più dolce per chi non ha più il carretto, perché la fame si placa col silenzio delle ruote inattive.
Monaco: Ma se le ruote rimangono ferme, la vita dei pescatori e degli agricoltori non si ferma mai. Come trovare l’equilibrio?
Maestro: Quando il mare si ritira, il pescatore scopre la sabbia sotto i piedi; quando il campo resta arido, il contadino impara a piantare il vento. L’unica verità è che la risposta è sempre più lontana di quanto credano i loro occhi.
Ma torniamo alle notizie.
È la crisi più importante della nostra storia: la guerra con l’Iran sconvolge Qatar Airways, costretta a sospendere le rotte meno redditizie
Il conflitto avviato sette mesi fa tra l’Iran e la coalizione guidata dagli Stati Uniti sta provocando profonde perturbazioni su uno dei mercati aerei più strategici al mondo, colpendo direttamente la compagnia del Golfo, Qatar Airways. Il CEO Hamad Al‑Khater ha definito la situazione “la crisi più importante della nostra storia”, aggiungendo che la geopolitica è una realtà quotidiana per il trasporto aereo.
Nel febbraio scorso la compagnia ha dovuto sospendere temporaneamente alcuni voli a causa dell’aumento vertiginoso dei costi, con il prezzo del cherosene che è salito di circa il 100 % in un anno. Di fronte a queste pressioni, Qatar Airways sta rivedendo la propria rete per identificare le linee meno redditizie e interromperle o limitare la frequenza, pur confermando che la domanda rimane “abbastanza sostenuta”. Il direttore ha osservato che i clienti tendono a prenotare più tardi rispetto a prima della guerra.
Nonostante le difficoltà, la compagnia ha ripristinato un numero di collegamenti pari a quello di prima del conflitto e prevede di servire la stagione invernale con il 90‑95 % dei passeggeri rispetto all’anno precedente. Inoltre, entro la fine dell’anno Qatar Airways riceverà nuovi aeromobili a lungo raggio con una configurazione di cabina rinnovata, che consentiranno di aprire rotte verso aeroporti secondari prima ritenuti non redditizi.
Dal punto di vista finanziario, per l’esercizio 2025/2026 chiuso al 31 marzo la compagnia ha registrato ricavi per 23 miliardi di dollari, trasportando 41,8 milioni di passeggeri, in calo rispetto all’anno precedente. Il beneficio netto è sceso a 1,94 miliardi di dollari, una diminuzione tra il 7 % e il 10 % su base annua. Tuttavia, la solidità finanziaria rimane intatta: la cassa ha generato quasi 4,9 miliardi di dollari, la debito finanziario è diminuito di circa il 20 % fino a 10 miliardi di dollari, e la società conserva circa 9 miliardi di dollari di liquidità e depositi a breve termine. Qatar Airways è interamente controllata dallo Stato del Qatar, il che le garantisce ampie riserve di capitale per affrontare lo shock attuale.
BFM Business, 21 settembre 2026
Fact Check by Gemma4.
Benvenuti al notiziario internazionale da FranciaOggi e Radio Centrale Milano per martedì 22 settembre 2026 su FranciaOggi.com in podcasting e in Onde Medie sui 1575 kHz.
Da Parigi sono Rachel Costa.
La Polonia lancia operazioni aeree preventive in risposta alla guerra in Ucraina
Le forze armate polacche hanno attivato, nella notte di lunedì, una serie di missioni aeree preventive per rafforzare la difesa dello spazio aereo nazionale, a fronte dell’escalation del conflitto in Ucraina. L’avviso, diffuso sul social X, specifica che le unità anti‑radar e i sistemi di difesa aerea sono pronti a intervenire in caso di minacce provenienti dal teatro di guerra.
Le autorità hanno inoltre potenziato i sistemi di monitoraggio radar per garantire una copertura più ampia nei confini orientali del Paese. Questa decisione si inserisce nel più ampio sforzo della NATO di supportare l’Ucraina, mantenendo al contempo la sicurezza del territorio polacco.
California dichiara lo stato di emergenza per l’arrivo di El Niño
Il governatore della California, Gavin Newsom, ha proclamato lo stato di emergenza in vista dell’arrivo previsto di El Niño, un fenomeno climatico che porterà intensi temporali e risalti marittimi lungo la costa occidentale degli Stati Uniti. Le autorità hanno attivato piani di evacuazione per le aree costiere più vulnerabili e hanno mobilitato risorse per la gestione delle inondazioni.
Il dipartimento dei trasporti ha avvisato di possibili interruzioni nelle reti stradali e ferroviarie, mentre le compagnie assicurative prevedono un aumento delle richieste di risarcimento per danni legati alle condizioni meteo estreme.
Migliaia di rifugiati yemeniti attraversano il Mar Rosso verso Djibouti
Un gran numero di civili fuggiti dal conflitto in Yemen ha attraversato il Mar Rosso a bordo di imbarcazioni di fortuna, raggiungendo il porto di Djibouti nella notte di martedì. Le testimonianze raccolte dai gruppi umanitari descrivono scene di disperazione: famiglie intere, spesso con bambini piccoli, hanno navigato per ore su piccole barche sovraccariche, sperando di trovare rifugio al di là della violenza.
Le autorità di Djibouti hanno avviato le procedure di accoglienza, ma le strutture sono sovraccariche e la comunità internazionale è stata sollecitata a fornire assistenza immediata per cibo, acqua e cure mediche. L’Organizzazione delle Nazioni Unite ha avvertito che la crisi umanitaria rischia di peggiorare ulteriormente se non verrà garantito un flusso continuo di aiuti.
Interruzioni nei voli del Regno Unito a causa di un guasto alle comunicazioni
I principali aeroporti britannici, tra cui Heathrow e Gatwick, hanno subito gravi ritardi e cancellazioni lunedì a seguito di un’interruzione improvvisa del sistema di comunicazione aereo, provocata da un guasto in una linea di fibra ottica. I controllori del traffico aereo hanno dovuto ridurre drasticamente il numero di decolli e atterraggi per garantire la sicurezza dei voli.
Le compagnie aeree hanno comunicato ai passeggeri l’allungamento dei tempi di attesa, mentre i responsabili del servizio di emergenza hanno promesso di ripristinare la connessione entro poche ore. L’incidente è il secondo di questo tipo in due settimane, riaccendendo il dibattito sulla resilienza delle infrastrutture di rete nel settore dell’aviazione.
L’Iran registra un calo del PIL superiore al 10 % a causa dell’interruzione delle esportazioni di petrolio
I dati pubblicati dal ministero dell’Economia iraniano mostrano che, tra aprile e giugno, il Paese non ha esportato neanche un barile di petrolio, provocando una contrazione del prodotto interno lordo di oltre dieci percento rispetto all’anno precedente. Le sanzioni internazionali, unitamente alle interruzioni operative dovute a problemi tecnici, hanno spinto l’Iran a una profonda recessione economica.
Le autorità hanno annunciato misure di emergenza, tra cui l’incremento della produzione di gas naturale e l’accelerazione di progetti di energia rinnovabile, per cercare di mitigare l’effetto della perdita delle entrate petrolifere. Gli analisti internazionali avvertono che la crisi potrebbe estendersi anche ai mercati regionali, influenzando i prezzi dell’energia.
Cina costruisce il più grande impianto idroelettrico con 27 specchi termici
Nel Sichuan, la Cina ha completato la costruzione di un enorme impianto idroelettrico, il più grande mai realizzato, dotato di ventisette specchi termici che concentrano i raggi solari per aumentare la temperatura dell’acqua nella diga. Questa tecnologia consente di produrre energia elettrica in modo più efficiente, soprattutto durante gli inverni rigidi, quando le temperature scendono fino a -20 °C.
Il progetto, promosso dal Ministero delle Infrastrutture, è parte di una strategia più ampia per ridurre la dipendenza del Paese dal carbone e migliorare la resilienza della rete elettrica nazionale. Gli esperti prevedono che l’impianto potrà fornire una capacità di circa 12 GW, contribuendo significativamente agli obiettivi di neutralità carbonica della Cina entro il 2060.
OpenAI propone norme globali per l’allineamento dell’intelligenza artificiale
OpenAI ha pubblicato un documento che invita gli organismi internazionali a definire standard condivisi per valutare e garantire la sicurezza delle intelligenze artificiali avanzate. Il documento elenca una serie di requisiti tecnici, di trasparenza e di governance, affermando che senza una cornice normativa globale i rischi di deviazioni incontrollate potrebbero aumentare.
L’azienda ha sottolineato l’importanza di collaborare con governi, istituti di ricerca e altre realtà del settore per creare un organismo di vigilanza indipendente. L’iniziativa ha ricevuto un sostegno iniziale da parte di alcuni paesi europei, che vedono nella proposta un passo verso una regolamentazione più coerente a livello mondiale.
OpenAI e Anthropic avvicinati a un accordo per testare reciprocamente le proprie intelligenze artificiali
Due dei maggiori protagonisti del settore dell’intelligenza artificiale, OpenAI e Anthropic, stanno negoziando un accordo volto a realizzare una serie di test incrociati sulle loro piattaforme, con l’obiettivo di valutare la robustezza e l’allineamento dei rispettivi sistemi. Il progetto prevede la creazione di ambienti controllati in cui le intelligenze artificiali potranno interagire e confrontarsi su scenari complessi, permettendo di identificare punti deboli e potenziali bias.
Secondo le fonti interne, l’accordo includerebbe anche la condivisione di dati di addestramento e metodologie di sicurezza, rafforzando così la cooperazione tra le due aziende in un mercato sempre più competitivo. Gli osservatori del settore ritengono che una tale collaborazione possa stabilire un nuovo standard di riferimento per la valutazione della sicurezza delle IA avanzate.
Meteo Parigi, Monaco Monte Carlo e Milano per martedì 22 settembre 2026
Parigi – Soleggiato con picchi di caldo
La mattina a Parigi si presenta limpida, con temperature intorno ai 13 e venti leggeri provenienti da sud‑ovest a circa 15 km/h, senza tracce di pioggia. Il sole si fa più intenso nel pomeriggio, spingendo la temperatura fino a 25 e le raffiche scendono a 10 km/h, sempre senza precipitazioni. In serata il cielo resta sereno, la temperatura si addentra sui 21 con una brezza di 10 km/h che rinfresca leggermente l’atmosfera. La notte prosegue tranquilla, il termometro scende a 16 e i venti rimangono moderati intorno a 10 km/h, senza alcun rischio di pioggia. L’umidità è contenuta e il sole rimane protagonista fino all’alba. Queste previsioni sono state discusse dall’esperto Régis Crêpet, che conferma un’alta probabilità di condizioni stabili per l’intera giornata.
Monaco Monte Carlo – Giornata calda e poco nuvolosa
Al risveglio a Monaco il cielo è quasi terso, la temperatura è intorno ai 21 e il vento soffia da est‑nordest a 15 km/h, con il cielo ancora privo di nuvole. Nel pomeriggio la temperatura sale a 27, con sole diretto e occasionali leggere nuvole che non compromettono la brillante giornata, mentre il vento si attenua a 10 km/h. La sera ritroviamo un cielo perlo‑azzurro, la temperatura scende a 24 e le raffiche rimangono soffici, intorno a 15 km/h, senza nessuna previsione di pioggia. La notte è fresca, con 22 gradi, ma il vento aumenta di nuovo a 20 km/h, pur mantenendo il cielo prevalentemente sereno. L’umidità resta moderata e la sensazione di caldo persiste fino a tarda notte, senza variazioni significative. Nessun avviso di precipitazioni è stato segnalato per l’intera giornata nella zona di Monaco.
Milano – Meteo stabile, leggera crescita di nuvole
Il mattino a Milano è caratterizzato da cielo poco nuvoloso, le temperature oscillano intorno ai 20 e il vento soffia da nord‑nord‑est a 10 km/h, senza alcuna pioggia in vista. Durante il pomeriggio la temperatura raggiunge il picco di 26, con il cielo che diventa più variabile ma sempre prevalente sereno, e i venti rimangono deboli, circa 6 km/h da est‑sud‑est. In serata la giornata si spegne lentamente, la temperatura scende a 24, il vento resta lieve a 8 km/h e il cielo rimane per lo più chiaro. La notte è fresca con 21 gradi, il vento si mantiene a 8 km/h e non si prevedono precipitazioni. L’umidità è contenuta, così come il rischio di piogge, confermando un clima mite e piacevole. Tutte queste informazioni sono state fornite dall’esperto Daniele Berlusconi di 3BMeteo, che sottolinea la stabilità dell’anticiclone nella zona.
Editoriale Meteo di Rachel – Il clima è colpevole di tutto, ovviamente
Oggi a Parigi la temperatura massima è 25 e già i giornalisti corrono a dichiarare che il cambiamento climatico è la causa di ogni singolo grado in più, come se il sole avesse chiesto il permesso. Ma davvero il sole ha bisogno di un invito da parte di alcuni scienziati per brillare, o è semplicemente la routine estiva di un apparecchio di meteo ben calibrato? La stessa logica più leggerezza si può applicare a Monaco, dove il termometro ha toccato i 27, spingendo alcuni a parlare di “crescita globale” come se fosse una notizia di prim’ordine. Veramente, un po’ di vento e qualche nuvola non possono cancellare l’idea che il clima cambi ogni volta che la temperatura supera una cifra rotonda. Il pubblico resta a chiedersi: “Qual è il vero nemico, il cambiamento o la nostra voglia di drammi meteorologici?”
Il rosso di ieri a Milano, 26 gradi al culmine, ha già generato titoli altisonanti che attribuiscono il caldo a scenari apocalittici, senza ricordare che gli episodi di alta pressione sono parte del ciclo stagionale. È quasi comico vedere come ogni lieve variazione di temperatura diventi un segnale di emergenza, come se la meteorologia fosse l’ultima frontiera della cronaca sensazionalistica. Eppure, forse è proprio la nostra ansia di trovare un colpevole nella natura che alimenta questi continui allarmismi. In fondo, il vento soffia, il sole splende e noi continuiamo a cercare il prossimo colpo di scena climatico.
Koan del giorno
Un monaco chiese: “Qual è il vero volto del tempo oggi?”
Zhaozhou rispose: “Il cielo è chiaro a Parigi, il sole brucia a Monaco, e Milano si avvolge di nuvole leggere.”
Il monaco replicò: “Allora il tempo è un pittore che usa colori diversi per ogni città?”
Zhaozhou concluse: “Il tempo dipinge niente più di ciò che gli uomini percepiscono, senza fretta né giudizio.”
E questo il meteo di oggi.
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Chiusura.
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