Radio Nizza, arriva Italia in Groove

Intervista a Sly
Notiziario Week End
Badinter al Panthéon: Un omaggio macchiato da un gesto vergognoso
La Francia ha reso omaggio a Robert Badinter, l’ex Guardasigilli e figura emblematica dell’abolizione della pena di morte, con una solenne cerimonia di “panthéonisation”. Un evento toccante, segnato da momenti di grande emozione, inclusa la canzone di Julien Clerc e il discorso del Presidente Emmanuel Macron, che ha promesso di portare avanti la lotta di Badinter per l’abolizione universale. L’ingresso di Badinter nel tempio dei grandi uomini francesi, il quinto sotto la presidenza Macron, testimonia il profondo rispetto della nazione per i suoi principi e le sue innumerevoli battaglie per i diritti civili, dall’uguaglianza per gli omosessuali alle condizioni dei detenuti.
Tuttavia, questo momento di unità e celebrazione è stato crudelmente offuscato dalla profanazione della sua tomba a Bagneux. Un atto che ha lasciato “vergognati” e “in collera” molti francesi accorsi per rendergli omaggio, gettando un’ombra amara su un giorno che avrebbe dovuto essere esclusivamente di ricordo e gratitudine.
Economia Francese: La Banca di Francia conferma la crescita, ma il malcontento sociale sale
Nonostante il clima di incertezza politica, la Banca di Francia ha mantenuto la sua previsione di crescita dello 0,3% per il terzo trimestre. L’attività economica, i portafogli ordini e l’andamento dei prezzi confermano le tendenze osservate in precedenza, fornendo un barlume di stabilità. Tuttavia, il fronte sociale è in fermento: l’intersindacale del BHV di Parigi ha indetto uno sciopero per oggi, venerdì, per protestare contro l’imminente arrivo del gigante del fast fashion Shein, temendo un impatto negativo sulle condizioni di lavoro e sull’identità del grande magazzino.
BFM gela gli entusiasmi
Ma BFM Business racconta questa mattina di una situazione ben diversa: deficit previsto al 5% (contro il 4.5% prima della caduta del non-governo Lecornu) e legge finanziaria che sara’ – affermano facendoci sobbalzare dalla sedia – identica a quella di Bayrou, indipendentemente dalla possibilita’ che Macron chiami al governo un uomo di sinistra. Motivo? Non ci sono i tempio tecnici per cambiarla.

Editoriale di Rachel – Crescita con sciopero incorporato, o l’arte del tango economico francese?
Ah, la Francia: terra di paradossi dove l’economia danza un tango maldestro, un passo avanti e due di lato, con il fiato corto per il malcontento che le stringe la vita. La Banca di Francia, con la sua aria da oracolo impassibile, ci rassicura: crescita zero virgola tre per il terzo trimestre, confermata da portafogli ordini gonfi e prezzi che non schizzano (ancora). Un barlume di stabilità in mezzo al caos politico, dove i governi cadono come castagne d’autunno e Macron sembra pescare ministri a caso dal suo cappello da prestigiatore. Tutto fila liscio, dicono, come un caffè crème senza schizzi.
Ma poi, eccoci al fronte sociale, che ribolle come una pentola dimenticata sul fuoco. L’intersindacale del BHV di Parigi – sì, quel tempio del consumo parigino – ha tirato fuori i cartelli e gli striscioni per uno sciopero oggi, venerdì, contro l’arrivo di Shein, il colosso del fast fashion che promette di vestire il mondo in due minuti e mezzo. Paura per i posti di lavoro, per l’identità del grande magazzino che rischia di diventare un bazar di cineserie low-cost. E mentre i commessi marciano, immagino i turisti spaesati: “Scusi, è in sciopero o è la nuova collezione autunnale ispirata alla rivoluzione?”
E non è finita. BFM Business, con il suo tono da bollettino di guerra finanziaria, ci sbatte in faccia un deficit che sale al 5% – da quel 4,5% di prima della caduta del non-governo Lecornu – e una legge finanziaria che, udite udite, sarà identica a quella di Bayrou. Indipendentemente da chi Macron tiri fuori dal cilindro stavolta, magari un uomo di sinistra con baffi alla Che Guevara. Motivo? Mancano i tempi tecnici per cambiarla. Geniale, no? Un capolavoro di immobilità dinamica: promettiamo rivoluzioni, ma il bilancio resta lo stesso, come un menu fisso in un bistrot dove il cuoco ha finito le idee. Cambiamo tutto per non cambiare nulla, e il popolo applaude (o sciopera, a seconda del quartiere).
Ricordiamo che le opinioni espresse da Rachel non necessariamente corrispondono a quelle delle redazioni di Radio Nizza o Centrale Milano.

Koan del giorno
Un monaco chiese a Zhaozhou: “L’economia ha la natura della crescita o no?” “Sì,” rispose Zhaozhou. “Allora perché il deficit si gonfia come un pallone forato?” “Perché cresce quel che deve crescere, e il buco è solo l’eco del vento politico.”
Un’altra volta un monaco chiese a Zhaozhou: “L’economia ha la natura della crescita o no?” “No.” “Tutti i trimestri promettono barlumi di luce. Perché questo no?” “Perché lo sciopero la sveglia dal sogno della stabilità, e nel fermento trova la sua vera misura.”.
Ma torniamo alle notizie.
Francia nel Caos Politico: Macron cerca una via d’uscita tra crisi di governo e riforme
La Francia è più che mai nel pieno di una crisi politica, con il Presidente Emmanuel Macron impegnato in consultazioni serrate per nominare un nuovo Primo Ministro. L’obiettivo è trovare una “piattaforma di stabilità” che possa unire la sinistra senza alienare la destra, un’impresa ardua in un panorama frammentato. Nonostante l’incertezza, il ministro dell’Economia dimissionario, Roland Lescure, ha rassicurato i partner europei, affermando che la Francia avrà un bilancio per il 2026 e rispetterà i suoi impegni.
Intanto, i leader delle principali forze di sinistra, Olivier Faure (PS), Marine Tondelier (Ecologisti) e Fabien Roussel (Comunisti), hanno lanciato un appello congiunto a Macron, chiedendo una coabitazione con un Primo Ministro proveniente dalla sinistra, per porre fine a quello che definiscono un “caos istituzionale”. Sophie Binet della CGT ha rincarato la dose, sostenendo che Macron è “pronto al caos istituzionale” e ha esortato a proseguire le mobilitazioni sociali, specialmente contro la riforma delle pensioni, la cui sospensione è ora sul tavolo come possibile soluzione per placare gli animi.
Il Governo Israeliano dà il via libera al piano di Trump per la liberazione degli ostaggi
Il governo israeliano ha ufficialmente approvato l’accordo di cessate il fuoco e liberazione degli ostaggi, frutto del piano proposto dall’ex presidente americano Donald Trump. Questa decisione, presa in un momento di grande tensione, mira a garantire il rilascio di “tutti gli ostaggi” entro il prossimo lunedì. Secondo le prime bozze del piano, il cessate il fuoco dovrebbe entrare in vigore immediatamente dopo l’approvazione formale da parte del gabinetto di sicurezza israeliano. La mossa arriva dopo due anni di conflitto estenuante, con la Striscia di Gaza che si presenta come un cumulo di macerie, dalle scuole ai cimiteri, testimoniando i devastanti ravagi di una guerra senza fine. L’annuncio rappresenta una svolta significativa, che potrebbe cambiare le sorti di una regione martoriata.
Caso Jubillar: Testimonianze contrastanti aggravano la posizione dell’accusato
Il processo per la scomparsa di Delphine Jubillar continua a tenere con il fiato sospeso la Francia, con nuovi inquietanti sviluppi. Due ex compagne dell’accusato, Cédric Jubillar, hanno fornito testimonianze diametralmente opposte ma ugualmente incriminanti. Le loro dichiarazioni, rese in tribunale, hanno messo ulteriormente sotto pressione Cédric, che ha sempre negato ogni coinvolgimento nella sparizione della moglie. L’uomo, confrontato con le accuse, ha replicato di sentirsi “condannato prima ancora del processo”, lamentando una giustizia mediatica e sommaria. Tra le testimonianze più controverse, quella di un ex compagno di cella a cui Jubillar avrebbe confidato di aver nascosto il corpo della moglie, affermazione che l’accusato liquida come “uno scherzo di cattivo gusto”. La madre di Cédric è attesa in aula per deporre, in un tentativo di fare luce su uno dei misteri più dibattuti degli ultimi anni.
Giustizia: Condanna più severa in appello per il caso Mazan
Si chiude con una condanna più severa il processo d’appello per Husamettin Dogan, l’unico imputato nel raccapricciante caso di violenze di Mazan ad aver presentato ricorso. La corte d’assise d’appello del Gard lo ha condannato a dieci anni di reclusione criminale, un anno in più rispetto ai nove inflitti in primo grado per le violenze subite da Gisèle Pelicot. La decisione, giunta nella città di Nîmes, conferma la linea dura della giustizia francese contro reati di tale gravità.
Inchiesta a New York: Il Procuratore Generale Letitia James incriminata
Letitia James, il Procuratore Generale dello Stato di New York e nota oppositrice di Donald Trump, è stata incriminata in Virginia con l’accusa di falsificazione di documenti personali relativi a richieste di mutui immobiliari. Questa magistrata afroamericana, che in passato ha portato avanti cause legali di alto profilo contro l’ex presidente, si trova ora sotto inchiesta, con accuse che il suo staff ha definito politicamente motivate. La notizia aggiunge un ulteriore tassello al complesso mosaico di vicende giudiziarie e politiche che circondano l’attuale scenario americano.

Meteo Parigi: Una Giornata dal Volto Mutevole
A Parigi, venerdì 10 ottobre 2025, il cielo si presenterà con un volto cangiante, alternando momenti di copertura a brevi schiarite. Le temperature odierne si collocheranno in un intervallo compreso tra 11 e 18°C, valori che si allineano con le medie stagionali per questo periodo dell’anno. Questo pomeriggio, il cielo si manterrà molto nuvoloso, seppur con qualche timida schiarita. Le temperature raggiungeranno i 18°C, con una percezione di 19°C, accompagnate da raffiche di vento fino a 25 km/h provenienti da Nord-Est con una velocità costante di 10 km/h. L’indice UV si attesterà su un valore di 2 (debole), e non vi è alcun rischio di precipitazioni.
Durante la notte, il quadro meteorologico vedrà alternarsi schiarite a passaggi nuvolosi, talvolta consistenti. La temperatura scenderà a 13°C (percepiti 11°C), senza alcun rischio di precipitazioni e con raffiche di vento fino a 20 km/h.
Prospettive a Quindici Giorni: Un Ottobre Altalenante sull’Île-de-France
Guardando avanti, i prossimi quindici giorni sull’Île-de-France si annunciano con un clima tipicamente autunnale, caratterizzato da una spiccata variabilità e un nuovo fronte freddo. Dopo l’odierno alternarsi di nubi e schiarite, la giornata di sabato 11 ottobre vedrà temperature tra gli 11 e i 19°C, con un sole che si farà largo tra le nuvole. Domenica 12 e lunedì 13, il sole prenderà il sopravvento, con massime di 19°C e minime leggermente inferiori, attorno ai 9-10°C. La settimana successiva si aprirà con un clima ancora mite, per poi registrare un calo delle temperature verso la metà del mese, pur mantenendo condizioni prevalentemente asciutte e soleggiate, ma con qualche giorno più coperto verso il 18-19 ottobre.
L’editoriale di Rachel
Il “Fronte Freddo” che non fa più paura?
A leggere i titoli, verrebbe da pensare che l’Europa si prepari a un’invasione glaciale: “Arrivo del freddo sull’Europa: si installa un flusso continentale la prossima settimana”. Davvero? Ma stiamo parlando di ottobre, o siamo già a gennaio inoltrato? Ogni anno, con l’avvicinarsi dell’inverno, il “freddo in arrivo” diventa il cavallo di battaglia per chi ama il sensazionalismo climatico. Un “flusso continentale” suona drammatico, quasi apocalittico, eppure in autunno le dinamiche atmosferiche sono tutt’altro che una novità. È il solito ritornello: un po’ di freddo in più della norma diventa subito un “evento eccezionale”, buono per riempire pagine e click. Certo, il clima cambia, ma la retorica dell’allarmismo sembra immutabile.
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Il Koan del Giorno
Un monaco chiese a Zhaozhou: “L’arrivo del freddo in Europa è una minaccia o un semplice respiro d’autunno?”
“Dipende dal titolo del giornale,” rispose Zhaozhou.
Il monaco, non contento, chiese: “Ma se il flusso continentale si installa la prossima settimana, non dovremmo prepararci a qualcosa di eccezionale?”
E Zhaozhou: “L’eccezionale è nell’occhio di chi guarda. Il saggio non si aggrappa al “freddo in arrivo” come a una spada di Damocle, ma accoglie il cambiamento stagionale, sapendo che ogni raffreddamento porta con sé il calore della prudenza, non del panico.
Chiusura
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