Oggi andiamo a visitare uno dei parchi più amati dai nizzardi e uno dei giardini preferiti…. dagli sposi! Andiamo al parco di Cimiez, che si trova sulla collina omonima. Si tratta di un vasto uliveto di 3,2 ettari, composto da migliaia di ulivi ultracentenari. Più frequentato dagli abitanti del luogo che dai turisti, è una vera e propria oasi di pace per rilassarsi durante il fine settimana, lontano dal caos della città. Picnic, passeggiate, partite di pétanque, il parco giochi Belle Époque: la domenica il parco di Cimiez si popola di famiglie in cerca di relax.
Qui si svolgono numerosi eventi tradizionali, come la Festa di Maggio (chiamata Festa Dei Mai o Lu Festin de Nissa) che vede ogni anno i nizzardi riunirsi per assistere a spettacoli e dimostrazioni di danze e musiche popolari e per approfittare delle numerose bancarelle che offrono specialità culinarie.
Qui tra il 1974 e il 2010 si è svolto anche iIl Festival del Jazz di Nizza, prima di essere traferito nel giardino Albert I, nel centro della città.
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Nel parco di Cimiez e nei dintorni
Accanto al parco ci sono il Museo Matisse, il Museo archeologico con il sito di Cemenelum e le famose arènes, i resti dell’antica arena romana.
Nelle immediate vicinanze si trova anche il Regina, un edificio costruito nel 1896 da Sébastien-Marcel Biasini. Era la casa della Regina Vittoria che vi soggiornava quando, su consiglio del suo medico, veniva a passare l’inverno in Costa Azzurra. Trasformato in appartamenti privati negli anni ’30, fu abitato anche da Henri Matisse.
Nel giardino si trova poi un parco di attrazioni e giostre degli anni ’30 accessibili ai bambini a partire dai 2 anni. Rinnovate, sono al 100% ecologiche, in quanto alimentate dalla forza manuale dei genitori! In una roulotte d’epoca vengono organizzati spettacoli di marionette.

Il Monastero di Cimiez
Il Monastero di Cimiez, composto dalla Chiesa di Notre-Dame de l’Assomption e dal Museo Francescano, merita una visita.
Furono i frati dell’Abbazia di Saint-Pons a costruirlo nel IX secolo. Nel 1543 fu raso al suolo durante l’assedio di Nizza e tre anni dopo i frati francescani lo acquistarono dalla confraternita benedettina. Dopo la Rivoluzione, l’esercito lo trasformò in caserma e poi in ospedale militare. Con la Restaurazione sarda poi il monastero fu restituito alla sua funzione originaria e divenne una chiesa parrocchiale sotto la direzione dei monaci. Nel XIX secolo, l’aggiunta delle facciate neogotiche e del portico gli conferì l’aspetto attuale.
Nella chiesa del XV secolo si possono ammirare tre importanti dipinti dell’artista nizzardo Louis Bréa: una Pietà, la Crocifissione e la Deposizione. Degna di nota è anche l’imponente pala d’altare barocca in legno intagliato. Il museo ripercorre la vita francescana a Nizza dal XIII secolo e ospita interessanti affreschi e opere d’arte.
Henri Matisse, Roger Martin du Gard, premio Nobel per la letteratura nel 1937, e Raoul Dufy sono sepolti nel cimitero adiacente.

I giardini del monastero
Il giardino del monastero è magnifico, con una vista che abbraccia gran parte della città, fino al mare. È il più antico giardino della Costa Azzurra. Si dice che la sua disposizione sia rimasta invariata dal 1546! Diverse varietà di fiori formano un mosaico di colori, mentre gli antichi pergolati sono ornati da rose rampicanti.
Aperti al pubblico nel 1927 dopo il rinnovamento dovuto all’ingegnere paesaggista Auguste-Louis Giuglaris, i giardini si aprono su un grande viale costeggiato da un lato da arcate di roseti rampicanti, per i quali il giardino è assai celebre, dall’altra da aiole punteggiate da aranci, limoni e mandarini. Olivi cipressi e magnolie affiancano pergole ombrose, pozzi antichi e fontane.

Non a caso questo luogo è uno dei preferiti dagli sposi che possono immortalare il loro giorno su uno sfondo di incredibile bellezza! Il luogo riceve normalmente la brezza marina, che lo rende particolarmente piacevole nelle calde estati della Costa Azzurra.
I giardinieri del Comune non utilizzano pesticidi e si impegnano a mantenere il sito nel rispetto dell’ambiente attraverso la pacciamatura, un’irrigazione limitata e la pulizia manuale.
(Foto di Antonella Fava©)
