Avete in mente un’iniziativa imprenditoriale concreta e realizzabile, con un chiaro Business Plan ?
Siete già un’azienda e volete espandervi in Francia e in Europa?
KH Holding potrebbe essere il partner in grado di finanziarvi.
Questa l’intervista con uno dei partner Herman Zampariolo.
L’intervista
Francia24: Per iniziare, puoi parlarci del tuo background e della tua attività attuale?
H.Z.: Buongiorno, mi chiamo Herman Zampariolo. Ho partecipato come docente, imprenditore e consigliere in vari ruoli, nella mia lunga vita imprenditoriale, da IBM a startup innovative quali Word Enenergy Rangers.
Ma la cosa più importante e recente è che sono diventato direttore partner di una banca di investimento, KH Holdings, che si occupa di finanziamenti per startup a livello paneuropeo, dalla Spagna all’Estonia e dalla Gran Bretagna alla Grecia. In questo quadro, voglio capire cosa si muove e cosa può essere aiutato a muoversi in questo ambiente, particolarmente in Francia, che secondo me ha prospettive promettenti ma ancora qualche difficoltà nell’emergere.
Francia24: Sei operativo principalmente su Italia e Germania, se ricordo bene?
H.Z.: No, in realtà ho progetti anche in Spagna e uno sempre gestito da una startup italiana in Indonesia.
Tra uno e cinque milioni di Euro
Francia24: Quindi la Francia e la Costa Azzurra dove siamo noi con Radionizza è una zona di possibile sviluppo. Puoi dirci qual è la dimensione dei progetti che finanziate e la tipologia?
H.Z.: La fascia tipica degli investimenti che offre la nostra investment bank verso suoi clienti – fondi, family office, investitori privati – è tipicamente tra uno e cinque milioni di euro, con qualche eccezione leggermente sotto e un po’ sopra.
C’è un focus sulle startup che hanno contenuto tecnologico, quindi difficilmente finanzieremo una catena di ristoranti.
In questo momento stiamo esaminando mobilità elettrica, intelligenza artificiale, quantum computing applicato alla crittografia. Genericamente cerchiamo progetti che abbiano contenuto high-tech e che non siano, come capita spesso sul mercato, solo “un’app e un po’ di buona volontà”.
Deve esserci qualcosa che non sia necessariamente brevettabile, ma che abbia qualche caratteristica distintiva, qualche tecnologia che abbia qualcosa di non unico ma abbastanza raro.
Francia24: A che punto dello sviluppo deve essere la società che chiede e ottiene un finanziamento? Deve essere già costituita e attiva sul mercato, o può essere anche allo stadio iniziale?
Startup
H.Z.: Potrebbe essere anche relativamente immatura, nel senso di startup che nascono in un incubatore accademico o simile, che hanno messo insieme qualcosa di più di un mazzo di slide ma anche qualcosa di meno di un prototipo completo – anche se almeno quello ci vuole.
Non necessariamente devono essere già market ready, quindi già con prodotto venduto e scambiato. C’è un trade-off tra l’importanza dell’idea e il grado di maturità, per cui si può intervenire anche su progetti relativamente giovani.
C’è un’altra idea di fondo interessante: c’è uno strano movimento determinato dalle tecnologie in ambito geografico. Paradossalmente, molti posti che fino a poco tempo fa erano fuori dalle mappe tradizionali dell’innovazione europea – che erano tipicamente nordiche come Gran Bretagna, Germania, Olanda, Scandinavia – stanno scendendo di latitudine. È un fenomeno che chiamo “californizzazione dell’Europa”.
Per esempio, ho trovato una discussione su una startup spagnola che estrae nanocarbonio dai rifiuti per migliorare le performance delle batterie. Anche il Sud Italia, dalla Puglia alla Sicilia, si sta muovendo.
La Francia è un paese terribilmente Parigi-centrico, mentre scendendo di latitudine è possibile sfruttare questo effetto di californizzazione. Tutto quello che occorre ora è banda larga, capacità di ricerca e localizzazione confortevole – se uno fa una startup, probabilmente preferisce stare in Costa Azzurra piuttosto che in periferia a Parigi.
Come si procede
Francia24: Qual è il processo esatto? Se ho due ragazzi con un progetto valido, come funziona tutto il meccanismo?
H.Z.: Innanzitutto va presentato alla banca uno “straccio di pitch” – 4, 5, 6, 8 slide, non 800 – che raccontino chi c’è nel team, come un biglietto da visita. Secondo componente necessario è un’idea di cosa si vuole fare nei prossimi tre anni, con un abbozzo di business plan che dica: sulla base di queste assunzioni razionali, possiamo pensare a un mercato così e individuare anche un mercato più ampio del “sotto casa mia”. Deve essere un’idea replicabile geograficamente.
Sottopponendo questi due elementi, la banca dà una risposta di massima. Abbiamo un meccanismo interno di valutazione basato su mercati, settori, numero di fondi rappresentati, che si traduce in uno score. Se fa più del 75-80% di credibilità di riuscire a reperire tramite la clientela della banca un investitore, accettiamo l’incarico.
Francia24: Come funziona economicamente per la startup?
H.Z.: Contrariamente alla tradizione delle banche d’investimento che hanno un modello dove chiedono soldi upfront per il ciclo di 2-3 mesi, noi abbiamo fatto uno sforzo per appiattire questo gradino. Una banca d’investimento normale potrebbe chiedere alcune decine di migliaia di euro, mentre noi li abbiamo ridotti a pochissime migliaia – per andare incontro al fatto che per una startup 5.000 euro per cercare 2-3 milioni può essere ragionevole, ma 20-30.000 potrebbero essere uno spaventa-passeri.
Abbiamo elaborato una modalità operativa che rende questo passo minimamente costoso. Solo nell’area tedesca abbiamo raccolto 2074 richieste, quindi immaginate lo sforzo della banca se dovesse seguirle tutte senza un minimo di ingresso.
Francia24: Quali sono i tempi per l’operazione?
H.Z.: Dalla mail iniziale con business plan, assumendo che abbia buone chance di successo, di solito volano 3-4 mesi. Questo include preparazione e redazione documenti, valutazione con tutti i criteri ufficiali di finanza (cash flow, net present value), per determinare razionalmente quanto vale il progetto.
Equity e quote societarie
Se io valgo 3 milioni oggi con questa idea e struttura, e chiedo 1,5 milioni per crescere, significa che alla fine la società ne varrebbe 4,5, quindi chi ha messo 1,5 vale un terzo di quello che ha investito. Questa valutazione deve avere razionali e misurabilità.
Francia24: Come funziona tecnicamente l’erogazione del fondo?
H.Z.: La banca lavora da sola, non c’è bisogno della presenza della startup durante le presentazioni al pool di clienti in Europa e Stati Uniti. Si fa la valutazione temporale del progetto e si erogano i soldi necessari.
C’è uno studio congiunto su quello che in gergo si chiama “use of funds” – marketing, assumere personale, espansione all’estero, acquisto macchinari, apertura nuovi siti.
Facendo numeri facili: se la startup vale 6 milioni e chiede 4, alla fine metto 4 milioni sul conto corrente e il nuovo investitore ha il 40% della società.
C’è il cosiddetto sovrapprezzo degli investitori: anche se la società ha 10.000 euro di capitale sociale, quando fa l’aumento di capitale si dice “io valgo 6 milioni per queste idee”, quindi se accetti questa valutazione e metti 4 su 10 totale finale, avrai il 40%.
Francia24: Cosa pensi del settore dell’intelligenza artificiale?
H.Z.: Sul tema dell’intelligenza artificiale, che occupa metà delle richieste che ci vengono fatte, sto vedendo una potenziale bolla a tutti i livelli – da quelli che sono semplicemente utenti di qualche API, a quelli che se ne inventano una, a quelli che l’applicano a qualche processo. C’è un po’ di “ebbrezza molesta” sul tema, anche perché siamo poco chiari sui modelli di business.
Quando leggo che OpenAI ha trovato qualcuno che la valuta 500 miliardi, sinceramente faccio fatica a vederne i razionali. Temo le famose bolle come quella del 2000 delle dot-com. Ho sempre dubbi sui modelli molto “eterei”. Mentre ho visto casi di successo più concreti, come una startup europea che si è stabilita in Indonesia e produce barche elettriche con pannelli solari per i pescatori – molto più umile ma con risultati tangibili.
Progetti finanziabili
Francia24: Quali progetti consideri più interessanti?
H.Z.: Progetti innovativi ma anche concreti. Ho collaborato molto con Israele, che considero il “28° stato dell’Unione” perché metà degli abitanti israeliani ha un passaporto europeo. Lì c’è effervescenza su cose concrete: apparati acustici con intelligenza artificiale per non udenti, medicina preventiva con diagnosi da remoto. Molte ottime idee che, senza essere nel metaverso o Second Life, si stanno comportando bene sul mercato.
Francia24: Come possono contattarvi gli interessati?
H.Z.: Posso lasciare la mia mail aziendale per chi ha qualche idea o abbozzo da sottoporre: hzampariolo@
Francia24: Grazie per il tempo che ci hai dedicato.
H.Z.: Grazie a voi, alla prossima.
