Le choix d’Edith, voyage musical à travers les chansons de Noël françaises : Douce Nuit (FR-On Air on MW 1575KHz)

Di Redazione Francia24
5 Dec 2024

Edith Spoon nous entraîne dans le monde magique des chansons de Noël. Cette fois-ci, le choix se porte sur un morceau qui n’est pas français, mais autrichien, bien qu’il soit devenu un patrimoine mondial : Stille Nacht /  Douce Nuit. Ce chant existe en centaines de versions dans des dizaines de langues, et l’histoire que Edith nous raconte – nous en sommes sûrs – touchera votre cœur

On Air on Christmast Eve and thusday 26/12 at at 00:01 CET. Also on Friday at 11:00 CET on Centrale Milano 1575 KHz in Milan, Italy.

Transcript (italian)

L’amore per la musica non viene mai per caso. Deriva da un’iniziazione. Sono curiosa, qual è stata la vostra? Da parte mia, ricordo tutti i dischi di mio padre: il rock dei Beatles, la calda voce di Fairuz, le opere di Mozart, Jacques Brel e Barbara… li ascoltavo in loop, e mi apparivano come veri tesori….

E se vi racconto questo, è perché la sera del 24, durante la vigilia di Natale, mentre da bravi bambini francesi aspettavamo i regali che credevamo caduti dal cielo, ascoltavamo con i miei fratelli un CD di cui non possiamo ancora fare a meno durante la vigilia: i più bei lieder tedeschi. E il primo era quello… il canto natalizio per eccellenza.

Che si sia credenti o no, “Astro del Ciel” tocca per la sua tenera bellezza. Vi si canta la natività, la nascita di Gesù, accanto a Maria, Giuseppe, l’asino e il bue. Tradotto in più di 330 lingue, questo canto originariamente cristiano viene oggi suonato fino in Cina, dove la versione in mandarino diventa sempre più popolare, la sera di una festa che prima i cinesi non celebravano. Certo, è superato da Maria Carey, George Michael e Jingle Bells sulle piattaforme di streaming musicale, ma mi chiedo, e se la potenza della sua melodia provenisse dal suo carattere sacro? Per rispondere a questo, immergiamoci nella storia di questa ninna nanna che sembra emersa dalla notte dei tempi.

Prendete Oberndorf, un piccolo villaggio austriaco nel 1818, ancora scosso dal disastro delle guerre napoleoniche. A quell’epoca, le notti erano molto più pericolose che calme e accoglienti: erano fredde e percorse da banditi di strada. Fate venire il prete poeta Franz Xaver Gruber nel cuore di questo villaggio del Tirolo. Aggiungete una buona dose di ispirazione, un amico musicista, Joseph Mohr, e il fantasma di Mozart, nato a Salisburgo, proprio lì accanto. Cospargete di fiocchi di neve. Individuate la Chiesa di San Nicola. Preparatevi il presepe e accendete la più bella delle stelle sul suo campanile. Chiamate a messa l’intero villaggio. Fateli entrare. L’organo è rotto? Tirate fuori una chitarra, e ascoltate Joseph Mohr e Franz Xaver Gruber suonare. Otterrete Astro del Ciel. Inebriatevi di pace, piangete se volete, e soprattutto, dopo averla ascoltata, diffondetela in tutto il mondo…..

È più o meno quello che è successo. Dopo essere stata creata il 24 dicembre 1818, Astro del Ciel fu notata da un costruttore di organi che passava di lì e che l’aggiunse al repertorio dei cantanti itineranti tirolesi. I cori la portarono nel 1827 alla Corte d’Inghilterra, a Mosca 5 anni dopo, e mentre le truppe di coristi andavano a cantare là, arrivò negli Stati Uniti nel 1839.

 

Questo brano riveste per me un’importanza particolare, perché adoravo ascoltarlo da piccola, ai piedi dell’albero, ma anche perché ho imparato più tardi che è stato cantato sul Fronte della guerra 14-18, in Champagne, la sera del 24 dicembre 1914. Non massacrato no! Cantato! A lungo occultata, questa storia è stata raccontata in un bellissimo film francese: Joyeux Noël di Christian Carion. Mentre i soldati cominciavano a seppellirsi nelle trincee e a perdere ogni speranza, la magia operò. Tedeschi, Britannici e Francesi si risposero non a colpi di cannone ma a colpi di canzoni. Si dice che il tenore tedesco, Walter Kirchhoff, venuto a fare un recital per risollevare il morale delle truppe, sia stato applaudito dagli altri campi, che hanno poi ripreso Astro del Ciel nella loro lingua. La musica riuscì l’impossibile e riavvicinò uomini che tutto destinava a odiarsi. La bellezza di una voce che trafigge la notte, e ci fa dimenticare per un istante di pace, che l’altro è nemico. fate risuonare il suo carattere misterioso e sacro. Non siamo obbligati a credere in Dio, invece, possiamo credere che questo canto permetta di federare là dove c’è discordia, di diffondere dolcezza e armonia per l’anno a venire…. Cosa avete chiesto a Natale? Io, la magia.