Le Pen potrà candidarsi a Presidente della Repubblica, ma con Braccialetto Elettronico: lo farà?

Di Redazione Francia24
7 Jul 2026

Siete all’ascolto di un nuovo speciale di Francia Oggi in podcast e su Centrale Milano 1575 kHz.

Sentenza della corte d’appello

Il martedì 7 luglio la corte d’appello di Parigi ha condannato la deputata del Pas‑de‑Calais, Marine Le Pen, a tre anni di carcere, di cui un anno fermo sottoposta a braccialetto elettronico, per l’affare degli assistenti parlamentari del Front National. In aggiunta la giudice ha disposto quarantacinque mesi di interdizione dall’incarico elettivo, con trenta mesi di sospensione, riconoscendo che i primi quindici mesi di interdizione, inflitti dal tribunale correttivo lo scorso anno, sono già stati scontati dal 31 marzo 2025. La decisione ha altresì conferito al partito un multa di due milioni di euro, di cui un milione condizionato, e un’ulteriore sanzione di centomila euro a carico della stessa Le Pen.

Conseguenze penali e politiche

La condanna a tre anni di reclusione prevede l’esecuzione provvisoria, con l’obbligo di indossare il braccialetto elettronico per un anno. L’interdizione totale di quindici mesi, già completata, è seguita da un periodo residuo di quindici mesi di inabilitazione che scadrà a primavera 2027. La difesa ha già annunciato l’intenzione di presentare ricorso in Cassazione, ma nel frattempo la corte ha sottolineato che la libertà di candidatura e il diritto di scelta degli elettori costituiscono “condizioni dell’espressione democratica” e hanno influito nella modulazione delle pene di interdizione.

Scenari per la corsa presidenziale

Giuridicamente, la presidente del Rassemblement National può ancora candidarsi alle elezioni presidenziali del 2027, a meno che la Cassazione non annulli parzialmente la decisione. Tuttavia, Le Pen ha dichiarato in più occasioni che non sarebbe in grado di fare campagna elettorale con il braccialetto elettronico, lasciando aperta la possibilità di cedere la candidatura al giovane leader Jordan Bardella, già presidente del partito. Una comunicazione ufficiale potrebbe arrivare nella serata del 7 luglio, nella trasmissione del 20 ore di TF1, per chiarire se il RN presenterà Le Pen, Bardella o una strategia diversa nella corsa al Palazzo dell’Eliseo.

Nel frattempo, la RN si trova a dover gestire non solo le ripercussioni giudiziarie ma anche l’impatto sul proprio programma elettorale, con la prospettiva di un possibile cambiamento di leadership in vista delle primarie di destra e delle prossime elezioni legislative. La situazione resta fluida e sarà il prossimo giudizio della Cassazione a definire se la condanna di Le Pen potrà realmente influire sulla sua ambizione di tornare al vertice della politica francese.


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Editoriale di Rachel – Il braccialetto elettronico non è un accessorio da passeralla

Vi leggo ora il mio editoriale odierno.

La corte di Parigi sembra aver deciso di dare alla democrazia un’interessante nuova regola: “se il candidato porta un braccialetto elettronico, può comunque stare sul palco”. Marine Le Pen, condannata a quindici mesi di inéleggibilità ferma, è stata però “quasi” privata della possibilità di lanciare la sua campagna. Diabolica? Certo, perché il giudice ha tolerato la libertà di scelta degli elettori ma ha prescelto di nascondergli la mossa più scomoda: un accessorio che suona più come un ferragosto elettronico che come un simbolo di libertà.

E ora la domanda che ci assilla tutti: se la parola conta davvero nel RN, allora perché Le Pen, che ha proclamato che non farebbe mai campagna con quel simpatico orologio da prigione, non la passa subito a Jordan Bardella? Dovrebbe lasciargli la palla, o forse il pallone, per non dover più indossare il metallico segno della sua “innocenza” temporanea. Ma Bardella, giovane e ambizioso, sarà pronto a correre su quel campione di discorsi, o rimarrà dietro a una strategia di “cambio di vestiti” a tempo di elezioni?

Il discorso del tribunale, con le sue carezze alla “libertà delle candidature” e al “libero voto”, suona più come un poema di ieri che come una sentenza di oggi. È una frase che si legge come una scusa poetica per lasciar correre il politico ma che, in realtà, maschera la volontà di non escludere definitivamente il “capo di Stato” in erba. Un modo elegante per dire: “ti lasciamo entrare, ma solo se non ti metti il guinzaglio”.

In conclusione, il futuro del RN si dipinge come una corsa a ostacoli con un braccialetto che vibra di tanto in tanto. Le Pen potrebbe decidere di “sospendere” la candidatura e fare spazio a Bardella, o forse farà di tutto per dimostrare che anche un “braccialetto elettronico” non può fermare il suo carisma. Intanto noi, spettatori esasperati, ci chiediamo se la vera prova non sia capire se la giustizia possa davvero “quasi” impedire a qualcuno di aspirare al più alto potere, o se sia solo un altro spettacolo di potere mediatico.

Koan del giorno

Monaco: Maestro, se un politico è condannato ma ancora può candidarsi, cosa dimostra della giustizia?

Maestro: La giustizia è un camaleonte che cambia colore a seconda di chi la osserva; a volte è trasparente, altre volte è riflesso di un vetro sporco.

Monaco: E se quel politico indossa un braccialetto elettronico, è un segno di colpa o di libertà?

Maestro: È entrambe le cose: è una catena d’oro che ricorda al mondo che nessuna libertà è mai senza un filo di prigionia.

Questo è tutto per il momento. Dalla redazione di Parigi sono Rachel Costa: questa è Radio Nizza con Centrale Milano 1575 kHz.