Les enfants qui s’aiment – Koly tra le righe,Jacques Prévert

Di Marco Hugo Barsotti
9 Apr 2025

Les enfants qui s’aiment (I ragazzi che si amano) di Jacques Prévert, dipinge l’amore nella sua forma più pura e assoluta: il primo amore, quello che travolge e isola dal resto del mondo. Con soli tredici versi liberi, privi di punteggiatura, il poeta cattura l’intensità di un sentimento capace di rendere invisibile tutto ciò che è intorno, contrapponendolo alla freddezza del mondo adulto.

I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è soltanto la loro ombra
Che trema nel buio
Suscitando la rabbia dei passanti

La loro rabbia il loro disprezzo i loro risolini
la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Loro sono altrove ben più lontano della notte
Ben più in alto del sole
Nell’abbagliante splendore del loro primo amore.

La scena e l’immagine dei giovani amanti

La scena è semplice ma potente: due ragazzi si baciano contro le “porte della notte”, incuranti di ciò che li circonda. Sono soli, eppure non lo sono davvero, perché intorno a loro ci sono i passanti. Li guardano, li additano, li scherniscono. Ma perché? Perché ridere di due giovani che si amano con tale trasporto? La risposta è nascosta tra le righe della poesia: non è disprezzo, è invidia.

Les enfants qui s’aiment

L’invidia degli adulti: la reazione dei passanti

L’amore adolescenziale raccontato da Prévert è assoluto, totalizzante. Non conosce barriere, non si piega ai giudizi, non ha bisogno di essere spiegato. I ragazzi che si amano “non ci sono per nessuno”, perché sono immersi in una dimensione altra, lontana dal tempo e dallo spazio. L’accostamento tra “notte” e “giorno” con “lontano” e “alto” crea un effetto di sospensione, quasi a suggerire che l’amore autentico sia qualcosa di ultraterreno, capace di superare ogni confine.

Les enfants qui s’aiment

La luce accecante dell’amore giovanile

E proprio per questo l’amore dei ragazzi brilla di una luce accecante, un “abbagliante splendore” che i passanti non possono sopportare. Perché chi guarda da fuori, chi giudica, chi sorride con sufficienza, forse ha dimenticato cosa significhi sentirsi così: invincibili, leggeri, completamente immersi nel momento.

L’amore come simbolo di libertà

La poesia non è solo un inno all’amore giovane, ma un’esortazione a vivere il sentimento senza paura, senza vergogna, senza lasciarsi condizionare dagli sguardi degli altri. L’assenza di punteggiatura contribuisce a creare un ritmo fluido, quasi sospeso, come se i versi stessi fluttuassero nello spazio infinito in cui i ragazzi si trovano. Anche la disposizione dei versi, simile a un calligramma, sembra evocare un movimento libero, senza costrizioni, proprio come il loro amore.

L’amore che sfida ogni limite

Prévert ci ricorda che l’amore, quando è vero, non chiede permesso, non si piega alle regole del mondo. Esiste, splende, resiste. E chi lo vive davvero, anche solo per un attimo, può dire di aver toccato qualcosa di infinito.