Siete all’ascolto di un nuovo speciale di Francia Oggi in podcast e su Centrale Milano 1575 kHz.
Vacanze presidenziali e tavola sul mare
Il presidente Emmanuel Macron e la moglie Brigitte trascorrono le vacanze estive al forte di Brégançon, la residenza estiva della Repubblica francese. A pochi passi dalla dimora, nel quartiere Cabasson di Bormes‑les‑Mimosas, la coppia si concede regolarmente una sosta al ristorante La Cabasse, affacciato sulla baia e circondato dalla vista delle isole di Hyères. La vicinanza, a meno di duecento metri dal forte, rende il locale una tappa quasi obbligata per gli ospiti presidenziali, tanto da essere definita dal proprietario “il vicino di casa” del presidente.
Il menù in scena
La Cabasse propone una cucina mediterranea che mette al centro il pesce fresco e le specialità stagionali. Gli antipasti partono da un panino al prosciutto, formaggio e tartufi estivi, fino a una selezione di beignets fritti con salsa al chili. Le insalate, tra cui la classica Caesar, si collocano nella fascia di prezzo di ventuno euro. Per gli amanti del crudo, la tartare di tonno in stile sashimi e il tataki al sesamo arrivano a venticinque euro. La sezione carni offre dal burger alla costata di maiale, con il pavé di manzo che raggiunge i trentotto euro. I piatti di pesce spaziano dal filettino “fish and chips” a ventidue euro fino alla demi‑aragosta alla griglia, proposta più costosa a trentadue euro. Tra le paste troviamo spaghetti al salmone fresco e gravlax a ventiquattro euro, oppure tagliatelle alla crema di parmigiano, prosciutto e tartufo estivo a ventitré euro. A ogni portata si aggiunge un extra di cinque euro per il contorno a scelta, che può essere verdura, insalata, patatine, riso o altra pasta.
Dolci, gelati e bevande
Il dessert completa il pasto con una crème brûlée a otto euro, mentre il babà al rhum, l’éclair alla crema vanigliata, la pavlova alla frutta fresca e l’omelette norvegese si aggirano sui dodici euro. Le gelate sono proposte da tre euro per una pallina a sette euro per tre coni. Le bevande alcoliche hanno un supplemento di otto euro, mentre la panna montata costa tre euro. Per i più piccoli, fino a dieci anni, è disponibile un menù dedicato al prezzo di quindici euro.
Storia e gestione del locale
Di fronte ai cancelli del forte, a trenta metri dalla spiaggia, La Cabasse gode di una vista panoramica sul forte stesso, sulle isole di Hyères e sulla città omonima. Il ristorante è stato ristrutturato da Laurent Bondil, che ha trasformato un vecchio bistrot‑pizzeria in difficoltà in una struttura di media fascia, curandone personalmente l’offerta gastronomica. La presenza dei presidenti francesi a Brégançon è una tradizione che risale al 1968, anno in cui il forte è stato dichiarato residenza estiva presidenziale. Sebbene non siano pubblicamente confermate visite rituali di Macron ad ogni estate, la vicinanza del ristorante alla villa presidenziale ha reso La Cabasse un punto di riferimento per la stampa, i turisti e il personale di sicurezza durante i periodi di soggiorno.

Editoriale di Rachel – Il vero scandalo è il conto del ristorante del presidente
Vi leggo ora il mio editoriale odierno.
Che dire, cari lettori, di quando la stampa si prende una pausa dal discorso politico per parlare di demi‑aragoste e panini al tartufo del presidente? È quasi un rituale: “Macron ha speso 38 euro per un pavé di manzo, ma ha firmato una legge sulla biodiversità”. Ma chi ricorda davvero i numeri di un decreto quando la mente è ormai annebbiata dal profumo di cucina mediterranea? Questo è il vero scandalo: siamo più affamati di gossip gastronomico che di analisi dei bilanci statali.
E così, mentre i giornalisti “seriosi” si affannano a spiegare la politica estera francese, i titoli più condivisi sono quelli che svelano quanto costa un cocktail al Cabasse. Non è una coincidenza, è un trucco di mercato: il pubblico si ricorda del prezzo della panna montata, non del tasso di disoccupazione. In fondo, il data‑driven non serve a nulla se non a riempire le pagine di numeri che nessuno leggerà; è più facile memorizzare che il presidente ha potuto gustare una tartare di tonno a 25 euro a due passi dal forte.
Ma non fermiamoci al menu: il più grande paradosso è la variabile “extra 5 euro per contorno”. È quasi un’analisi fiscale in miniatura! Se la Francia dovesse davvero riformare le tasse, forse dovrebbe partire da questa logica: per ogni decisione politica, aggiungere un “extra” nascosto per i cittadini più ignari. Così, mentre i Macron si concedono una croccante caesar da 21 euro, noi ci chiediamo se dietro quel prezzo non si nasconda la prossima riforma delle pensioni.
Alla fine, la verità è che questi piccoli scoop alimentari hanno più risonanza sui social di una conferenza stampa. Il pubblico vuole sapere se il presidente può permettersi una bibita da 8 euro, non se può negoziare un accordo commerciale. E forse, proprio per questo, dovremmo smettere di peccare di seriosità e dare spazio a questi “dietro le quinte” che, in fondo, raccontano molto più della vita reale di un leader: la sua capacità di fare colazione con stile, a un passo dal forte, mentre il resto del paese lotta con il conto corrente.
Koan del giorno
Monaco: Maestro, perché il presidente spende così tanto per una demi‑aragosta a pochi metri dal suo rifugio?
Maestro: Perché il sapore di un lusso vicino è più digeribile di una tassa lontana; il piatto diventa il suo scudo contro le domande più amare.
Monaco: Ma se il cibo è solo una maschera, quale verità resta dietro il conto di 38 euro?
Maestro: La verità è che ogni euro speso a tavola è un voto silenzioso per chi, in cucina, decide chi può sedersi al tavolo della politica.
Questo è tutto per il momento. Dalla redazione di Parigi sono Rachel Costa: questa è FranciaOggi con Centrale Milano 1575 kHz.
