Mattarella a Monaco, prima visita di Stato di un Presidente italiano. Trascrizione completa dei discorsi del Principe Alberto II e del Presidente Mattarella

Di Redazione Francia24
3 Oct 2026

 

Introduzione

Una prima volta storica, in una storia comune lunga oltre sette secoli. Sergio Mattarella ha concluso al Museo Oceanografico di Monaco la sua visita di Stato nel Principato, la prima di un Presidente della Repubblica Italiana. Accompagnato dalla figlia Laura, il Capo dello Stato è stato accolto per due giorni dal Principe Alberto II, quasi settant’anni dopo la visita a Roma di Ranieri III e Grace Kelly. Nei due discorsi conclusivi sono emersi i temi principali del rapporto bilaterale. Il primo è la comunità italiana, che rappresenta un quinto dei residenti del Principato. Poi i dossier ancora aperti, dall’accordo sui servizi aerei all’accesso dei liguri alle cure mediche monegasche, e la cooperazione contro la criminalità economico-finanziaria. Infine la tutela del Mediterraneo, a cinquant’anni dall’accordo RAMOGE. Sullo sfondo, la serata all’Opéra Garnier con Cecilia Bartoli e un messaggio comune in favore del multilateralismo.


Il discorso del Principe Alberto II

Signor Presidente, Signora Laura Mattarella, Eccellenze, Signore e Signori, cari amici,

innanzitutto la Principessa Charlène, la mia famiglia e io desideriamo ringraziare il Signor Presidente per l’onore di questa visita. Si tratta di un evento eccezionale, soprattutto perché è la prima visita di Stato di un Presidente della Repubblica Italiana nel Principato di Monaco. La sua presenza qui tra noi, Signor Presidente, è dunque ricca di significato.

Se questa è una prima volta, è comunque lunga la nostra storia comune, anche familiare. Le nostre origini monegasche nascono dall’altra parte della frontiera, nel vostro Paese. Questo vale anche per me: sono più di sette secoli che i miei antenati hanno lasciato Genova per venire a Monaco.

Una comunità, molti dossier aperti

Molti monegaschi oggi sono strettamente legati all’Italia, e viceversa. Gli italiani rappresentano un quinto della popolazione residente a Monaco e sono la seconda comunità straniera del Principato. L’Italia e la Francia, del resto, sono gli unici Paesi ad avere un’ambasciata residente a Monaco.

La storia comune dei nostri due Paesi è anche una storia politica. Sono molto felice che Monaco partecipi come osservatore alle riunioni del Comitato di cooperazione frontaliera franco-italiano, nato con il Trattato del Quirinale. Il Principato fa parte inoltre della Comunità dell’italofonia, creata alla fine dello scorso anno. Ne abbiamo parlato anche in occasione della visita del vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari esteri Antonio Tajani.

Mi auguro che, nell’ambito di questi scambi sempre più stretti, potremo portare avanti molti temi di interesse comune. Penso per esempio all’accordo sui servizi aerei, di cui discutiamo da molti anni e che credo potrà presto aggiungersi agli accordi bilaterali dell’89. Penso anche all’accesso dei residenti della Liguria alle cure mediche fornite nel Principato di Monaco. Al di là di questi due temi, spero che potremo rafforzare la cooperazione tra i nostri Paesi. Penso in particolare alla Commissione di cooperazione amministrativa italo-monegasca, riattivata nel 2015.

Il mare, una battaglia comune

I nostri scambi non riguardano soltanto i rapporti bilaterali: abbiamo parlato, Signor Presidente, di molti altri argomenti. Siamo d’accordo su punti fondamentali come la tutela dell’ambiente e dell’ambiente marino, come testimonia la sua visita di oggi al Museo Oceanografico. Sono passati cinquant’anni dalla firma dell’accordo RAMOGE, e questa visita ci consente di constatare ancora di più quanto siamo vicini da questo punto di vista. L’Italia, peraltro, detiene oggi la presidenza di questo accordo. Sono certo che in futuro continueremo a confrontarci, perché l’Italia porta avanti questa battaglia per il futuro del nostro pianeta, come facciamo noi.

Signor Presidente, abbiamo parlato dei nostri legami politici e storici. Vorrei ora sottolineare anche l’importanza dei nostri rapporti economici. Le imprese italiane sono solidamente presenti nei settori chiave della nostra economia. Il telelavoro ha facilitato l’assunzione di frontalieri italiani, come hanno testimoniato, tra gli altri, i business forum tra Monaco e l’Italia. I nostri due Paesi condividono dunque la volontà di promuovere l’innovazione, gli investimenti e il partenariato tra le nostre aziende.

Al di là dell’aspetto economico, la comunità italiana svolge un ruolo fondamentale nella vita del Principato, grazie alla sua presenza, al suo lavoro e al suo impegno nella vita sociale e culturale. Ogni giorno vediamo vivere il rapporto privilegiato che ci lega, e sono certo che continuerà nei prossimi anni.

«Un’amicizia fedele»

Il nostro rapporto storico è ricco e fecondo. Ma, Signor Presidente, Signora Laura, che cos’è questo nostro rapporto? È un rapporto di amicizia: un’amicizia fedele e solida, messa alla prova due volte in passato, che la vostra presenza rafforza ancora una volta.

A nome di tutti i monegaschi, tengo a ringraziarla, Signor Presidente, e a dirle che può contare su di me per arricchire in futuro la lunga storia comune tra Monaco e l’Italia. Grazie ancora, Signor Presidente, e, come ho detto ieri sera: viva l’amicizia tra il Principato di Monaco e l’Italia! Grazie mille a tutti.


Il discorso del Presidente Sergio Mattarella

Desidero anzitutto rinnovare a Sua Altezza Serenissima il Principe Alberto II il ringraziamento per il clima di amicizia con cui sono stato accolto, insieme a mia figlia e alla delegazione che mi accompagna. Sono lietissimo di aver effettuato questa visita di Stato quasi settant’anni dopo la storica visita del Principe Ranieri III e della Principessa Grace a Roma. Era una visita a cui tenevo, e ringrazio il Principe per l’invito.

In questi due giorni abbiamo toccato con mano, in maniera ancora più intensa, ciò che già sapevamo: la profondità dei vincoli che legano il Principato di Monaco e l’Italia e i nostri popoli. Come ha ricordato, Altezza, ci unisce una lunga storia di contatti e di vicinanza, non soltanto geografica ma anche culturale e umana.

Gli italiani di Monaco e la cultura

Questa vicinanza è arricchita dalla presenza della comunità italiana a Monaco. Poc’anzi ho incontrato un buon numero di connazionali che vivono qui. Sono stati accolti con grande disponibilità e contribuiscono dinamicamente alla vita del Principato.

Vorrei ringraziare Sua Altezza anche per la serata di ieri. Il concerto all’Opéra Garnier è stato uno straordinario momento d’arte, all’interno di un vero gioiello. Cecilia Bartoli ne è stata protagonista insieme all’orchestra e al coro. Per l’Italia è motivo di orgoglio che le sia affidata la direzione del teatro.

Desidero ringraziare il Principe Alberto II anche per l’opera di rafforzamento dei rapporti culturali con tanti comuni italiani. Questo avviene attraverso l’adesione alla Comunità dell’italofonia e il rapporto con i numerosi luoghi grimaldiani in Italia. È un legame non soltanto storico ma di amicizia, una costellazione di luoghi di amicizia tra il Principato e l’Italia.

Cooperazione, economia e lotta alla criminalità finanziaria

Vorrei ricordare anch’io, come ha fatto il Principe, l’importante lavoro svolto dalla Commissione mista, che ha affrontato temi di comune interesse come la sicurezza sociale, i trasporti e gli investimenti. È una cooperazione arricchita anche dalla dimensione transfrontaliera. Per questo è importante la partecipazione del Principato, come osservatore, al Comitato di cooperazione transfrontaliera previsto dal Trattato del Quirinale tra la Francia e l’Italia.

Esprimo inoltre grande apprezzamento per la rafforzata cooperazione tra i nostri Paesi nel contrasto alla criminalità organizzata economico-finanziaria. Lo scorso aprile è stato firmato un memorandum d’intesa con la Guardia di Finanza. È un altro piano su cui collaboriamo con grande efficacia.

Come ho ricordato, Altezza, i rapporti economici sono intensi e crescenti. Le nostre economie sono fortemente integrate e le nostre imprese collaborano tra loro. È un aspetto di grande rilievo, che si giova del clima di amicizia tra i nostri Paesi.

Sport, multilateralismo e diritti

C’è un altro aspetto che ritengo particolarmente importante. Lo ha messo in evidenza la presenza del Principe Alberto II, della Principessa Charlène e dei loro figli alle Olimpiadi invernali e ai Giochi del Mediterraneo. Il Principato, così come l’Italia, attribuisce grande valore allo sport sul piano sociale, della formazione dei giovani e di relazioni internazionali sane e corrette. L’impegno del Principe e della Principessa Charlène su questo piano è particolarmente rilevante.

Ieri abbiamo parlato anche di alcuni temi generali. Come ha ricordato il Principe, condividiamo la convinzione che il multilateralismo sia indispensabile e vada garantito come modalità corretta e positiva di relazione nella vita internazionale. Abbiamo affrontato inoltre i tanti problemi dell’attuale scena internazionale, registrando una costante e piena sintonia. Siamo ispirati ai valori della pace, della libertà, dell’integrità e della pari dignità di ogni Stato, della tutela dello Stato di diritto e dei diritti umani.

Il Mediterraneo, «mare di civiltà»

Sono lieto di concludere questa visita qui al Museo Oceanografico, punto di riferimento mondiale. Lo è perché ospita a Monaco l’istituto internazionale che si occupa del mare, ma anche perché è un luogo di scienza. È nato per raccogliere testimonianze e per approfondire ciò che in realtà conosciamo ancora ben poco: i fondali marini. L’impegno del Principato di Monaco su questo piano è particolarmente prezioso per la comunità internazionale. Lo è anche la sua sensibilità per la tutela dell’ambiente in tutte le sue sfaccettature. Qui fu grande l’impegno del Principe Alberto I, lo scienziato che ha spinto il mondo verso la conoscenza e la tutela del mare.

Non a caso abbiamo ricordato poco fa i cinquant’anni dell’accordo RAMOGE. Da Saint-Raphaël a Monaco a Genova si è creata un’intesa esemplare per la tutela del mare, in questo caso del Mediterraneo. Come abbiamo detto ieri, il Principe e io, desideriamo che torni a essere un mare di civiltà e di unione. Non deve più essere un mare attraversato da crisi umanitarie particolarmente gravi.

In conclusione, Altezza, desidero ringraziarla ancora per l’accoglienza di questi due giorni e per gli incontri che abbiamo avuto. Sono convinto che i legami tra i nostri Paesi ne usciranno ulteriormente rafforzati. Le rivolgo naturalmente l’auspicio di poterla rivedere presto in Italia. Grazie, Altezza., Grazie, Grazie.