Fondato nel 1989, il Museo Internazionale della Profumeria, è l’unico museo del suo genere al mondo. Si trova nell’emblematica città di Grasse, culla della profumeria di lusso in Francia. Il museo, che è una vera e propria testimonianza della storia tecnica, estetica, sociale e culturale della tradizione dell’uso dei profumi a livello internazionale, ne affronta la storia in tutti i suoi aspetti: materie prime, fabbricazione, industria, innovazione, commercio, design, usi, e lo fa attraverso forme molto diverse — oggetti d’arte, arti decorative, tessuti, testimonianze archeologiche, pezzi unici o di produzione industriale.
Se le collezioni del museo presentano un vasto insieme storico che abbraccia diverse migliaia di anni e proviene da tutti i continenti, il suo obiettivo è anche quello di raccontare l’avventura del profumo a Grasse dal XVIII secolo: un’eccezionale storia di successo che è al tempo stesso tecnologica, industriale, economica e finanziaria.
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Le collezioni
Seguendo una cronologia storica occidentale — Antichità, Medioevo, epoca moderna e contemporanea — il museo è organizzato in cinque sezioni, ognuna delle quali rappresenta un periodo storico e affronta anche temi attuali.
In tutte le civiltà, i profumi hanno dato origine a un’incredibile produzione di oggetti preziosi e raffinati, in materiali rari come alabastro, terracotta smaltata, ceramica, vetro e metalli battuti. Attraverso eccezionali collezioni di oggetti e di diverse tecniche industriali, il museo ripercorre la storia dei profumi, dei saponi, dei trucchi e dei cosmetici negli ultimi quattromila anni.

L’Antichità: Egitto..
Tra tutte le civiltà antiche, l’Egitto può essere considerato la culla della profumeria. Il profumo svolgeva un ruolo importante nei rituali religiosi e profani, e gli Egizi sono famosi per aver padroneggiato molto presto le composizioni profumate utilizzate per fumigazioni, unguenti, oli profumati e imbalsamazioni. Non disponendo di materie prime, l’Egitto si riforniva in paesi lontani, come dimostrano l’incenso del leggendario Paese di Punt o il ginepro del Sahara. I sacerdoti egiziani, considerati i primi profumieri, elaboravano preparazioni di altissima qualità, come il Kyphi, riservato alle cerimonie rituali e alla corte reale.
…Grecia
Nella Grecia antica gli usi del profumo si sviluppano e diventano parte della vita quotidiana: vengono utilizzati per guarire, sedurre e profumare la casa. Pur continuando a impiegarli nelle celebrazioni rituali, i Greci moltiplicarono infatti gli usi profani del profumo, impiegandolo per scopi medicinali e per l’igiene corporea. Alle terme e nello stadio, il culto del corpo e della bellezza riguardava sia gli uomini che le donne.
…e Antica Roma
È grazie ai Greci che la Repubblica romana scopre nuovi profumi. Tra il II e il I secolo a.C., le conquiste della Repubblica prima e dell’Impero poi favoriscono il commercio, soprattutto di spezie, incenso e prodotti provenienti dall’Arabia, dall’Africa e dall’India. Ne deriva una profusione di fragranze, come il rodhinon alla rosa e l’irinion all’iris, e un’esasperazione del culto del corpo. Sotto il governo di Giulio Cesare, il profumo divenne un accessorio indispensabile. In questa società politeista, persino ogni divinità era associata a un profumo.
A Roma, che pur senza portare reali innovazioni rivoluziona la conservazione dei profumi grazie al vetro soffiato, va il merito di averne facilitato il trasporto e il commercio.
Medioevo e Rinascimento
Dal punto di vista della storia dei profumi, non c’è una vera rottura tra Medioevo e Rinascimento. A causa dell’austerità religiosa, nel Medioevo si perde l’uso del profumo come artificio di seduzione, ma le piante odorose sono più che mai presenti nella farmacopea: è l’epoca dei giardini dei semplici e degli armadi dei pigmenti nei monasteri.
Dalle crociate e dal Nuovo Mondo giungono nuove materie prime, mentre il potere delle piante, delle spezie e degli aromi viene sfruttato per allontanare i cattivi odori, inevitabilmente associati alle grandi epidemie, come la peste nera del XIV secolo.
Con il trionfo del misticismo e del simbolismo, alle piante furono attribuite virtù terapeutiche in base al loro colore e alla loro forma, mentre i progressi scientifici perfezionano la distillazione e operano una trasformazione fondamentale nel mondo della profumeria, sostituendo l’olio con l’alcol. Apparsa nel 1370, l’Acqua della Regina d’Ungheria è considerata il più antico profumo a base alcolica. Secondo la leggenda, avrebbe permesso alla settantenne regina di ringiovanire, sedurre e sposare il re di Polonia.
Dal XV secolo si sospetta che l’acqua penetri nella pelle e favorisca l’introduzione di germi. La pulizia “a secco” diventa la norma: ci si strofina e tampona con asciugamani impregnati di spirito di acquavite. Profumi, ciprie e parrucche diventano strumenti di un’igiene pomposa. Si profuma tutto il corpo, ma anche i vestiti e, in particolare, gli accessori in pelle.
Progresso scientifico e seduzione
Tra XVII e XVIII secolo il profumo si afferma come articolo di seduzione e non più soltanto come strumento per mascherare i cattivi odori. Civetteria e lusso conquistano l’arte del flacone e dell’oggetto di bellezza.
Il passaggio dal XVII al XVIII secolo segna anche quello dal gusto per i profumi forti alle note floreali più leggere. È l’epoca del boom della profumeria, incoraggiato dal progresso tecnico-scientifico e promosso dal libertinaggio. I contenitori diventano sempre più sofisticati, veri e propri gioielli. Vanno di moda i flaconcini-gioiello e i pomander, gioielli d’oro o d’argento forato riempiti di sostanze aromatiche, che le donne benestanti indossano al collo, alla cintura o sotto forma di anello. Utilizzati fin dal Medioevo per allontanare miasmi e spiriti maligni, dal XVII secolo diventano accessori alla moda.

Profumeria moderna
Nel XIX e all’inizio del XX secolo, la profumeria si democratizza. Per distinguersi in un mercato sempre più affollato, il profumo deve esprimere al meglio la propria identità, anche grazie alla collaborazione con maestri vetrai. Gli stili Art Nouveau e Art Déco contribuiscono a questa raffinatezza, e la rivoluzione industriale consente di associare immagine e prodotto. I flaconi riflettono i profumi che contengono e, con l’automazione crescente, diventa possibile la produzione in serie.
Il profumo diventa così un prodotto industriale e globale, sostenuto dalla comunicazione, incarnata dal packaging. Influenzata dalla filosofia illuminista e dai progressi sanitari inglesi, la società del XIX secolo prende consapevolezza dell’importanza dell’igiene. Le scoperte di Pasteur — che considera la pulizia la base dell’igiene e l’acqua pulita un antimicrobico — favoriscono la diffusione del bagno negli edifici borghesi. Il sapone diventa simbolo di queste nuove abitudini e il trucco è riservato all’estetica.
Il profumo oggi
Dopo un periodo di creatività sfrenata e di elitarismo, la società della seconda metà del XX secolo cambia profondamente. Le strategie commerciali dell’industria profumiera si rivolgono a tutte le classi sociali, determinando prezzi di vendita più accessibili. Moda olfattiva e cicli di tendenza si accelerano sotto la spinta del marketing e dei consumatori desiderosi di novità.
Grasse e il profumo
Grasse è citata nei testi a partire dall’XI secolo. La sua vocazione commerciale e la potenza economica si sviluppano dapprima grazie alla produzione di pellami di alta qualità, esportati in tutta Europa. L’abbondanza di sorgenti e di piante aromatiche selvatiche favorisce l’insediamento delle concerie e la fama dei loro prodotti. I corsi d’acqua permettono anche la creazione di giardini intorno alla città.
Introdotta in Francia da Caterina de’ Medici intorno al 1530, la moda dei guanti profumati conferma la vocazione profumiera di Grasse. Seguendo il suo esempio, altre città sviluppano poi un’economia legata al profumo. Giovanni Maria Farina, la cui azienda fondata a Colonia nel 1709 è la più antica del mondo, crea l’acqua di Colonia.
Nel XIX secolo, la profumeria si industrializza a Grasse, trasformando paesaggio, economia e vita quotidiana. Le fabbriche familiari controllano l’intero processo produttivo, dall’approvvigionamento alla vendita. Dal 1860, innovazioni tecniche come l’estrazione con solventi volatili e il perfezionamento della distillazione contribuiscono allo sviluppo del settore.
Alla periferia della città nascono fabbriche con gigantesche ciminiere e quattro stazioni ferroviarie trasportano i prodotti di Grasse in Francia e all’estero. I campi di piante da profumo si moltiplicano, rispondendo a una forte domanda di materie prime, sia coltivate sia importate.
Le profumerie turistiche di Grasse
All’inizio del XX secolo, con lo sviluppo del turismo di villeggiatura, Grasse diventa una stazione climatica apprezzata dai ricchi visitatori invernali. Questa attività beneficia della reputazione dell’industria delle fragranze. Alcune fabbriche aprono le loro porte a una clientela prestigiosa, come la regina Vittoria, prima di democratizzarsi nel periodo tra le due guerre, con l’espansione del turismo in Costa Azzurra.
Dagli anni ’70, la globalizzazione porta alla chiusura di molte fabbriche e alla riduzione dei campi coltivati. Dagli anni 2000 si affermano poi nuove dinamiche: innovazione agricola, nascita di nuove fabbriche, trasmissione del savoir-faire. Il “made in Grasse” riafferma il suo prestigio, facendo della regione un modello di competenze, qualità e autenticità. Le aziende Gallimard, Molinard e Fragonard continuano ancora oggi a contribuire alla reputazione di Grasse come capitale mondiale della profumeria.
(Foto di Antonella Fava©)




















