Nizza24: Europe First nell’high tech? – Piogge record, o forse no – Francia contro Algeria 0-1 – Macron punta sul nucleare

Di Marco Hugo Barsotti
18 Mar 2025

Nizza24 notizie dalla Costa Azzurra martedì 18 marzo

L’industria tech europea chiede un’azione radicale per l’autonomia digitale

Un’ampia coalizione di aziende e associazioni del settore tecnologico europeo ha lanciato un appello ai legislatori dell’Unione Europea, sollecitando interventi decisi per ridurre la dipendenza da infrastrutture e servizi digitali di proprietà straniera. In una lettera aperta indirizzata alla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e alla responsabile digitale Henna Virkkunen, oltre 80 firmatari, rappresentanti circa 100 organizzazioni, hanno chiesto di riorientare le politiche di sostegno per promuovere alternative locali competitive, come applicazioni, piattaforme, modelli di intelligenza artificiale, chip, computing, storage e connettività. Tra i firmatari spiccano nomi di peso nei settori del cloud, delle telecomunicazioni e della difesa, insieme a diverse associazioni di startup, che spingono per un cambio di strategia tecnologica quasi bellico (espressione che Von der Leyen apprezzerà indubbiamente), basato su un’infrastruttura digitale “sovrana”. L’obiettivo è contrastare l’egemonia delle big tech straniere, soprattutto americane, favorendo lo sviluppo di uno “stack europeo” che garantisca resilienza economica e sicurezza in un contesto geopolitico sempre più teso.

 

Per i lettori meno tecnologici spieghiamo l’espressione “stack” europeo: prendiamo un iPhone: e’ composto dalla CPU, dalla memoria, dal sistema operativo e dalle varie app. Possiamo guardarle dall’alto al basso: la app e’ al livello superiore, la cosa con cui interagiamo. Subito sotto iOS il sistema oeprativo. E sotto ancora la memoria e la CPU che esegue i programmi. Ecco, questo e’ uno stack di componenti. Avere uno stack europeo significa sognare di poter realizzare in europa tutte le componenti di una determinata catena applicativa.

Europe First?

L’appello dell’industria tech europea per un’autonomia digitale suona come un grido disperato, ma arriva con un ritardo quasi imbarazzante. Tra i firmatari ci sono nomi come Proton, che con ProtonMail offre email criptate per chi ancora crede nella privacy, o Nextcloud, che si illude di sfidare i colossi del cloud con il suo approccio open-source. OVHCloud, il campione francese del cloud, prova a giocare in un campo dominato dagli americani, mentre Airbus, più nota per gli aerei che per il digitale, sembra voler dire la sua. Element, con la sua messaggistica sicura, e Murena, con smartphone “alternativi”, completano una lista di chi sogna un’Europa sovrana. Ma siamo seri: questo “stack europeo” sembra più un’utopia da salotto che una strategia concreta. L’Europa si sveglia ora, dopo anni di sonno profondo, a piangere sulla dipendenza dagli USA, quando il vero nemico ormai è la Cina. Basta guardare DeepSeek e simili: Pechino sta correndo, e noi siamo ancora qui a discutere di lettere aperte. Patetico.

Piogge record nel sud della Francia: marzo rompe la siccità

Un marzo insolitamente piovoso sta segnando le Alpes-Maritimes, con precipitazioni che superano ogni record dopo un inverno arido. A Nizza sono già caduti 77 millimetri di pioggia, il 50% in più rispetto alla media mensile, e le previsioni annunciano ulteriori acquazzoni. Se da un lato questo aiuta a ricaricare le falde acquifere, dall’altro non basta a colmare il deficit idrico accumulato da novembre, lasciando il territorio in una situazione di equilibrio precario.

Editoriale

Ci perdonerete la franchezza, ma queste sono fandonie giornalistiche che potremmo definire eco-clickbait. Tutti, tutti, tutti, coloro che vivono in Costa Azzurra hanno constatato un inverno piovoso come non se ne vedevano da oltre 10 anni. E i nostri lettori e ascoltatori possono convicerne facendo un semplice esercizio: cercando in quanti notiziari quotidiani siamo stati costretti a informare di “allerta orage” o “allerta gialla/arancione”. Ha piovuto tantissimio, apprezzeremmo che le agenzie di stampa smettessero di fare copia incolla di articoli allarmistici di due anni fa.

Macron punta sul nucleare per l’indipendenza energetica

Il presidente francese Emmanuel Macron ha presieduto un consiglio sulla politica nucleare per valutare progetti strategici, tra cui reattori modulari di piccole dimensioni e nuovi EPR2. L’incontro si è focalizzato sulle sfide legate all’approvvigionamento di uranio e sulle priorità di finanziamento statale per garantire una sovranità energetica di lungo termine. Sul tavolo anche il ritorno della Banca Europea per gli Investimenti nei progetti nucleari francesi, un segnale della volontà di ridurre la dipendenza da fornitori stranieri, come la russa Rosatom.

Tensioni tra Francia e Algeria: stop ai visti diplomatici

Il ministro dell’Interno francese Bruno Retailleau ha annunciato la sospensione dell’accordo del 2007 che permetteva ai titolari di passaporti diplomatici algerini di entrare in Francia senza visto. La decisione arriva dopo il rifiuto dell’Algeria di accogliere una sessantina di cittadini che Parigi intende espellere. Algeri ha respinto la lista proposta, definendola inaccettabile “nella forma e nel contenuto”, e ha invitato la Francia a utilizzare i canali consueti: Francia-Algeria 0 – 1, per ora.

Retailleau ha parlato di una “riposta graduale” e ha espresso rammarico per la mancata cooperazione, accusando l’Algeria di non rispettare il diritto internazionale.

Da Nizza è tutto, la linea torna a Milano

Il giro del mondo in un minuto

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Cina: nuovo piano per rilanciare i consumi

Pechino annuncia un “piano speciale” per stimolare la spesa interna e contrastare i dazi di Trump. Tra le misure: aumento dei redditi, incentivi per la rottamazione e sussidi per l’infanzia.

Ungheria: nuova legge contro la comunità LGBTQ+

Il governo di Orbán presenta un disegno di legge per vietare il Pride e introdurre il riconoscimento facciale.L’evento sarebbe considerato un’offesa e i partecipanti multati fino a 200.000 fiorini.

USA: tornado e incendi devastano il Midwest e il Sud

Almeno 40 morti tra Missouri, Texas e Kansas a causa di tornado, incendi e tempeste di polvere.Danni ingenti, centinaia di migliaia di persone senza elettricità, stati d’emergenza dichiarati.

Italia: inflazione di febbraio all’1,6%, carrello della spesa +2%

L’Istat rivede al ribasso le stime, con prezzi al consumo in leggero aumento dello 0,2% rispetto a gennaio.I beni alimentari e per la casa crescono meno del previsto, passando dal +1,7% al +2%.

Bangladesh-Pakistan: relazioni in ripresa, India osserva con attenzione

Dacca e Islamabad rafforzano i rapporti con scambi commerciali, voli diretti e cooperazione militare.Nuove tensioni con l’India, che teme implicazioni sulla sicurezza e il ritorno di legami con gruppi islamisti.

 

Meteo

 

Martedì 18 marzo sole in Costa Azzurra ma calo delle temperature. Venti deboli. Rischio moderato valanghe in montagna secondo Météo France. Temperature minime lungo la costa comprese tra i 4 gradi delle Alpi Marittime e gli 8 del Var. Le massime: NIzza, Cannes e Saint-Tropez 12 gradi, Monaco 13 gradi.

Milano nuvoloso 6 gradi la minima 11 la massima, Torino molto nuvoloso con pioggia 6 gradi la minima 11 la massima, Genova parzialmente nuvoloso 6 gradi la minima 16 la massima.

 

Almanacco

 

Personaggi illustri nati il 18 marzo:

1452 – Ferdinando II d’Aragona, re di Napoli e di Sicilia.

1858 – Rudolf Diesel, inventore tedesco del motore Diesel.

1944 – Walter Tobagi, giornalista e scrittore italiano ucciso dalle BR.

1953 – Luc Besson, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico francese.

1989 – Lily Collins, attrice e modella britannica, figlia di Phil Collins e protagonista di Emily in Paris.

 

 

 

Un fatto storico avvenuto il 18 marzo

 

Il più grande furto d’arte nella storia degli Stati Uniti: il colpo all’Isabella Stewart Gardner Museum

Il 18 marzo 1990, l’Isabella Stewart Gardner Museum di Boston fu teatro di un clamoroso furto d’arte. Due uomini, travestiti da agenti di polizia, si presentarono al museo nelle prime ore del mattino, sostenendo di rispondere a una chiamata per disturbo. Una volta all’interno, immobilizzarono i due guardiani presenti e, in 81 minuti, trafugarono 13 opere d’arte di inestimabile valore, tra cui capolavori di Rembrandt, Vermeer, Degas e Manet. Il valore complessivo delle opere rubate è stato stimato in circa 500 milioni di dollari, rendendo questo furto il più grande nella storia degli Stati Uniti. Nonostante le indagini dell’FBI e una ricompensa di 10 milioni di dollari per informazioni utili al recupero delle opere, nessun arresto è stato effettuato e le opere non sono mai state ritrovate. Il museo espone ancora oggi le cornici vuote in segno di speranza e memoria.

 

 

Podcast

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