Sabato 18 maggio, in occasione della Notte Europea dei Musei, siamo andati al Musée des Beaux-Arts Jules Chéret dove ci aspettava una visita degustazione attorno all’opera Villas à Bordighera di Claude Monet. L’eccezionale prestito del Musee d’Orsay di Parigi fa parte delle celebrazioni per il 150º anniversario dell’Impressionismo. Anticipa anche la mostra dedicata a Berthe Morisot, che aprirà le sue porte al Musée des Beaux-Arts a partire dal 7 giugno. Il dipinto è stato realizzato infatti da Monet per la pittrice.
L’evento della Notte dei Musei intende associare vista e gusto in una sinestesia interpretata in maniera eccellente dagli chef Diane e Daniele Mundo, che come gli ascoltatori di Radio Nizza ricorderanno non sono nuovi ad esperienze di questo tipo.
Ma seguiamo le parole della conservatrice del museo Johanne Lindskog, che ha presentato dapprima l’eccezionale opera di Monet nell’ambito dell’esposizione Un Chef-d’Oeuvre à soi.
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Monet e Bordighera
Nel 1883, Claude Monet e Pierre-Auguste Renoir trascorsero tre settimane insieme sulla Costa Azzurra, un viaggio che lasciò Monet profondamente colpito dalla bellezza del paesaggio. Monet ne fu così affascinato che progettò di tornarvi da solo per dipingere in tutta tranquillità. L’anno successivo, nel 1884, Monet tornò dunque a Bordighera con l’intenzione di rimanervi tre settimane, ma alla fine vi rimase tre mesi. Durante questo soggiorno prolungato, si stabilì principalmente alla Pension Anglaise e realizzò diverse vedute della città.
Villas à Bordighera
Nel dipinto qui esposto si distingue la Strada Romana, la via principale di Bordighera, che all’epoca era già una meta turistica consolidata, frequentata da visitatori benestanti che vi costruivano lussuose ville. Monet non sceglie di dipingere il vecchio villaggio italiano tradizionale, ma si concentra sulle nuove costruzioni e sulla rigogliosa vegetazione.
Monet utilizza una dominante di tonalità blu e rosa, nell’intento di catturare la luce speciale di Bordighera, anche se ha l’impressione di non riuscire a renderla completamente sulla tela.
“Era talmente meravigliato da questa luce che, nonostante i colori assolutamente vividi che ha posato sulle sue tele, sentiva di non essere ancora al livello della bellezza e della luce che abbiamo oggi.” Spiega Madame Lindskog.

La versione per Berthe Morisot
Esistono due versioni di questa famosa veduta. Quella originale si trova al museo di Santa Barbara, in California, mentre una seconda versione, che è questa del Musée d’Orsay, ampliata nelle dimensioni, fu realizzata specificamente per Berthe Morisot. Fu per la pittrice e cofondatrice dell’Impressionismo, moglie di Eugène Manet, fratello di Edgar, che Monet la dipinse. E la adattò alle dimensioni del suo salotto-atelier, dove aveva realizzato un elemento architettonico piuttosto insolito.
Siamo a Parigi, in rue de Villejuste, nel 16° arrondissement. All’interno del suo appartamento Berthe crea una finestra interna progettata sul modello di quella della Chiesa del Gesù del Vieux-Nice, San Giacomo Maggiore. Chiede dunque a Monet di dipingere per lei il pannello decorativo su cui la finestra si affaccia. E Monet sceglie di realizzare una versione 40 cm più grande delle Villas à Bordighera.
“E così dovete immaginare Berthe Morisot che guarda dalla finestra del Gesù a Nizza le ville di Bordighera”. Ci racconta la direttrice del museo. Sottolinea anche che si capisce perché questo dipinto diventi emblematico per la mostra dedicata alla pittrice Berthe Morisot à Nice, Escales impressionnistes che inaugura il prossimo 7 giugno.
La visita degustazione attorno a quest’opera ci riporta all’intimità di Berthe nel suo salotto. Ci immerge nell’atmosfera confortevole, familiare e contemplativa che doveva essere quella vissuta dall’artista davanti a questo quadro.
Andiamo allora a conoscere più da vicino i piatti preparati dagli chef Diane e Daniele Mundo.

La visita degustazione
Per sublimare la visione dell’opera l’evento della Notte dei Musei ha voluto deliziare gli spettatori con una degustazione di preparazioni culinarie degli chef Diane e Daniele Mundo ispirate al dipinto. In una precedente occasione di cui trovate qui il podcast, gli chef avevano creato cinque assaggi gastronomici basati su cinque diversi quadri del Musée des Beaux-Arts, proponendo assaggi in cui sia i colori che gli ingredienti dialogavano con i soggetti delle opere.
Anche in questa nuova mostra hanno preparato piatti che riprendono i colori naturali dei dipinti di Monet e che richiamano gli ingredienti tipici della Riviera ritratta dall’artista. Diane e Daniele questa volta hanno preparato anche una presentazione a tema.
Tavolozza e pastelli
Delle mousse sono disposte in modo da ricreare una tavolozza e dei grissini sono disposti secondo le loro sfumature di colori digradanti in una scatola come quelle dei pastelli colorati. I colori sono stati ottenuti tutti utilizzando ingredienti naturali.
Per quel che riguarda la tavolozza, sono state preparate creme vegetali, tranne che per la mousse blu. Questa è l’unica con un ingrediente animale, ovvero l’acciuga, ed è stata colorato con la spirulina, un’alga dal colore verde-blu. Contiene anche del limone candito, che ricorda i limoni di Bordighera. Anche la mousse di carote è ispirata agli agrumi, mentre quella di carciofi riprende il verde rigoglioso della vegetazione che risalta in primo piano nel dipinto. Quella viola è preparata con barbabietola, addolcita con della cipolla rossa.

Berthe Morisot à Nice, Escales Impressionnistes
Abbiamo infine chiesto alla conservatrice del museo Mme Johanne Lindskog di anticiparci qualcosa della mostra dedicata a Berthe Morisot che inaugurerà il prossimo 7 giugno al Musée des Beaux-Arts.
JL: La mostra Berthe Morisot à Nice, Escales Impressionnistes, evoca in dettaglio i due viaggi che Berthe Morisot ha realizzato a Nizza con la sua famiglia. Quindi nell’inverno 1881-1882 e 1888-1889. Abbiamo raccolto la maggior parte delle opere che ha creato a Nizza e che oggi sono disperse in tutto il mondo. Questo permette di entrare veramente nella quotidianità di questa pittrice impressionista che dipingeva accanto a suo marito, ma che insegnava in questa occasione anche la pittura a sua figlia. E che ha rappresentato soggetti come il porto di Nizza, la raccolta delle arance, la Promenade des Anglais, alcune ville come la villa Arnolfini o la villa Ratti. È quindi una mostra davvero inedita.
Fino ad oggi, non era stata fatta alcuna ricerca sui soggiorni di Berthe Morisot a Nizza.
La mostra a Nizza e a Genova
RN: Questo quadro, rimarrà comunque visibile al museo durante l’estate?
JL: Sì, allora questo quadro era qui in anteprima per celebrare il 150º anniversario dell’Impressionismo in contemporanea con il musée d’Orsay. Dal 7 giugno verrà integrato nella mostra su Berthe Morisot a Nizza, poiché Claude Monet lo aveva offerto proprio a lei perché lo installasse nel suo salone atelier a Parigi.
Questo è un elemento molto importante perché nella mostra andremo a riprodurre la scenografia, il dispositivo architettonico del salone atelier di Berthe Morisot a Parigi con la presentazione del Monet come lei l’aveva immaginata.
Volevo poi aggiungere per gli ascoltatori e le ascoltatrici italiane che la mostra andrà poi a Genova al Palazzo Ducale dove prenderà più la forma di una grande retrospettiva su Berthe Morisot e quindi raccomando di visitare ovviamente la mostra di Nizza e quella di Genova. Vi aspettiamo ovviamente alla prossima mostra e sappiate che ci saranno nuovamente delle visite con degustazioni.

Le visite degustazione attorno a Berthe Morisot
RN: Sentiamo allora se Daniele può anticiparci qualcosa a questo proposito.
DM: Faremo un’altra visita-degustazione che si articolerà in due elementi. Una con delle mise en bouche, una sorta di apericena, su quattro o cinque quadri che sono ancora da definire. Successivamente, faremo sulla stessa esposizione su Berthe Morisot, dei pranzi sul tema dei quadri. Abbiamo avuto un’infarinatura sugli elementi che saranno esposti. Non abbiamo ancora tutte le idee chiare, perché è molto recente. Lavoreremo su questo e faremo del nostro meglio.
RN: I pranzi saranno organizzati qui al museo?
DM: No, faremo una visita guidata qui al museo e poi andremo al nostro ristorante a l’Ardoise, al Boulevard Grosso, dove vi accoglieremo per i pranzi. Ci sono già delle date definite, ci vedremo lì
Ringraziamo la direttrice Mme Lindskog e gli chef Daniele e Diane e vi invitiamo ad andare a visitare la mostra che aprirà a breve, promettendovi di tenervi informati dei prossimi eventi al Musée des Beaux-Arts!
(Foto di Antonella Fava©)

