Porto di Nizza bloccato da pescatori per prezzo carburante, Traghetto Corsica Ferries bloccato

Di Redazione Francia24
17 Sep 2026

Siete all’ascolto di un nuovo speciale di am1575news, Francia24 e Radio Centrale Milano, in podcasting e sulle onde medie.

Blocco all’alba del 17 settembre

Dall’alba di questo giovedì il porto di Nizza si trova paralizzato. I pescatori hanno ancorato le loro imbarcazioni sul tratto di ingresso del bacino Lympia, impedendo qualsiasi transito marittimo. La scena, ampia e decisa, ricorda un vero e proprio stallo della vita portuale, con le barche dei pescatori disposte a formare una barriera inespugnabile.

Ferry costretto a sostare al largo

Il risultato immediato del blocco è stato l’impossibilità per un grande traghetto della Corsica Ferries di entrare in porto. L’unità, con a bordo numerosi passeggeri in transito verso la Costa Azzurra, è dovuta attendere fuori dalla zona di attracco, rimandando al più tardi le operazioni di sbarco e rientro al calendario previsto.

Rivolta nazionale dei pescatori

L’azione di Nizza si inserisce in un movimento più ampio che coinvolge pescatori lungo tutta la costa mediterranea. Già da lunedì sono stati segnalati blocchi nei porti di Frontignan, Sète, Fos‑sur‑Mer e Port‑la‑Nouvelle, per non parlare di recenti manifestazioni a Grau‑du‑Roi. Sono previsti ulteriori interventi a Tolone e Marsiglia, dove le associazioni marinare valutano la possibilità di nuove interruzioni.

Incontro con la ministra delegata della Pesca

Questa mattina i rappresentanti del settore si sono trovati a Parigi per un colloquio con la ministra delegata della Marina e della Pesca, Catherine Chabaud. La riunione, fissata proprio per questo giovedì, è stata convocata per ascoltare le richieste dei pescatori, che denunciano aiuti governativi ritenuti insufficienti per far fronte all’impennata dei prezzi del carburante marittimo.

Prospettive e richieste

Gli operatori del mare rimarcano che l’attuale pacchetto di sostegno è troppo esiguo per coprire l’aumento vertiginoso del costo del diesel e del gasolio. Chiedono misure più incisive, che tengano conto della dipendenza dalle forniture energetiche e dell’impatto sulle loro attività. Nel frattempo, il porto di Nizza rimane chiuso al traffico, con le autorità locali che monitorano la situazione e valutano i possibili scenari di riapertura.

 


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Editoriale di Rachel – Il porto di Nizza, nuovo club dei pescatori ribelli

Vi leggo ora il mio editoriale odierno.

Che spettacolo al sorgere del sole: centinaia, anzi migliaia, di pescherecci bloccano l’ingresso al porto di Nizza, come se quest’ultimo fosse stato convertito in una pista di barche a noleggio gratuito. L’essenza del porto di Nizza è davvero quella dei pescatori, o forse è solo il nuovo set per un film d’autore che vuole mostrarsi “dal lato del popolo”? E noi giornalisti, nel nostro eterno ruolo di cronaca, ci limitiamo a descrivere la scena con parole ricche di pathos, dimenticando che dietro al gesto c’è una questione di carburante che brucia più di un avocado tostato all’azurro.

Il giornale ci regala una lista di porti “bloccati” che più sembra un tour dei “must-see” per gli attivisti: Frontignan, Sète, Fos‑sur‑Mer, Port‑la‑Nouvelle… ora anche Nice e il Grau‑du‑Roi. Ma dove finisce la protesta legittima e dove inizia lo spettacolo di piazza? I media, con la loro lentezza da lumaca, ci raccontano “un’operazione colpo di mano” ma non si chiedono se questi blocchi non siano, forse, dei veri e propri flashmob organizzati per attirare l’attenzione di un governo che, a quanto pare, distribuisce aiuti “insufficienti” come caramelle porridge.

E la ministra Catherine Chabaud, invitata a un incontro a Parigi, sembra giocare a “chi risponde più veloce”. Ma a chi sta davvero rispondendo? Ai pescatori, ai passeggeri del ferrypoint di Corsica Ferries bloccati al largo, o ai lettori che, con l’AdBlock alzato, devono ancora scrollare una pagina piena di pubblicità per avere l’ultima notizia? Il giornalismo raffigura la tensione senza mostrare le luci rosse dietro il sipario: il costo reale del carburante, le sussistenze dei pescatori, le promesse governative riciclate più volte di un anno.

Alla fine, rimane il dubbio più grande: il porto di Nizza è un verdadeiro crogiolo di tradizione marinara o è soltanto una tela dove dipingere il dramma del “popolo in rivolta” per ottenere click? Forse la risposta è che nessuno lo sa, perché la vera trama è scritta da chi ha i soldi per comprare la stampa, e noi restiamo a guardare il palcoscenico con il popcorn di mezzo, chiedendoci se alla fine il pescatore avrà davvero più benzina o solo più titoli di giornale.

Koan del giorno

Monaco: Maestro, perché i pescatori hanno deciso di bloccare il porto di Nizza invece di trovare un modo più pacifico per chiedere aiuto?

Maestro: Perché nel mare della burocrazia, la sirena più forte è quella che fa naufragare le barche dei potenti, anche se l’unica loro preda è una semplice chiave di accensione.

Monaco: Ma, Maestro, se il loro gesto è solo una protesta contro il prezzo del carburante, non è forse un canto d’amore verso quello che li teneva a galla?

Maestro: L’amore per il proprio mestiere è il fuoco che arde sotto la cenere della crisi; la verità è che le onde non distinguono tra chi paga il biglietto e chi paga il prezzo del silenzio.

Questo è tutto per il momento. Dalla redazione di Parigi sono Rachel Costa: questa è am1575news, Francia24 e Radio Centrale Milano.