Referendum sulla giustizia: cosa si vota il 22 e 23 marzo e cosa cambia con Sì o No

Di Redazione Nizza24
5 Mar 2025

Il 22 e 23 marzo 2026 gli italiani saranno chiamati alle urne per il referendum sulla riforma della giustizia.

 

Referendum sulla giustizia: gli italiani in Costa Azzurra al voto

Si tratta di un referendum costituzionale confermativo previsto dall’articolo 138 della Costituzione, con cui gli elettori dovranno scegliere se approvare o respingere la riforma già votata dal Parlamento. A differenza dei referendum abrogativi, non è previsto il quorum: il risultato sarà valido indipendentemente dal numero dei votanti e sarà deciso dalla maggioranza dei voti espressi.

La riforma modifica alcuni articoli della Costituzione e interviene sull’organizzazione della magistratura. Il cambiamento più importante riguarda la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. Oggi i magistrati seguono lo stesso percorso professionale e, entro certi limiti, possono passare da una funzione all’altra. Con la riforma, invece, dovrebbero scegliere fin dall’inizio della carriera se diventare giudici o pm, senza possibilità di cambiare ruolo.

Un altro punto centrale è la creazione di due distinti Consigli superiori della magistratura: uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri, entrambi presieduti dal Presidente della Repubblica e responsabili delle nomine, delle valutazioni e delle carriere dei magistrati. La riforma introduce anche una nuova Alta Corte disciplinare che si occuperà dei procedimenti contro i magistrati.

 

Cosa succede se vince il Si e cosa succede se vince il No

Se al referendum prevarrà il “Sì”, queste modifiche entreranno in vigore e il sistema giudiziario sarà riorganizzato secondo le nuove regole. Cambierà anche il metodo di selezione dei membri dei Csm: una parte sarà scelta tramite sorteggio tra magistrati, professori di diritto e avvocati con almeno quindici anni di esperienza. I componenti resteranno in carica quattro anni e le nuove norme saranno applicate progressivamente attraverso leggi di attuazione.

Se invece vincerà il “No”, la riforma sarà respinta e resterà in vigore l’assetto attuale: magistratura con carriera unica, un solo Consiglio superiore della magistratura e nessuna nuova corte disciplinare. In questo caso l’organizzazione della giustizia continuerà a essere regolata dalle norme oggi previste dalla Costituzione.

Chi sostiene il “Sì” ritiene che la riforma possa rendere la giustizia più equilibrata e trasparente. In particolare, i favorevoli sottolineano che la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri rafforzerebbe il principio secondo cui accusa e giudice devono avere ruoli distinti. Secondo questa posizione, avere percorsi professionali separati aiuterebbe a garantire maggiore imparzialità nei processi. I sostenitori del “Sì” affermano anche che la creazione di due Consigli superiori della magistratura e di una nuova Corte disciplinare renderebbe più chiaro e controllabile il sistema di autogoverno dei magistrati, riducendo il peso delle correnti interne alla magistratura.

 

Chi sostiene il “No”, invece, teme che la riforma possa indebolire l’indipendenza della magistratura. I contrari ritengono che la separazione delle carriere rischi di avvicinare troppo i pubblici ministeri al potere esecutivo, alterando l’equilibrio tra i poteri dello Stato. Inoltre criticano il sistema di sorteggio per la scelta di alcuni membri dei Consigli superiori della magistratura, considerato da alcuni un meccanismo che potrebbe ridurre la rappresentatività e l’autonomia dell’organo di autogoverno. Secondo questa posizione, la riforma non risolverebbe i principali problemi della giustizia, come la durata dei processi o la carenza di risorse nei tribunali.

 

Anche in questo caso l’esito sarà deciso dalla maggioranza dei voti validi, perché il referendum costituzionale confermativo non prevede quorum. Questo significa che il risultato sarà valido qualunque sia il numero dei cittadini che andranno a votare.

Il testo completo approvato dal Parlamento e consultabile on line, che sarà oggetto del referendum, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 30 ottobre 2025.

Se non avete ricevuto la scheda per votare o se l’avete smarrita, dall’8 marzo si può richiedere il duplicato presso il Consolato Generale d’Italia a Nizza di bd. Gambetta.