Benvenuti a am1575news, il notiziario di Francia24 e Radio Centrale Milano per sabato 12 settembre 2026 in podcasting, sulle onde medie e su franciaoggi.com. In Redazione a Nizza Marco Hugo Barsotti, da Parigi Rachel Costa.
Notizie dalla Francia
44 feriti, tra cui una persona in emergenza assoluta, dopo il deragliamento di un treno in Seine‑Maritime
Un treno regionale che percorreva la linea Rouen‑Caen è deragliato parzialmente nella serata di venerdì 11 settembre, intorno alle 19.30, nei pressi delle comuni di Cléon e Tourville‑la‑Rivière, nella regione della Seine‑Maritime.
Il centro operativo dipartimentale è stato attivato alle 20.00 e il prefetto ha disposto l’attivazione del piano ORSEC con la gestione delle numerose vittime (NOVI).
Il bilancio provvisorio, rilasciato dal prefetto durante una conferenza stampa, indica 44 feriti. Tra questi spicca una giovane di 18 anni, posta in stato di emergenza assoluta e trasportata d’urgenza al CHU di Rouen. Gli altri infortunati risultano in condizioni di emergenza relativa; i passeggeri non feriti sono stati accolti in una sala messa a disposizione dal municipio di Cléon.
Il ministro dei Trasporti, Philippe Tabarot, ha commentato su X che i primi dati indicavano “circa venti feriti” e ha assicurato il monitoraggio costante della situazione, con il prefetto presente sul posto per coordinare le operazioni di soccorso.
Secondo una fonte della polizia, il TER avrebbe colpito un oggetto non identificato; un vagone si è capovolto e quattro carrozze sono uscite dai binari. Le cause dell’incidente sono ancora indeterminate. I soccorsi hanno coinvolto circa 130 vigili del fuoco, 80 veicoli e quattro squadre mediche del SAMU.
Il parquet di Rouen ha effettuato i consueti tamponi al conducente, risultati negativi, e ha avviato un’inchiesta giudiziaria per le lesioni gravi riportate.
Un testimone, Vincent, a bordo del treno, ha descritto il momento dell’incidente: “Il treno ha iniziato a tremare, come in frenata d’emergenza, poi abbiamo capito di stare uscendo sui ghiaioni; le finestre si sono infrante, la cabina era piena di fumo e di valigie che volavano. Il primo vagone è stato letteralmente distaccato e ha continuato a muoversi, lasciandoci soli, senza personale della SNCF”.
BFM Normandie, 11 settembre 2026.
Fact Check by Gemma4.
Effetti di annunci ma senza finanziamenti: quasi un anno dopo il furto al Louvre, dove è la sicurezza dei musei?
Il 8 settembre i ladri hanno rapinato il museo Renoir di Cagnes‑sur‑Mer, impadronendosi di quattro opere e lasciandone due sul posto al momento dell’arrivo della polizia. L’azione, durata meno di cinque minuti, è stata eseguita con una “sciabola metallica” per tagliare le staffe dei quadri, secondo quanto riferito dal sindaco Bryan Masson (RN). Questo episodio rievoca il famoso scasso al Louvre del 19 ottobre 2025 e riaccende il dibattito sulla protezione del patrimonio culturale.
Nell’estate sono stati colpiti altri musei: il 6 agosto è stato sottratto un collana d’oro dal tesoro di Vix al museo di Châtillon‑sur‑Seine, già bersaglio di due tentativi di furto; il 5 luglio ladri hanno rapinato il museo Lalique di Wingen‑sur‑Moder, sottraendo gioielli per oltre 4,5 milioni di euro. Il Ministero della Cultura, contattato da franceinfo, osserva un mutamento della motivazione dei furti: metalli preziosi e pietre dure sono ora preda preferita, e i rapine violente, con armi, sono in aumento. Nel 2025 si sono registrati 25 furti ai musei, rispetto alla media di 18 annui degli ultimi venti anni.
Secondo Elise Müller, segretaria nazionale di Sud‑Culture, il furto al Louvre ha provocato una “presa di coscienza” e stimolato riflessioni al di fuori del tradizionale ambito ministeriale. Al Senato e all’Assemblea nazionale è stato prodotto un rapporto parlamentare, a cura di Alexis Corbière (Ecologisti e Sociali) e Alexandre Portier (Destra repubblicana), con 40 proposte per rafforzare la sicurezza dei musei. Una proposta di legge è in fase di definizione; gli autori stimano che nei prossimi dieci anni saranno necessari tra 2 e 2,5 miliardi di euro per adeguare la sicurezza di oltre 1 200 musei nazionali e territoriali.
A settembre dell’anno precedente l’ex ministra Rachida Dati aveva annunciato un fondo di 30 milioni di euro per tre anni, destinato alle strutture più vulnerabili. Il Ministero ha poi dichiarato di aver avviato 482 interventi prioritari grazie a quel fondo, ma i sindacati avvertono che, con più di 1 200 musei, la somma è “largamente insufficiente”. Alessio Fritche, segretario generale della CFDT‑Cultura, sottolinea che appena per il Louvre sarebbero necessari decine di milioni di euro in più. Inoltre, la normativa sui monumenti storici rende complicata l’installazione di sistemi di videosorveglianza, poiché è richiesto il permesso per perforare le pareti.
Dal 27 luglio la nuova ministra della Cultura, Catherine Pégard, ha presentato un piano di 33 misure. A breve, gli oggetti più a rischio verranno messo al sicuro in attesa di interventi più strutturali; un conservatore ha iniziato a redigere un inventario degli articoli vulnerabili. È stata realizzata una mappatura di 3 127 siti sensibili, di cui 1 200 musei. Il piano prevede anche l’impiego di due agenti della Missione sicurezza, sicurezza e audit (Missa) per audit nei musei, con l’assunzione di altri sei funzionari entro il 2027, per un totale di otto ispettori.
Müller critica la mancanza di un finanziamento preciso: “Ci sono effetti di annuncio, ma nessun finanziamento”. Evidenzia inoltre che l’attuale modello di musei, sempre più orientato al libero mercato, costringe gli istituti a cercare sponsor privati, poco interessati alla sicurezza delle collezioni. Alcune criticità denunciate includono la carenza di personale di sicurezza, spesso messo a svolgere anche compiti di mediazione, e la mancanza di ingegneri specializzati nella protezione delle opere.
Le forze dell’ordine, pur non vigilando direttamente sulle collezioni, hanno un ruolo di intervento e indagine. Una nota della Direzione nazionale della polizia giudiziaria definisce i furti nei musei una “nuova minaccia”. Stanislas Gaudon, delegato del sindacato di polizia Alliance, evidenzia l’efficacia del sistema Ramsès di allarme, dimostrata a Cagnes‑sur‑Mer, ma lamenta la sua assenza nelle zone di gendarmeria. Il Ministero della Cultura sta studiando un dispositivo di allerta condivisa.
Come osserva il commissario‑asteur Alexandre Giquello, “I musei sono meno protetti di banche o gioiellerie di alto livello; sarà un lavoro lungo e costoso”. Il bilancio culturale per il 2027 sarà oggetto di dibattito parlamentare, creando ulteriori incognite sul futuro finanziamento delle misure di sicurezza.
Franceinfo, 12 settembre 2026
Fact Check by Gemma4.

Editoriale di Rachel – “Musei a prova di furto o di bilancio?”
Il panorama è chiaro come il vetro di una vetrina: dopo il colpo clamoroso al Louvre, il Governo ha sventolato un piano da 33 misure che sembra più una lista della spesa di un supermercato di sconti che una vera strategia di sicurezza. Ma quanti di questi punti arriveranno davvero sui tavoli dei direttori di museo, e quanti rimarranno appesi al muro come quadri di serie B?
Il ministro della Cultura ha lanciato un fondo di 30 milioni di euro su tre anni, un patto di coperto che fedelmente copre solo le “priorità” – ovvero 482 cantieri, un numero che suona più come il conteggio dei follower di un influencer che la somma delle risorse necessarie per proteggere una rete di oltre mille musei. Il dubbio sorge spontaneo: può un budget così esiguo realmente mettere al riparo le opere d’arte da una squadra armata di seghe metalliche in cinque minuti?
E poi c’è la bella parentesi dei “effetti d’annuncio”. Le parole di Elise Müller sono un eco nella caverna dei corridoi di potere: “effetti di annuncio, ma non di finanziamenti”. Un modo elegante per dire che il governo ha il coraggio di parlare di sicurezza mentre la realtà resta intrappolata nella burocrazia dei permessi per bucare muri storici. Forse la vera protezione è il silenzio complice delle istituzioni di fronte a una pioggia di furti che ora sembra una moda estiva.
Infine, la contraddizione più amara: i musei sono considerati meno sicuri delle banche, ma la loro tutela è affidata a pochi agenti di sicurezza che devono anche recitare da guide turistiche. Se la cultura è “un bene pubblico”, perché la sua salvaguardia è lasciata in mano a una carrellata di spreadsheet e a promesse politiche più deboli di un filo di cavo di sorveglianza? La risposta è ovvia: perché la vera ricchezza, come il loro fascino, è invisibile ai potenziali mecenati.
Koan del giorno
Un monaco chiese al Maestro: “Se i ladri riescono a tagliare i quadri in cinque minuti, che cosa ci difende davvero, le pareti o le parole dei politici?”
Il Maestro rispose: “Le parole sono finestre aperte, ma le pareti sono solo cenere se nessuno le può toccare.”
Il monaco insistentemente chiese: “Allora, dove dovrebbe poggiarsi la nostra fiducia, su un bilancio di trenta milioni o su una lista di misure senza soldi?”
Il Maestro concluse: “Fidarsi è come conservare un dipinto nell’ombra: se l’ombra è più lunga del dipinto, nessuno lo vedrà mai, ma almeno non sarà rubato.”
Ma torniamo alle notizie.
Il reparto “rispetto” è definitivamente chiuso: 150 persone si radunano contro la direzione del BHV Marais e le sue bugie
Venerdì 11 settembre circa 150 manifestanti si sono concentrati davanti all’ingresso principale del grande magazzino parigino BHV Marais, su invito di una intersindacale che riunisce CGT, CFTC, Sud Solidaires, CFDT e CFE‑CGC. I rappresentanti, a megafono, hanno denunciato una serie di problemi gravanti sui dipendenti: pulizie non pagate, scaffali riempiti artificialmente, assenza di aria condizionata, scale mobili guaste, mancanza di carta igienica e ritardi nella consegna delle carte ristorante. Alcuni hanno espresso il timore di perdere l’assicurazione sanitaria aziendale e di vedere minacciata la loro stabilità economica, soprattutto per le famiglie monoparentali.
Il raduno è avvenuto proprio mentre la direzione celebrava la riapertura integrale del piano terra, avvenuta giovedì scorso, quale “fase decisiva” del piano di rilancio del punto vendita, che impiega circa 700 dipendenti. I dirigenti hanno sottolineato la ristrutturazione di oltre l’80 % del debito, il ritorno di quasi quaranta marchi e l’allestimento di uno spazio riservato ai giovani creatori.
Parallelamente, l’ispettorato del lavoro ha segnalato al magistrato di Parigi il sospetto che il BHV Marais sia in stato di cessazione dei pagamenti, una accusa contestata dalla direzione. Una dipendente, identificata solo come Valentina, ha raccontato di essere madre single e di temere la perdita della custodia del figlio qualora dovesse perdere il lavoro.
La direzione, pur riconoscendo le difficoltà, ha ribadito la volontà di proseguire il rilancio, citando i primi risultati della nuova stagione: la completa apertura del piano terra, il rientro di una trentina di brand, il nuovo spazio per giovani designer e la riduzione della maggior parte del debito pregresso. BFMTV, 11 settembre 2026 Fact Check by Gemma4.
REPORTAGE. “Non è durato a lungo, ma è stato straordinario”: i fan di Céline Dion pronti a attendere ore per pochi minuti della loro idola
Da quando la star canadese è arrivata a Parigi il 28 agosto, preparandosi per la serie di concerti alla Plénitude Arena, prevista per il 12 settembre, i suoi ammiratori si sono radunati quotidianamente davanti al Royal Monceau, l’hotel dove la cantante risiede. Ogni giorno centinaia di persone si accalcano al 41 avenue Hoche, 8° arrondissement, sperando di intravedere la loro icona e di scambiarsi qualche foto o selfie.
Nel pomeriggio dell’8 settembre, nonostante qualche goccia di pioggia, i fan sono rimasti in fila fin dal primo pasto. Sacha, 28 anni, racconta di essere lì da mezzogiorno, “non mi sono mosso, non vedo l’ora che esca”. Il giorno prima aveva tentato di avvicinarsi all’hotel fino a parlare con la cantante, riuscendo infine a scattare una foto. Zalina, 17enne, era già presente da quasi un’ora, “ho perso la scorsa occasione per pochi minuti, ora spero di vederla perché non ho biglietti per i concerti”.
L’attesa è diventata sempre più palpabile. Victorine – arrivata in auto e costretta a fermare il veicolo per unirsi alla folla – ha dichiarato: “Non sapevo che abitasse qui, adoro questa donna e le sue canzoni, spero di vederla subito”. Altri fan hanno commentato i dettagli più minuti, dalle guardie di sicurezza ai movimenti dei residenti dell’hotel, cantando i brani di Céline per alleviare la tensione. La pioggia è tornata, accentuando il disagio di chi era già stanco dalle ore trascorse in piedi.
Verso le 18, suonava “Ne partez pas sans moi” dalle casse di un vicino, mentre la folla gridava il nome della cantante. Alcuni, come il cinquantenne Dimitri, erano arrivati da lontano – “domani parto per l’isola di Mauritius, non volevo perdermi questo momento”. Altri, come Carla, hanno rifiutato di andarsene: “Non ho biglietti per i concerti, voglio solo dirle che la sostengo”.
Intorno alle 19, le guardie hanno chiuso la strada con barriere e veicoli blindati si sono avvicinati all’ingresso. Dopo un breve equivoco con un assistente di sicurezza, la folla ha trattenuto il respiro. Alle 19 35, quando il cielo si è oscurato, è comparsa Céline Dion, avvolta in una giacca grigia e stivali neri, con occhiali da sole. Ha salutato i sostenitori, ha scattato qualche foto e, dopo circa cinque minuti, è salita su un’auto che ha subito ripartito.
L’attimo è stato descritto come magico: “Non è durato molto, ma era straordinario, l’attesa è valsa il costo”, ha commentato una delle presenti. Altri fan hanno espresso la propria emozione, mentre alcuni, come Sacha, hanno promesso di tornare il giorno del primo concerto di Parigi.
Fonte: Franceinfo, 12 settembre 2026
Fact Check by Gemma4.
Benvenuti al notiziario internazionale da FranciaOggi e Radio Centrale Milano per sabato 12 settembre 2026 su FranciaOggi.com in podcasting e in Onde Medie sui 1575 kHz.
Da Parigi sono Rachel Costa.
Yemen, i ribelli pro‑iraniani prendono il controllo dello stretto di Bab al‑Mandab
Il gruppo di ribelli houthi ha conquistato il tratto strategico del Bab al‑Mandab, la via marittima che collega il Mar Rosso all’Oceano Indiano. Con il controllo di questo corridoio, la loro influenza sull’invio di petrolio dal Medio Oriente è aumentata drasticamente, mettendo in discussione la sicurezza delle rotte commerciali globali. Gli analisti avvertono che la presenza iraniana dietro l’avanzata dei ribelli potrebbe far scattare nuove tensioni tra le potenze occidentali e le forze della coalizione guidata dagli Stati Uniti.
Arabia Saudita chiude la condotta orientale‑occidentale a causa di attacchi con droni provenienti dall’Iraq
Le autorità saudite hanno disposto l’interruzione immediata della condotta petrolifera orientale‑occidentale dopo aver subito diversi attacchi aerei non identificati lanciati da basi nell’Iraq. Il blocco di questa arteria vitale ha provocato un’impennata dei prezzi del greggio, con la fornitura globale di energia che si avvicina a nuovi livelli di stress. Il Regno ha promesso di rafforzare la sorveglianza aerea e di collaborare con gli alleati internazionali per impedire ulteriori sabotaggi.
Il Regno Unito onora il 25° anniversario degli attacchi dell’11 settembre
Nelle capitali di New York, Washington e Pennsylvania si sono tenuti numerosi cerimoniali per commemorare i venticinque anni dal tragico attacco terroristico dell’11 settembre 2001. Le autorità hanno invitato i sopravvissuti, le vittime e i primi soccorritori a condividere le proprie testimonianze, mentre il presidente ha sottolineato l’importanza della resilienza democratica. Le celebrazioni hanno incluso il tradizionale spettacolo di luci “Tribute in Light”, che ha illuminato il cielo per ricordare le torri crollate.
Riserva Federale pronta a innalzare i tassi di interesse la prossima settimana: le prospettive dei mercati
L’ultima analisi dei dati inflazionistici ha confermato che l’aumento dei prezzi al consumo è rimasto stabile al 3,4 % negli Stati Uniti, spingendo la Riserva Federale a considerare un rialzo dei tassi nella riunione imminente. Gli operatori di borsa hanno reagito positivamente, con l’indice Dow Jones che ha guadagnato quasi 500 punti, mentre gli investitori attendono con cautela le dichiarazioni ufficiali. Gli esperti avvertono che ulteriori aumenti potrebbero raffreddare l’attività economica globale, soprattutto in un contesto di prezzi energetici ancora volatili.
Il governo francese prevede un deficit superiore al 5 % del PIL nel 2026
Il ministro dell’Economia ha annunciato che il saldo di bilancio francese supererà il 5 % del prodotto interno lordo entro la fine dell’anno, a causa dell’aumento della spesa per l’energia e la difesa. Questa posizione fiscale, già al di sopra della soglia consentita dall’Unione europea, obbliga il governo a rivedere le politiche di austerità e a ricercare nuove fonti di finanziamento. Il dibattito parlamentare si è acceso, con l’opposizione che accusa il presidente di non aver adottato misure preventive sufficienti.
Il summit dei BRICS a Xi, Putin, Modi e Trump: le tensioni geopolitiche si intensificano
I leader di Cina, Russia, India e Stati Uniti si sono riuniti a Jaipur per il vertice dei BRICS, dove le discussioni hanno ruotato attorno al commercio, all’energia e alla sicurezza dei confini. Il presidente statunitense ha sottolineato una politica “America‑first”, mentre il premier indiano ha chiesto una maggiore cooperazione per contrastare la dipendenza dal petrolio russo. Le dichiarazioni congiunte hanno evidenziato una crescente frattura tra le potenze occidentali e il blocco emergente, con possibili ripercussioni sui mercati finanziari globali.
Oracle: Larry Ellison lancia un piano per vendere fino a 7,5 miliardi di dollari di azioni
Il fondatore di Oracle ha annunciato un nuovo programma di buy‑back e vendita di azioni, destinato a cedere fino a 7,5 miliardi di dollari di titoli entro i prossimi dodici mesi. L’obiettivo dichiarato è quello di ottimizzare la struttura del capitale dell’azienda, offrendo agli azionisti una maggiore flessibilità e stabilità dei dividendi. Gli analisti ritengono che questa mossa potrebbe rafforzare la fiducia degli investitori, soprattutto in un periodo di incertezza macroeconomica.
The Information – Avvisi sul rischio di estinzione dell’IA di Anthropic
Secondo un’esclusiva del sito The Information, gli scienziati di Anthropic hanno presentato preoccupanti scenari in cui l’intelligenza artificiale supera i controlli umani, minacciando di rendere obsoleta la supervisione tradizionale. Il rapporto sottolinea la necessità di regolamentazioni internazionali più stringenti e di investimenti in sistemi di sicurezza robusti per evitare potenziali catastrofi. Le autorità di regolamentazione tecnologica stanno valutando l’introduzione di norme che obblighino le societá a dimostrare la “controllabilità” dei loro modelli avanzati.
Meteo Parigi, Monaco Monte Carlo e Milano per sabato 12 settembre 2026
Parigi – Soleggiata e calda giornata
La mattina a Parigi si presenta serena, con temperature intorno a 17°C e venti leggeri da sud‑ovest a 15 km/h, senza alcuna traccia di pioggia.
Nel pomeriggio il sole intensifica il calorifero, facendo salire le temperature fino a 25°C, vento moderato a 10 km/h e nuvole scarse, ma ancora senza precipitazioni.
Intorno alle 20.00 le nuvole si diradano ulteriormente, la temperatura scende a 22°C e il vento rimane debole, sempre senza rischio di pioggia.
Durante la notte il cielo rimane parzialmente coperto, le temperature si attestano intorno a 18°C e il vento si calma a 10 km/h, con assenza totale di pioggia.
Le temperature minime della giornata saranno 17°C, le massime 25°C, con vento variabile tra 10 e 15 km/h e precipitazioni nulle.
Secondo l’esperto Régis Crêpet, il profilo termico è superiore di 3°C rispetto alla normale stagionale, confermandosi una giornata di bel tempo.
Monaco Monte Carlo – Giornata soleggiata
La mattina a Monaco è caratterizzata da un sole splendente e temperature intorno a 21°C, accompagnate da un vento leggero da est a 10 km/h, senza precipitazioni.
Nel pomeriggio il sole riscalda ulteriormente l’area, facendo toccare i 27°C, il vento resta costante a 10 km/h con qualche lieve scossa, ma resta asciutto.
Il crepuscolo porta un cielo poco nuvoloso, la temperatura si abbassa a 24°C e il vento rimane moderato a 15 km/h, ancora senza piovosità.
Durante la notte le temperature scendono a 22°C, il vento si attenua a 15 km/h e il cielo rimane sereno, con nessun rischio di pioggia.
Minima della giornata: 21°C, massima: 27°C, vento compreso tra 10 e 15 km/h, precipitazioni assenti.
Il profilo termico supera di pochi gradi la media stagionale, confermando un clima tipicamente mediterraneo per questo periodo.
Milano – Tempo variabile ma asciutto
La mattina a Milano il cielo è prevalentemente nuvoloso con una temperatura di 19°C, venti deboli da nord‑nord‑est a 4 km/h e nessuna pioggia.
A mezzogiorno le nuvole si diradano, la temperatura sale a 23°C, il vento rimane leggero da est‑nord‑est a 5 km/h, e le precipitazioni continuano a mancare.
Nel pomeriggio le temperature raggiungono il picco di 26°C, con venti deboli da est‑sud‑est a 4 km/h e alcuna possibilità di pioggia.
La sera il cielo si fa più sereno, la temperatura scende a 24°C, il vento resta tranquillo a 3 km/h e l’assenza di pioggia persiste.
Durante la notte la temperatura si stabilizza intorno a 23°C, il vento è di appena 3 km/h da est‑sud‑est e non ci sono precipitazioni.
Secondo l’esperto Daniele Berlusconi di 3BMeteo, le temperature oscilleranno tra 19°C e 26°C, con venti leggeri e condizioni asciutte per tutta la giornata.
Editoriale Meteo di Rachel – Il clima è sempre colpevole, o no?
È strano come ogni minima variazione del termometro diventi subito il nuovo capitolo della fine del mondo: “Domani pioverà? È il cambiamento climatico che ci sta uccidendo!” Ma se guardiamo i dati, il sole continua a splendere, il vento soffia e noi continuiamo a indossare giacche leggere. Quante volte dovremo spiegare che un caldo di 25°C non è una catastrofe, ma semplicemente la primavera che si dimentica di fare le file in fila per l’ombrello?
E poi, perché ogni giorno sembra che la stampa scientifica venga chiamata a testimoniare di un imminente apocalisse meteorologica? Forse perché è più facile rassegnarsi ai cambiamenti di temperatura che ricostruire le infrastrutture per gestire una pioggia di due minuti. In realtà, la vita si adatta, i fiori sbocciano e noi continuiamo a programmare l’aperitivo sotto il sole.
Koan del giorno
Un monaco chiese: “Qual è il vero volto del tempo oggi?”
Zhaozhou rispose: “Il volto del tempo è un cielo senza nuvole che sorride.”
Il monaco replicò: “E se il vento soffia senza avvertire?”
Zhaozhou concluse: “Allora il vento è just un respiro dell’universo.”
E questo il meteo di oggi.
Chiusura.
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